All'asta si vende di tutto, quadri, gioielli, cimeli, case, automobili ma mai arrivi a pensare che addirittura si possano vendere bambini offerti come merce al migliore offerente. Certo con quello che accade oggi nel mondo pensi che nulla possa ormai sconvolgerti più di tanto, la cronaca è ricca di fatti raccapriccianti al cospetto dei quali per quante domande ti possa porre resti inebetito e senza risposta, e quei "ma come è possibile", "ma perché", "ma come si può arrivare a tanto" restano lì, sospesi nel vuoto, che inverosimilmente il fatto stesso crea attorno e dentro di te. Eppure in questo mare di squallore in cui è immersa l'umanità puntualmente t'imbatti in un fatto, una notizia, che più di un altro, di cui sei venuto a conoscenza, ti lascia un senso d'indignazione, e prendi coscienza sempre più che alla nefandezza dell'essere umano non ci sarà mai fine prima della fine stessa.
Di seguito i dettagli dell'orripilante notizia annunciata nel titolo:Con una mega operazione in 15 province, la polizia cinese ha arrestato 802 persone coinvolte nel traffico illegale di neonati e bambini inferiori a sei anni. L'intervento delle forze dell'ordine ha coinvolto oltre 10mila poliziotti che in una settimana hanno fatto irruzione in diversi ospedali nelle province Hebei, Shandong, Sichuan, Fujian, Henan e Yunnan, dove da alcuni anni si era formato un vero e proprio "consorzio" per il commercio di neonati da vendere all'asta. Molti di loro provenivano da famiglie che avevano violato la legge del figlio unico, che costringe le madri ad aborti e sterilizzazioni. In totale gli agenti hanno salvato 181 bambini, che dovevano essere consegnati nei prossimi giorni a famiglie cinesi e straniere. Nel traffico erano coinvolti ambulatori, cliniche e ospedali. I funzionari adescavano donne gravide e famiglie promettendo fino a 8mila euro per la vendita del figlio.Una nota del Ministero della pubblica sicurezza afferma che l'operazione è iniziata in dicembre nell'Henan con il fermo di quattro persone che a bordo di un autobus trasportavano un gruppo di bambini da vendere all'asta. Interrogati dalla polizia, essi hanno rivelato i nomi dei gestori del traffico locale. In aprile le indagini si sono allargate anche ad altre 15 province, passando dal fermo dei corrieri alle perquisizioni in cliniche ed ospedali. Dalla informazioni raccolte dagli agenti, il traffico avveniva grazie a funzionari compiacenti che segnalavano a famiglie facoltose la possibilità di acquistare un figlio da donne con problemi finanziari. Prima di concordare, gli interessati facevano visita negli ambulatori dove controllavano le condizioni del nascituro, il sesso e in diversi casi la salute dei genitori. I bambini di età compresa dai due ai sei anni venivano invece venduti all'asta nelle province con più richieste. Per evitare di dare nell'occhio durante viaggi, lunghi anche diversi giorni, i trafficanti somministravano ai piccoli pesanti dosi di sonniferi. In caso di malattia i piccoli erano scaricati durante il viaggio in mezzo ai cespugli e lasciati morire per strada.
Dom Jinli, responsabile dell'ufficio di pubblica sicurezza di Zaozhuanf, Shandong, ha rivelato che i medici intascavano per ogni bambino venduto circa 700 euro. I responsabili del traffico anche 2mila euro. Il tariffario per la famiglie poteva raggiungere anche cifre superiori agli 8mila euro, soprattutto per bambini maschi e in buona salute. Fonte: (AsiaNews/Agenzie)COMMENTO PERSONALE:Ero e sono ben consapevole, condividendo o meno, che il desiderio di diventare genitori possa spingere una coppia a comprare un bambino come se fosse un oggetto così come sono ben consapevole che il traffico di bambini è una realtà e non solo una finzione cinematografica, d'altronde sono figlia di questo mondo, ma che addirittura si arrivasse ad organizzare aste per metterli in vendita no non ci avrei mai pensato ma quello che mi lascia un senso d'infinita tristezza è il pensiero di quanti di quei bambini sono stati letteralmente buttati per strada e consegnati ad una lenta agonia sino alla morte solo perché colpevoli di essersi ammalati.