18 anni segnano un traguardo importante nella vita di tutti e tutti abbiamo desiderato o quantomeno auspicato di poter in quel giorno ricevere un regalo speciale ma non certo un regalo come dire "criminale"...Si dice: "La legge non ammette ignoranza", e difatti nelle dichiarazioni di Pietro Ciotola, operaio e padre 43enne, c'è tanta ignoranza o forse meglio sarebbe parlare di incoscienza, irresponsabilità, perché non c'è altro modo per definire un padre che per il giorno del 18° compleanno del figlio decide di regalargli un "coca party" a cerchia ristretta.Il fatto è accaduto a Napoli qualche settimana fa ed è balzato agli onori della cronaca proprio per l'incredulità del comportamento dell'uomo, il quale, all'Alt impartito per un semplice controllo dagli agenti di Polizia non si ferma e fugge. Ha così inizio l'inseguimento durante il quale l'uomo getta dal finestrino un sacchetto, che verrà poi recuperato e si scopre contenere 22 gr di cocaina per un costo di circa 500 euro. Finalmente gli agenti riescono a bloccarlo; nell'auto oltre al 43enne, il figlio appena 18enne e tre ragazzine rispettivamente di 13, 14 e 15 anni, la cui presenza è ancora da chiarire. Quando gli agenti gli hanno mostrato il sacchetto contenente la droga, l'uomo ha semplicemente risposto: "Regalo per il mio ragazzo che festeggia i diciotto anni".Portato e trattenuto in una stanza del commissariato di Scampia, prima del trasferimento nel carcere di Poggioreale, durante l'interrogatorio da parte degli agenti che lo hanno catturato, Ciotola ha ostentato sicurezza e quasi arroganza. «Embè? Che ho fatto di male? Se anche fosse vero quello di cui mi accusate, che c'è di male? Quella roba era per uso personale, mica la spaccio, io...Brigadiè, ma mo' che fate, veramente mi volete arrestare?», ha detto più volte. Un atteggiamento che ha lasciato di stucco gli investigatori. A tutt'oggi, il Ciotola, peraltro incensurato, ospitato in una cella del carcere partenopeo, ancora non si rende conto del guaio in cui si è cacciato ma soprattutto della gravità dell'azione commessa.La riflessione su questo fatto di cronaca, che rispetto a tanti altri di maggiore gravità può apparire come irrilevante, nasce e trova il suo fondamento in quella risposta: "Che c'è di male?"...Per molti nulla, forse solo l'ennesima "bravata" di un adulto irresponsabile, per me (e molti altri compreso Maurizio Costanzo) è semplicemente una vergogna.