La "nostalgia" è un bene.
Secondo uno studio inglese, infatti, rievocare il passato aiuta gli adulti ad affrontare il presente. Può riaffiorare mentre siamo felici ed è stimolata da emozioni forti. La nostalgia torna a galla per ricordarci che abbiamo un passato e che quello che abbiamo vissuto ha avuto senso. Secondo il professor Constantine Sedikides, direttore del Centro di Ricerca sull'Identità Personale dell'Università di Southampton, Regno Unito, non si tratta di una debolezza, ma di una risorsa: "Le persone nostalgiche sono in realtà le più forti, perché capaci di rimettere insieme i pezzi del passato e fare della vita un percorso compatto". Con i colleghi del dipartimento, lo scienziato ha analizzato gli effetti della nostalgia su un gruppo di volontari. Tutti hanno reagito positivamente agli stimoli, raggiungendo uno stato di serenità rispetto a molte brutte esperienze passate. La sensazione che si prova di fronte a una vecchia foto, a un tramonto o all'incontro con un ex-compagno di scuola non occupa insomma lo spazio di un momento, ma fa da ponte tra ciò che eravamo e ciò che siamo, regalando la sensazione che la nostra vita abbia avuto un percorso sensato, carico di esperienze ed emozioni.Ma è meglio non esagerare: una dose eccessiva di nostalgia può togliere preziosi spazi mentali e peggiorare la qualità di vita e i rapporti sociali.Ci sono individui che non riescono a godere il presente e vivono in un costante passato. Ha però senso parlare di "potere terapeutico" di questa sensazione se a provarla sono persone adulte o comunque capaci di ripercorrere a ritroso la vita, attribuendo ai ricordi il giusto valore.Scriveva Antoine de Saint-Exupèry: "Se vuoi costruire una nave, non radunare uomini per raccogliere la legna e distribuire i compiti, ma insegna loro la nostalgia del mare ampio e infinito".