Che cosa è esattamente la paura? Un meccanismo innato di difesa di fronte a un pericolo, oppure un prodotto dell'ambiente? Esistono paure "normali" e paure pericolose per l'equilibrio della personalità? Come reagisce alla paura l'uomo moderno? Fino a che punto la paura entra nella patologia? In che modo il potere ha usato e usa la paura come strumento di controllo? Sono questi gli interrogativi che si sono posti nei vari anni la biologia, l'antropologia, la sociologia, la psicologia e la psicoanalisi. Nel "gioco degli specchi" della paura, è ancora possibile "giocare" con questa emozione, come appare, ad esempio, nei racconti e nei film dell'orrore. E la capacità di intrattenersi con essa riuscendo a dominarla è anche un aspetto del coraggio, l'esito positivo della paura. Il coraggio come la capacità di guardare con atteggiamento razionale alla vita e soprattutto agli aspetti di cui ci sfuggono le cause. Il coraggio come conoscenza di ciò che dobbiamo temere o sperare, più che una "scienza dei mezzi", dovrà essere una "scienza dei fini", dei valori, di ciò che è degno o non degno di essere intrapreso: saggezza morale, o scienza di quando e perché può valere la pena di rischiare.Ormai sono in molti a concordare sul fatto che la fobia semplice getti le sue basi nel processo di apprendimento. Andiamo a vedere nello specifico cosa vuol dire.La fobia è una paura estrema, irrazionale e sproporzionata per qualcosa che non rappresenta una reale minaccia e con cui gli altri si confrontano senza particolari tormenti psicologici. Chi ne soffre, infatti, è sopraffatto dal terrore all'idea di venire a contatto magari con un animale innocuo come un ragno o una lucertola, o di fronte alla prospettiva di compiere un'azione che lascia indifferenti la maggior parte delle persone (ad esempio, il claustrofobico non riesce a prendere l'ascensore o la metropolitana). Le persone che soffrono di fobie si rendono perfettamente conto dell'irrazionalità di certe reazioni emotive, ma non possono controllarle.Una della possibili cause per cui una fobia specifica insorge è che la persona abbia avuto nella sua infanzia un'esperienza traumatica, a cui dopo associa l'elemento che è causa della paura. L'associazione può essere diretta o indiretta. È diretta quando è stato quell' elemento la causa medesima che porta alla fobia, per esempio, un bambino che è stato graffiato da un gatto furente diventa nel tempo un uomo con ailurofobia (fobia dei gatti). Per contro, è un'associazione indiretta quando la paura appare spostata: nella TV nordamericana mostrarono il caso di una giovane che, essendo stata vittima di abusi sessuali da bambina, aveva sviluppato una curiosa fobia verso i cetriolini.È in questi termini che si parla di apprendimento di una paura estrema o di una fobia.In molti casi, le persone non ricordano le cause che hanno portato a sviluppare la loro fobia, specialmente quando si tratta di fobie specifiche. Altre volte, al contrario, possono ricordare uno o diversi avvenimenti che hanno causato la fobia, specie quando si tratta di fobie sociali. Le cause scatenanti dello sviluppo della fobia possono essere rimandate a situazioni del passato. Ad esempio la glossofobia (paura di parlare in pubblico) può gettare le sue basi in situazioni passate specifiche in cui la persona abbia sperimentato un'umiliazione pubblica, beffe dai compagni, risate maligne, critiche, ecc. ossia in avvenimenti che in qualche modo hanno potuto lesionare l'autostima del bambino.La "bella" notizia che possiamo trarre da questi assunti sulla genesi delle fobie è che come una paura estrema può essere appresa, con lo stesso processo può essere disappresa.In ambito terapeutico per fobie semplici sono necessari 3-4 mesi proprio per mettere il soggetto nella condizione di disapprendere la fobia che lo affligge.Concludo con una citazione di ROMANO AMERIO che trovo molto incoraggiante"Si suol dire che l'uomo coraggioso non ha paura. È falso. Esser coraggioso significa dominare la paura e dove non c'è paura non c'è coraggio".