trilogia mentale

SPERANDO IN UN FUTURO MIGLIORE...CHE IL MAI DIVENTI OGGI!!!


Giovedì avevo una seduta dal dentista, mentre attendevo il mio turno seduta in sala d'attesa mi son ritrovata nelle mani una copia di qualche mese fa dell'inserto Donna di Repubblica, tra i vari articoli ho letto la lettera inviata da un giovane, soffermandomi a riflettere sulla risposta di Galimberti che ha così risposto:"Sarebbe necessario dare qualche possibilità di parola e di azione ai giovani per il rinnovamento di questa società sempre più statica, acquiescente, conformista, se non addirittura rassegnata. Le procedure della nostra democrazia non ci consentono, ad esempio, un'esperienza come quella americana capace di eleggere un afro-americano di 47 anni alla presidenza degli Stati Uniti. Sulla pelle nera si è detto molto in termini di entusiasmo e di ironia, anche se da noi uno dalla pelle scura non può fare neppure il vigile urbano. Ma è sui 47 anni che non si è detto granché per non offendere la gerontocrazia che governa il nostro Paese, le cui procedure democratiche non consentono ai giovani di arrivare al potere. La conseguenza è che non circolano con efficacia nel nostro Paese idee nuove, e soprattutto quella creatività, quella forza, quell'inventiva che la natura e non altri ha consegnato ai giovani. Essi dispongono del massimo della potenza biologica, sessuale (che vuol dire anche procreativa) e intellettuale che a partire dai 40 anni decresce. Tutta questa riserva di forza e potenza che ogni società dispone, in Italia non viene utilizzata. La si parcheggia nelle università, nel precariato, nella disoccupazione, nella mancanza di futuro, per consentire agli anziani arrivati di proseguire nelle loro pratiche di potere fino alla morte. Pratiche ripetitive, senza inventiva, pura gestione dell'esistente condite con tanta retorica. E allora dei giovani si mette in mostra solo la bellezza, spesso accompagnata da analfabetismo, si mette in mostra il gesto atletico, in una parola: il corpo. La loro mente, la loro iniziativa, il loro coraggio, il loro volontariato, la loro voglia di futuro viene assopita, mortificata, messa in disparte, trascurata. Si aspetta, come diceva Cavour, che da rivoluzionari diventino conservatori. Si assestino nel loro benessere individuale quando riescono a raggiungerlo, in modo che la società non abbia sussulti e prosegua nel suo ineluttabile declino, che non preoccupa la gerontocrazia al potere perché il declino o addirittura la fine avverrà dopo la loro morte. Purtroppo le vite individuali sono troppo brevi perché si possano far carico davvero della vita o della morte della società che al momento governano. E se fosse proprio qui il male oscuro del nostro".L'Italia vive effettivamente una situazione di stallo in cui ogni rinnovamento pare irraggiungibile, non ci sono più valori in cui credere, nulla da recuperare, il popolo è, a ragione, sfiduciato e la sfiducia del popolo  è il miglior risultato che un governo possa conseguire per continuare a fare i proprio comodi. Quando non c'è chi crede e si adopera per attuare una seppur minima forma di cambiamento vuol dire che la corruzione non indigna più che c'è assuefazione ad uno stato di cose contro le quali si pensa che nulla si possa fare permettendo così a chi vuole mantenere le cose come stanno di agire indisturbato, continuando a fare i propri interessi senza alcuna difficoltà perché non incontra ostacolo alcuno.Qualcuno dice che questo mondo non è per chi spera, ma se smettiamo di sperare e di trarre dalla speranza la forza per provare ad effettuare dei cambiamenti in virtù di quello in cui crediamo allora che senso ha la nostra vita...
 A coloro che credono che tutto sia perso lascio uno scritto affinché possano provare a credere che se niente è  possibile parimenti non tutto è impossibile... Bertolt Brecht  "La lode della dialettica"L'ingiustizia oggi cammina con passo sicuro.Gli oppressori si fondano su diecimila anni.La violenza garantisce: Com'è, così resterà.Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comandae sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio.Ma fra gli oppressi molti dicono ora:quel che vogliamo, non verrà mai.Chi ancora è vivo non dica: mai!Quel che è sicuro non è sicuro.Com'è, così non resterà.Quando chi comanda avrà parlato,parleranno i comandati.Chi osa dire: mai?A chi si deve, se dura l'oppressione? A noi.A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi.Chi viene abbattuto, si alzi!Chi è perduto, combatta!Chi ha conosciuto la sua condizione, come lo si potrà fermare?Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domanie il mai diventa: oggi!