Riflettevo sulle varie stragi in cui a pagarne le conseguenze sono gli innocenti, quelli che la pietra possono scagliarla tranquillamente, quelli senza alcuna possibilità di difesa ovvero i bambini. Impossibile non restarne emotivamente coinvolti, atterriti, indignati. Ma c'è qualcosa che m'indigna più della loro stessa morte ed è l'atteggiamento dei media tutti nel trattare diversamente la morte degli uni al cospetto degli altri, come se il valore della loro stessa vita assuma incidenza maggiore in virtù dello stato, della nazione o delle modalità in cui quelle vite vengono strappate.
Ecco allora che se provate ad inserire nel motore di ricerca Google: Strage di Newtown vi appariranno 4.280.000 risultati, Strage di bambini in Siria 552.000 risultati, Bambine morte per l'esplosione di una mina 174.000 risultati, Strage di bambini in Palestina 958.000Si evince che c'è una sostanziale differenza numerica tra i vari contenuti a portata di click, data dal fatto che più se ne parla o se ne scrive maggiore è il numero delle pagine create. La conclusione logica che ne traggo è che c'è meno considerazione per la tragica fine di una di quelle dieci bambine tra i 10 e gli 11 anni morte in Afghanistan, per l'esplosione di una mina mentre erano fuori a raccogliere legna da ardere o per uno di quei 10 bambini, tutti di età inferiore ai 15 anni morti il 26 novembre in Siria mentre, approfittando di una concordata tregua, erano all'aperto a giocare o di tutti i bambini siriani morti dall'inizio di una mattanza che non vede fine perché nessuno ha interessi a mettervi fine, oppure per la morte di uno degli ormai innumerevoli bambini vittime della guerra tra Palestina e Israele.Morire per mano della follia di un singolo individuo mentre si è al caldo a scuola ha forse una cassa di risonanza maggiore che morire per lo scoppio di una mina mentre si è fuori a raccogliere legna per riscaldarsi quando invece si dovrebbe essere a scuola...o morire di paura, di stenti, di freddo come succede ad un elevato numero di bambini e adolescenti, che non resistono al continuo martellamento dei bombardamenti, ai boati tremendi che il resto del mondo si ostina a non sentire o a definire incidenti collaterali? Se è così ditemelo perché significa che io nonostante i miei suonati 45 anni del valore della vita ancora non ho capito niente.
Intanto Obama scrive sulla lavagna della scuola di Newtown: "Siete nei miei pensieri", ma non aveva detto qualcosa di simile anche dopo la Strage di Aurora avvenuta solo sei mesi fa...