"Essendo necessaria alla sicurezza di uno Stato libero una ben organizzata milizia, il diritto dei cittadini di detenere e portare armi non potrà essere infranto."Cita così il secondo emendamento della Costituzione degli Stati Uniti d'America, dove chiunque può crearsi un arsenale soprattutto acquistando online, basti pensare che James Eagan Holmes ha comprato legalmente tutte le armi da fuoco usate per la strage di Aurora: era in possesso di due pistole Glock calibro 40, un fucile a pompa Remington 870 e un fucile semiautomatico Smith & Wesson modello AR-15, capace di sparare tra i 50 e i 60 colpi al minuto. Holmes aveva inoltre 6.000 munizioni, tutte acquistate legalmente su internet negli ultimi due mesi. Il tema della compravendita online di proiettili è stato trattato ieri dal New York Times.Le leggi del Colorado vietano l'acquisto di armi da fuoco solo a chi abbia precedenti penali o una storia di disturbi mentali e Holmes non rientrava in nessuna di queste due categorie; inoltre, non esiste alcun freno all'acquisto di munizioni su internet e nessun controllo, perché i commercianti non sono obbligati a segnalare le vendite alle autorità, nemmeno quelle di grandi proporzioni. Solo pochi Stati come Illinois, Massachusetts e New Jersey e città come Los Angeles e Sacramento hanno varato delle restrizioni alla vendita di munizioni, obbligando per esempio i commercianti a segnalare le transazioni alle autorità.Ma in Colorado, come in gran parte degli Stati Uniti, il mercato delle munizioni - online e nei negozi - è senza regole. Come del resto quello delle armi: nel 'Mountain State', le persone possono portarle in macchina, anche cariche; la licenza di porto d'armi è facilmente ottenibile, perché il Colorado è uno dei 38 'shall issue States', cioè uno degli Stati in cui il richiedente (se rispetta tutti i requisiti richiesti) non può vedersi rifiutata la domanda: in pratica, basta riempire un modulo online e pagare 152,50 dollari.Le associazioni che si battono per maggiori controlli e restrizioni sulla vendita e il possesso di armi affermano che la mancanza di regole precise permette a chiunque di costruirsi un arsenale, senza attirare il sospetto delle autorità statali o federali. Per le lobby delle armi, invece, maggiori controlli non renderebbero il Paese più sicuro, ma servirebbero solo a ledere i diritti costituzionali."E' un mercato completamente aperto" ha dichiarato al New York Times Tom Mauser, che ha visto il figlio morire nella strage alla Columbine High School nel 1999. "Internet ha cambiato totalmente le cose. Non devi nemmeno mostrare la tua faccia". I siti che vendono armi e munizioni sono sempre più numerosi: basta poi non avere precedenti penali per poter acquistare online. E la proposta di legge arrivata in Congresso nel 1999 per regolare le vendite su internet è finita presto nell'oblio. Oggi, nonostante il lutto e l'ennesimo spargimento di sangue innocente, nessun partito ha intenzione di mettere in dubbio il Secondo Emendamento e il diritto di ogni americano di possedere armi a dimostrazione del fatto che troppo spesso le leggi tutelano gli introiti economici, nello specifico il dollaro, più della vita dei propri cittadini.