" I ragazzi che si amano ", Luca CarboniSono in piedi accanto alla fotocopiatrice, con il mio materiale da ritirare e un vociare di ragazzi e ragazze che si affannano su per le scale, zaino in spalla, per entrare in aula. E’ la prima ora e la campanella ha appena finito di suonare per la seconda volta. E’ tempo di iniziare questa giornata di sabato in un gennaio che finalmente sta tingendo di rosa, arancio e azzurro un cielo fino a una settimana fa grigio e nuvolo. Poi, all’ improvviso, il mio sguardo è attratto da una sorta di danza morbida intrapresa da Stefano, un ragazzo di terza, e Antonella che fa la seconda. Non sono miei alunni ma è un po’ come se lo fossero. E’ diversi anni che sono ospite di questo istituto e buona parte dei ragazzi ho imparato a conoscerla comunque attraverso le sostituzioni effettuate e le attività condotte in comune con le mie scolaresche. Lui la tiene per mano e non ha la forza di staccarsi da lei, le si allontana e poi le si riavvicina. Lei, bellissima adolescente innamorata, si lascia tenere la mano e lo guarda intensamente negli occhi, vorrebbe staccarsi ma non può, restia tanto quanto lui a farlo. Stefano portava fino a qualche giorno fa un codino e adesso, invece, ha tagliato i capelli castani molto corti. Antonella, invece, li porta lunghi e sciolti. A un certo punto il ragazzo le dà un bacio sulle labbra, leggero e sfrontatamente casto come può essere solo un bacio rubato. L’ ultimo per il momento prima che le loro strade si dividano, almeno fino all’ ora successiva. E c’è la collaboratrice che gentilmente ma fermamente sospinge la spalla destra della ragazzina in direzione della classe di quest’ultima. Intorno a loro i ragazzi continuano a circolare incuranti. Per loro Stefano e Antonella sono soltanto due dei tanti coetanei che si vogliono bene. I due fidanzatini finalmente vanno via. Raccolgo le mie cose e vado verso la mia prima lezione di oggi, con occhi trasparenti e cuore lieve.
"Fango", Jovanotti