Ed ecco arrivare senza nessun tipo di preavviso un bell’ attacco influenzale quando ormai, colta da una certa sensazione di onnipotenza e dopo aver strenuamente resistito alle numerose forme virali dei tuoi figli, dei colleghi incontrati febbricitanti sul posto di lavoro, degli alunni che non hanno nessuna remora a starnutirti con spontaneità in volto, chiedendo subito dopo per questo venia, al vecchiettino incontrato sull’autobus che ti tossisce e che venia non ti chiede … dicevo, quando sicura di essere oramai al riparo da inconvenienti stagionali di tale fatta, cominci ad occhieggiare nelle vetrine i primi completini primaverili coloratissimi e riesci a scorgere sui rami dei platani del viale vicino casa tua le prime gemmette verdi spuntate la notte precedente, gioendo sommessamente per queste prime avvisaglie di primavera …E siccome tra i buoni propositi del nuovo anno hai incluso anche quello di cogliere anche la minima positività da tutto quello che ti capiterà, cerchi di mettere in pratica quest’ alchimia, cercando di trasformare una semisfortuna in una semifortuna. Che importa se hai dovuto assentarti dal lavoro e rinunciare ad impegni improrogabili, se l’aperitivo settimanale con l’amica o le sedute in palestra li hai dovuti saltare e se quella miniconferenza a cui tenevi tanto, e per cui avevi tanto brigato nell’organizzazione domestica districandoti tra impegni dei figli e della babysitter per far quadrare, alleluia!, il cerchio e potervi partecipare impegnandoti a garantire a te a ad altri la massima tranquillità non farà più parte della tua scaletta settimanale… Ancora una volta nella tua vita il caso ha prevalso. Ripristinando equilibri antichi e preesistenti. E in quanto ai tuoi programmi, sia pure a brevissima scadenza, e ai tuoi complicatissimi organigrammi, hai dovuto ancora una volta constatare come essi non abbiano nessun tipo di spessore se non quello di farti, aggiungo giustamente, notare come tutto conservi sempre una certa aura di precarietà, nel banale e quotidiano come nello straordinario. Immersa in queste riflessioni ho continuato a cercare agganci e addentellamenti di positività fino a quando il mio sguardo non si è posato sulla edizione tascabile Mondadori di “ Molte vite, un solo amore “ di Brian Weiss, poggiata sul mio comodino oramai da un po’ di tempo col segnalibro natalizio di mio figlio ancora fermo alla prefazione.La lettura è sempre stata da tempi immemori una delle mie passioni. In passato ho provato a leggere di tutto e talvolta anche precocemente rispetto alla mia età divorando il contenuto dei libri prescelti.Ultimamente mi è più difficile dedicarmi a questo passatempo anche se continuo con la lettura di testi tecnici inerenti il mio lavoro.Mi sono detta: ora o mai più. E mi sono buttata a capofitto in quest'avventura. Con risultati sorprendenti e ben al di sopra delle mie aspettative.Alla fine dello stesso pomeriggio, temperatura o non temperatura, avevo bell’e terminato.Il suo autore è uno psichiatra e psicoterapeuta americano esperto in ipnosi regressiva che successivamente ha deciso di dedicarsi ad aspetti legati al paranormale come la reincarnazione, arricchendo con le nozioni desunte da quest’ultima, l’esercizio della sua pratica medica .La cosa che mi ha colpita da subito e in un certo senso affascinata, per altro ribadita da Weiss a ogni piè sospinto nel suo libro, è appunto questo strano e azzeccatissimo connubio che si è venuto a creare tra scienza esatta e spiritualità. L’autore stesso è il primo a stupirsene parlandone con estrema pacatezza e con una spontaneità che non può lasciarti indifferente.Il libro è il resoconto di alcune sedute di ipnosi regressiva ed ha come filo conduttore la storia di Elizabeth, Pedro e Catherine, personaggi alla ricerca di una propria identità e stabilità affettiva. Due di loro scopriranno di essere state “anime gemelle” al di là dello spazio e del tempo e riusciranno a ricongiungersi. Ma è anche il mezzo per veicolarti messaggi di intensa positività e di speranza. Ne cito solo alcuni. L’inizio che è “summa” dell’ intero testo:“ A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro. Possono appartenere a generazioni diverse. Per ricongiungersi con voi, viaggiando attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall’ altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d’ Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli eserciti di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.(…)”ma anche : “Thich Nhat Hanh, monaco e filosofo buddista del Vietnam, ha spiegato in che modo gustare una buona tazza di tè. Per godersi pienamente il tè, occorre essere pienamente calati nel presente. Solo nella consapevolezza del presente le tue mani possono sentire il piacevole calore della tazza. Solo nel presente puoi assaporare l’aroma, sentire la dolcezza, apprezzare la delicatezza (…) Con la vita è la stessa cosa. Se non sarai calato pienamente nel presente, ti guarderai intorno smarrito, e lei se ne sarà già andata. Perderai così il sentimento, l’aroma, la delicatezza e la bellezza della vita (…) Il passato è passato. Fanne tesoro e lascialo andare. Neppure il futuro è qui. Fa’ pure i tuoi piani per il futuro, ma non sprecare il tuo tempo a occupartene (…) quando avrai cessato di preoccuparti di ciò che potrebbe accadere, allora sarai calato nel momento presente. Allora comincerai a sentire gioia nella vita”“ Tutto è amore …(…) Con l’amore viene la comprensione. Con la comprensione viene la pazienza. E poi il tempo si ferma. E ogni cosa è calata nel presente(…) L’ultima risposta è l’amore. Il quale non è un’astrazione, ma un’ energia effettiva, ovvero un ampio spettro di energie, che tu puoi “creare” e conservare nel tuo essere (…) E’ così che cominci a entrare in contatto con Dio dentro te stesso (…)L’amore dissolve la paura (…) Puoi perdonare gli altri e puoi perdonare te stesso.(…) Senso di colpa e rabbia sono riflessi della stessa paura. Il senso di colpa è una rabbia sottile diretta all’interno. Il perdono dissolve il senso di colpa e la rabbia(…)”“Ansia vuol dire essersi smarriti nel proprio io. Vuol dire aver perso i propri confini. Nasce dal ricordo oscuro di una carenza d’amore, da un sentimento di orgoglio ferito, da una perdita di pazienza e di pace. Ricorda, non sei mai solo!Non perdere mai il coraggio di correre dei rischi. Tu sei immortale. Nulla potrà mai ferirti” La lettura è molto scorrevole, il linguaggio impiegato facilmente fruibile e mai eccessivamente specifico. La narrazione delle varie sedute di psicoanalisi avvincente e resa ancor più “umana” perché inframezzata dalle personali riflessioni di Weiss. Il lettore non si lasci ingannare dal titolo ( che, tra l’altro, in originale era ben diverso e cioè “ Only Love is Real” , ma tant’è … ) e non pensi a una melodrammaticità che non esiste. Personalmente ho tratto molto conforto nel sentir ribadire con così tanta forza e in tante pagine come l’anima di una persona cara defunta possa poi pensare di continuare ad esserti vicina sotto altre forme e sembianze continuando a volerti bene e a prendersi cura di te, certezza per me già evidente, ma "repetita juvant"... Date a questa mia puntualizzazione la connotazione che preferite di più: religiosa, poetica, spirituale. E’ un pensiero bello e suggestivo che può aiutarci davvero a non sentirci talvolta troppo soli. Amore oltre la vita. Che è per noi, da parte Loro, amore infinito per noi e la nostra vita. Un grazie specialissimo alla mia amica A. per avermelo consigliato WEISS, Brian, “ Molte vite, un solo amore”, Mondadori, 1997.
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Ed ecco arrivare senza nessun tipo di preavviso un bell’ attacco influenzale quando ormai, colta da una certa sensazione di onnipotenza e dopo aver strenuamente resistito alle numerose forme virali dei tuoi figli, dei colleghi incontrati febbricitanti sul posto di lavoro, degli alunni che non hanno nessuna remora a starnutirti con spontaneità in volto, chiedendo subito dopo per questo venia, al vecchiettino incontrato sull’autobus che ti tossisce e che venia non ti chiede … dicevo, quando sicura di essere oramai al riparo da inconvenienti stagionali di tale fatta, cominci ad occhieggiare nelle vetrine i primi completini primaverili coloratissimi e riesci a scorgere sui rami dei platani del viale vicino casa tua le prime gemmette verdi spuntate la notte precedente, gioendo sommessamente per queste prime avvisaglie di primavera …E siccome tra i buoni propositi del nuovo anno hai incluso anche quello di cogliere anche la minima positività da tutto quello che ti capiterà, cerchi di mettere in pratica quest’ alchimia, cercando di trasformare una semisfortuna in una semifortuna. Che importa se hai dovuto assentarti dal lavoro e rinunciare ad impegni improrogabili, se l’aperitivo settimanale con l’amica o le sedute in palestra li hai dovuti saltare e se quella miniconferenza a cui tenevi tanto, e per cui avevi tanto brigato nell’organizzazione domestica districandoti tra impegni dei figli e della babysitter per far quadrare, alleluia!, il cerchio e potervi partecipare impegnandoti a garantire a te a ad altri la massima tranquillità non farà più parte della tua scaletta settimanale… Ancora una volta nella tua vita il caso ha prevalso. Ripristinando equilibri antichi e preesistenti. E in quanto ai tuoi programmi, sia pure a brevissima scadenza, e ai tuoi complicatissimi organigrammi, hai dovuto ancora una volta constatare come essi non abbiano nessun tipo di spessore se non quello di farti, aggiungo giustamente, notare come tutto conservi sempre una certa aura di precarietà, nel banale e quotidiano come nello straordinario. Immersa in queste riflessioni ho continuato a cercare agganci e addentellamenti di positività fino a quando il mio sguardo non si è posato sulla edizione tascabile Mondadori di “ Molte vite, un solo amore “ di Brian Weiss, poggiata sul mio comodino oramai da un po’ di tempo col segnalibro natalizio di mio figlio ancora fermo alla prefazione.La lettura è sempre stata da tempi immemori una delle mie passioni. In passato ho provato a leggere di tutto e talvolta anche precocemente rispetto alla mia età divorando il contenuto dei libri prescelti.Ultimamente mi è più difficile dedicarmi a questo passatempo anche se continuo con la lettura di testi tecnici inerenti il mio lavoro.Mi sono detta: ora o mai più. E mi sono buttata a capofitto in quest'avventura. Con risultati sorprendenti e ben al di sopra delle mie aspettative.Alla fine dello stesso pomeriggio, temperatura o non temperatura, avevo bell’e terminato.Il suo autore è uno psichiatra e psicoterapeuta americano esperto in ipnosi regressiva che successivamente ha deciso di dedicarsi ad aspetti legati al paranormale come la reincarnazione, arricchendo con le nozioni desunte da quest’ultima, l’esercizio della sua pratica medica .La cosa che mi ha colpita da subito e in un certo senso affascinata, per altro ribadita da Weiss a ogni piè sospinto nel suo libro, è appunto questo strano e azzeccatissimo connubio che si è venuto a creare tra scienza esatta e spiritualità. L’autore stesso è il primo a stupirsene parlandone con estrema pacatezza e con una spontaneità che non può lasciarti indifferente.Il libro è il resoconto di alcune sedute di ipnosi regressiva ed ha come filo conduttore la storia di Elizabeth, Pedro e Catherine, personaggi alla ricerca di una propria identità e stabilità affettiva. Due di loro scopriranno di essere state “anime gemelle” al di là dello spazio e del tempo e riusciranno a ricongiungersi. Ma è anche il mezzo per veicolarti messaggi di intensa positività e di speranza. Ne cito solo alcuni. L’inizio che è “summa” dell’ intero testo:“ A ciascuno di voi è riservata una persona speciale. A volte ve ne vengono riservate due o tre, anche quattro. Possono appartenere a generazioni diverse. Per ricongiungersi con voi, viaggiando attraverso gli oceani del tempo e gli spazi siderali. Vengono dall’ altrove, dal cielo. Possono assumere diverse sembianze, ma il vostro cuore le riconosce. Il vostro cuore le ha già accolte come parte di sé in altri luoghi e tempi, sotto il plenilunio dei deserti d’ Egitto o nelle antiche pianure della Mongolia. Avete cavalcato insieme negli eserciti di condottieri dimenticati dalla storia, avete vissuto insieme nelle grotte ricoperte di sabbia dei nostri antenati. Tra voi c’è un legame che attraversa i tempi dei tempi: non sarete mai soli.(…)”ma anche : “Thich Nhat Hanh, monaco e filosofo buddista del Vietnam, ha spiegato in che modo gustare una buona tazza di tè. Per godersi pienamente il tè, occorre essere pienamente calati nel presente. Solo nella consapevolezza del presente le tue mani possono sentire il piacevole calore della tazza. Solo nel presente puoi assaporare l’aroma, sentire la dolcezza, apprezzare la delicatezza (…) Con la vita è la stessa cosa. Se non sarai calato pienamente nel presente, ti guarderai intorno smarrito, e lei se ne sarà già andata. Perderai così il sentimento, l’aroma, la delicatezza e la bellezza della vita (…) Il passato è passato. Fanne tesoro e lascialo andare. Neppure il futuro è qui. Fa’ pure i tuoi piani per il futuro, ma non sprecare il tuo tempo a occupartene (…) quando avrai cessato di preoccuparti di ciò che potrebbe accadere, allora sarai calato nel momento presente. Allora comincerai a sentire gioia nella vita”“ Tutto è amore …(…) Con l’amore viene la comprensione. Con la comprensione viene la pazienza. E poi il tempo si ferma. E ogni cosa è calata nel presente(…) L’ultima risposta è l’amore. Il quale non è un’astrazione, ma un’ energia effettiva, ovvero un ampio spettro di energie, che tu puoi “creare” e conservare nel tuo essere (…) E’ così che cominci a entrare in contatto con Dio dentro te stesso (…)L’amore dissolve la paura (…) Puoi perdonare gli altri e puoi perdonare te stesso.(…) Senso di colpa e rabbia sono riflessi della stessa paura. Il senso di colpa è una rabbia sottile diretta all’interno. Il perdono dissolve il senso di colpa e la rabbia(…)”“Ansia vuol dire essersi smarriti nel proprio io. Vuol dire aver perso i propri confini. Nasce dal ricordo oscuro di una carenza d’amore, da un sentimento di orgoglio ferito, da una perdita di pazienza e di pace. Ricorda, non sei mai solo!Non perdere mai il coraggio di correre dei rischi. Tu sei immortale. Nulla potrà mai ferirti” La lettura è molto scorrevole, il linguaggio impiegato facilmente fruibile e mai eccessivamente specifico. La narrazione delle varie sedute di psicoanalisi avvincente e resa ancor più “umana” perché inframezzata dalle personali riflessioni di Weiss. Il lettore non si lasci ingannare dal titolo ( che, tra l’altro, in originale era ben diverso e cioè “ Only Love is Real” , ma tant’è … ) e non pensi a una melodrammaticità che non esiste. Personalmente ho tratto molto conforto nel sentir ribadire con così tanta forza e in tante pagine come l’anima di una persona cara defunta possa poi pensare di continuare ad esserti vicina sotto altre forme e sembianze continuando a volerti bene e a prendersi cura di te, certezza per me già evidente, ma "repetita juvant"... Date a questa mia puntualizzazione la connotazione che preferite di più: religiosa, poetica, spirituale. E’ un pensiero bello e suggestivo che può aiutarci davvero a non sentirci talvolta troppo soli. Amore oltre la vita. Che è per noi, da parte Loro, amore infinito per noi e la nostra vita. Un grazie specialissimo alla mia amica A. per avermelo consigliato WEISS, Brian, “ Molte vite, un solo amore”, Mondadori, 1997.