trilogia mentale

NATIVITA’ CHOC A CARRARA


Lo scorso Febbraio a Carrara muore di stenti Olga Komut, 31enne di nazionalità ucraina all'ottavo mese di gravidanza che viveva in una tenda collocata in un'area dismessa alla periferia della città nei pressi della stazione di Avenza. Il caso scosse non poco gli abitanti della città che, memori delle condizioni di miseria della donna e prossimi al Natale, hanno voluto, partendo dal ricordo della stessa, raffigurare la sofferenza con un presepe che per quanto scioccante possa apparire è molto più realistico dell'immaginario collettivo a cui siamo abituati e nel quale Bambin Gesù viene sempre raffigurato come un pargolo sorridente e sereno dalla faccia rosea e paffuta.
La scena è alquanto raccapricciante, all'interno della tenda, giusto al centro tra paglia e denari, circondato da bidoni in metallo, atti a rappresentare Giuseppe, Maria, bue e asinello, c'è uno scheletrico Gesù Bambino, una scultura di resina bianca che lo fa ancora più simile a uno scheletro, chiaramente avvinto dalla fame e dalla miseria. Completano l'allestimento immagini di morte, fame e guerra dei paesi più poveri mentre la colonna sonora presenta un mix di canti natalizi intervallati da dichiarazioni di guerra, raffiche di mitragliatrice e scoppi di bomba.Il Presepe collocato ed inaugurato venerdì, ha ricevuto anche il beneplacito dal parroco del Duomo don Raffaello Piagentini, il quale appoggiando in pieno l'idea degli organizzatori ha sottolineato: "E' un presepe più realistico degli altri, mi piace molto perché ci ricorda che Gesù continua a soffrire attraverso la sofferenza di molti
COMMENTO PERSONALE:L'allestimento della natività in piazza Duomo a Carrara denuncia fame e sofferenza, un segnale forte di ribellione verso ciò che sta accadendo nel mondo, Italia compresa, che invita a riflettere sulle condizioni di vita che affliggono quattro quinti del nostro pianeta, sul prezzo pagato da molti per l'illusione di benessere di pochi. Nonostante le buone intenzioni, nonostante gli sforzi di alcuni, da realista so per certo che come è vero che a Natale non siamo tutti più buoni parimenti è vero che le disgrazie altrui, per quanto ci commuovano, le dimentichiamo in fretta e questo presepe che tanto scalpore ha suscitato sarà solo l'ennesimo tentativo fallito per ricordarci sì la sofferenza altrui ma anche l'egoismo becero di cui è fatto l'uomo.