Avevo promesso a me stessa, una volta tentata l’avventura-blog, di non occuparmi di politica o di religione attivamente in senso stretto. Certamente ho le mie idee a riguardo, e chiare e forti . Volevo, però, dedicare le mie riflessioni a quelle cose care, per qualcuno forse “di pessimo gusto”, parafrasando una celebre citazione di uno dei miei autori italiani preferiti, che rendono speciale e unica la mia quotidianità. Però come fare a tacere se, a prescindere dai vari schieramenti politici o dalla fede professata, accade che sia negato il diritto a qualcuno di esporre ciò che pensa, giusto o sbagliato che sia…. Non nascondo di avere avvertito in me un forte senso di disagio. Quello che deriva dal fatto di sentirsi impotenti pur avendo combattuto tante battaglie anche personali e/o subito altrettante sconfitte, e avere, tuttavia, avuto il coraggio di continuare a combattere. E quindi di colpo avvertire la sensazione, netta e forse un po’ spiacevole, di ritrovarsi come al solito davanti allo stesso muro di sempre. Un muro di gomma. Constatando, ancora una volta, come, ad oggi, di intolleranza ce ne sia ancora tanta. E paradossalmente ritrovarla anche tra quelli che, apertamente professano di non possederla. E che tra l'altro senti a te affini. Perché, per me, intolleranza è ridurre, con le maniere forti oppure velatamente, verbali e non, al silenzio qualcuno. Negare che questo qualcuno esista, soffocandone la spontaneità e l’individualità. Agire su di esso secondo linee di principio forse più proprie a un crociato o a un conquistador che non già a un uomo libero e liberato. Linee che procedono e travolgono, in nome di un ideale inteso restrittivamente, persone e sentimenti trasformando vita in deserto. E cose e ricordi in oblio. Annullando l’altro in quello che di più profondo rappresenta. Facendogli pesare la propria superiorità culturale anche soltanto con uno sguardo dall’alto in basso. Sottovalutando l' importanza del pensiero altrui, condivisibile oppure no. Mortificando il pluralismo (ben differente dal qualunquismo ) alla base di uno stato realmente, autenticamente democratico. Qualcuno ha affermato come la cultura non sostenuta dal buonsenso sia una sorta di follia raddoppiata. Io aggiungerei parlando di follia collettiva e del pericolo che quanto accaduto di recente possa nutrire i nostri ragazzi con il seme dell’intransigenza più sterile. Rischiando di inficiare il risultato e lo spessore di tante battaglie future realmente laiche. Con uno scontatissimo e inevitabile effetto boomerang finale.“ Se vogliamo coltivare un vero spirito di democrazia, non possiamo permetterci di essere intolleranti. L’intolleranza tradisce la mancanza di fede nella propria causa “ Mohandas Karamchand Gandhi i
Untitled, Senza Titolo
Avevo promesso a me stessa, una volta tentata l’avventura-blog, di non occuparmi di politica o di religione attivamente in senso stretto. Certamente ho le mie idee a riguardo, e chiare e forti . Volevo, però, dedicare le mie riflessioni a quelle cose care, per qualcuno forse “di pessimo gusto”, parafrasando una celebre citazione di uno dei miei autori italiani preferiti, che rendono speciale e unica la mia quotidianità. Però come fare a tacere se, a prescindere dai vari schieramenti politici o dalla fede professata, accade che sia negato il diritto a qualcuno di esporre ciò che pensa, giusto o sbagliato che sia…. Non nascondo di avere avvertito in me un forte senso di disagio. Quello che deriva dal fatto di sentirsi impotenti pur avendo combattuto tante battaglie anche personali e/o subito altrettante sconfitte, e avere, tuttavia, avuto il coraggio di continuare a combattere. E quindi di colpo avvertire la sensazione, netta e forse un po’ spiacevole, di ritrovarsi come al solito davanti allo stesso muro di sempre. Un muro di gomma. Constatando, ancora una volta, come, ad oggi, di intolleranza ce ne sia ancora tanta. E paradossalmente ritrovarla anche tra quelli che, apertamente professano di non possederla. E che tra l'altro senti a te affini. Perché, per me, intolleranza è ridurre, con le maniere forti oppure velatamente, verbali e non, al silenzio qualcuno. Negare che questo qualcuno esista, soffocandone la spontaneità e l’individualità. Agire su di esso secondo linee di principio forse più proprie a un crociato o a un conquistador che non già a un uomo libero e liberato. Linee che procedono e travolgono, in nome di un ideale inteso restrittivamente, persone e sentimenti trasformando vita in deserto. E cose e ricordi in oblio. Annullando l’altro in quello che di più profondo rappresenta. Facendogli pesare la propria superiorità culturale anche soltanto con uno sguardo dall’alto in basso. Sottovalutando l' importanza del pensiero altrui, condivisibile oppure no. Mortificando il pluralismo (ben differente dal qualunquismo ) alla base di uno stato realmente, autenticamente democratico. Qualcuno ha affermato come la cultura non sostenuta dal buonsenso sia una sorta di follia raddoppiata. Io aggiungerei parlando di follia collettiva e del pericolo che quanto accaduto di recente possa nutrire i nostri ragazzi con il seme dell’intransigenza più sterile. Rischiando di inficiare il risultato e lo spessore di tante battaglie future realmente laiche. Con uno scontatissimo e inevitabile effetto boomerang finale.“ Se vogliamo coltivare un vero spirito di democrazia, non possiamo permetterci di essere intolleranti. L’intolleranza tradisce la mancanza di fede nella propria causa “ Mohandas Karamchand Gandhi i