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la gita sul lago 5

Post n°14 pubblicato il 22 Giugno 2011 da carlo.r75
 
Foto di carlo.r75

Capii all'istante cosa doveva dirmi, forse ero diventato abbastanza grande, quel poco che bastava per ascoltare il finale della gita sul lago.

Non so se si invento tutto, non so se aveva preparato quella storia per quella occasione, ma ciò che mi raccontò Francesco mi lasciò scosso a tal punto da tenermi senza fiato per alcuni minuti, muto a fissare il vuoto che ci circondava da fuori e da dentro.

Francesco mi disse che giunti nella grotta con una piccola barchetta, una strana luce irradiava le pareti ma sembrava che solo lui ne avvertiva la stranezza, difatti era in compagnia di altre nove persone, sei suoi coetanei e tre adulti, gli accompagnatori, che non si accorsero neanche della curiosa figura che da poco lontano li attendeva sulla sponda vicina.

Raccontò che a circa un metro da quella figura inquietante fu inghiottito in un vortice, una sensazione simile allo svenimento, e come in un sogno molto realistico, visse una storia incredibile, visse la stroria che noi due stavamo vivendo nel presente.

Vide nostra madre in compagnia di uno strano tipo che ci portava nella casa famiglia, vide i giorni di disperazione che vivemmo in quel luogo infernale e vide il giorno delle adozioni, quello mi disse che lo ricordava meglio di qualunque altra cosa, eccome se lo ricordava.

mi disse di aver già conosciuto le nostre famiglie adottive e mentre lo raccontava sudava copiosamente e parlava con una tale enfasi da sembrare impossessato .

Dopo tutte queste visioni vide una vecchia signora anzi vecchissima, che avvicinandosi al suo piccolo viso gli disse: "piccolo Francesco è talmente crudele e ingiusto quello che capiterà a te e tuo fratello nella vita, talmente ingiusto che sono venuta a mostrartelo, quello che hai visto sarà il vostro futuro e saranno momenti difficili e quello che sarà ancora più difficile è porre fine a quell'inferno, ma voi dovrete, per il vostro bene.

continua.... 

 

 

 
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la gita sul lago 4

Post n°13 pubblicato il 16 Giugno 2011 da carlo.r75
 
Foto di carlo.r75

La data dell'adozione venne fissata per il ventidue Novembre e quando lo venni a sapere quasi mi prese un colpo, era lo stesso giorno del nostro ingresso al centro e mi sentii perseguitato da quela data.

I mesi che precedettero il trasferimento nelle nostre nuove rispettive case io e Francesco parlavamo veramente poco, eravamo visibilmente sotto shock e il solo parlarne era fuori discussione per entrambi.

Il sedici novembre quell anno capitò di Venerdi e il sedici Novembre io compivo 13 anni.

I giorni precedenti il mio compleanno furono particolarmente sentiti per Francesco, era molto taciturno e aveva pochissimo appetito, occhiaie marcate erano comparse sul suo viso e le labbra erano più che disidratate praticamente asciutte.

La corporatura esile e l eccessivo pallore lo rendevano di aspetto malaticcio e io me ne accorsi prima degli altri ma non ne feci parola alcuna, semplicemente aspettai, cosa non so, ma aspettai.

Il mio compleanno si preannunciava come un normalissimo giorno infelice, nessuna candelina su nessuna torta, ma quando Francesco alle cinque del mattino venne sulla mia branda con in mano una merendina, conservata il giorno precedente per l'occasione, e baciandomi affetuosamente sulla guancia dicendomi "Auguroni fratellino mio ti voglio tanto bene non lo dimenticare mai".

Mi sentii il ragazzo più felice del mondo, non avrei potuto ricevere regalo o dolce più gradito.

Pensai che quello sarebbe stato il ricordo più bello della mia vita, il ricordo che mi porterò nella tomba.

Dopo esserci pianti addosso Francesco mi costrinse a seguirlo nel bagno dicendomi che lì mi attendeva una cosa particolare, una cosa che aspettavo da tanti anni e che lui da altrettanti anni sperava di non dovermi dire mai.

Continua...

 
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portale trovapolli

Post n°12 pubblicato il 14 Giugno 2011 da carlo.r75
 

visita www.trovapolli.it

 
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La gita sul lago 3

Post n°11 pubblicato il 13 Giugno 2011 da carlo.r75
 
Foto di carlo.r75

Erano sette mesi che Francesco non mi raccontava la storia sulla gita sul lago e io ne sentivo la mancanza.

C'era un gran fermento nell istituto durante il mese di Luglio, gli operatori consegnarono a gruppi di ragazzi dei piccoli lavori di pulizia, erano gruppi da otto e io e Francesco fummo messi in due gruppi distinti.

Al mio gruppo fu assegnata la palestra, uno stanzone fatiscente che puzzava di gomma e muffa, alle pareti scale di legno piene di tarme e sbarre di metallo ormai arrugginite dal tempo e dall'umidità, non fu un lavoro semplice ma la riadattammo a un luogo che somigliava a una palestra.

Francesco e i suoi colleghi si occuparo dei dormitori, una accozzaglia di brande e armadietti sistemati a casaccio, la sistemarono per modo di dire.

Tutti sapevano il perchè di quel trambusto e alcuni di noi ne erano perfino terrorizzati.

Una volta l anno le famiglie in attesa di adozione venivano a scegliere, proprio come in un negozio, il ragazzo che più loro piaceva, chi lo desiserava biondo occhi chiari e magro chi in carne ma con un bel sorriso.

Per me e Francesco fu la prima ed ultima volta, venimmo adottati entrambi da famiglie diverse in città diverse.

Inutile dire che per noi fu l inizio della fine.

Continua.....

 

 
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la gita sul lago 2

Post n°10 pubblicato il 10 Giugno 2011 da carlo.r75
 
Tag: gita, lago
Foto di carlo.r75

Il ventidue novembre del 78' qualcosa accadde nella nostra vita.

Nostra madre separatasi dal marito dopo continui abusi protrattasi negli anni, conobbe un'uomo e con il suo ingresso nella sua vita a noi si aprirono le porte di una casa famiglia, fù l'inizio per noi di una nuova e non certo bella vita.

L'istituto era un'edificio di cemento ingrigito dal tempo, una struttura a due piani, molto lunga e troppo bassa, che somigliava più ad un carcere che ad un centro accoglienza per minori, non esisteva un giardino e gli unici giochi ludici si riducevano ad un bigliardino vecchio e un tavolaccio addibito a tavolo di ping pong.

Io e Francesco detestavamo quella stanza e la evitavamo quando possibile.

Stavamo vivendo un vero incubo e Francesco era preoccupato più del solito.

Erano passati sette mesi da quel freddo giorno di Novembre, sette mesi che non erano bastati a farci abituare alla nostra nuova sistemazione, eravamo tra i ragazzi più difficili per gli operatori, evitavamo ogni loro iniziativa e ben presto venimmo evitati da tutti.

Continua....

 
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