Ho dormito per nove lunghi mesi aspettando di risvegliarmi al garrito delle rondini impazzite nel cielo azzurrino. Finalmente oggi posso stirarmi voluttuosamente, vestirmi di bruma e di nuvole, scuotere i miei lunghi capelli ramati, liberandoli dagli ultimi petali profumati, ed iniziare il mio paziente lavoro tra gli esseri umani.Il mio nome sa di poesia e di amore per la vita. E’ un nome antico che viene da terre lontane. Parla di splendore e di primati. Precede la pienezza dell’ estate. E’ rinascita e speranza nel mondo. Come quel filo d’erba verdissimo e tenerissimo spuntato tra la neve, primo soldato vittorioso di un intero esercito che coprirà e trasformerà questa landa in un tappeto morbido e soffice su cui poter camminare leggeri …Io sono La Primavera. Ho colorato di tinte pastello ciliegi, mandorli e peschi. Ho ricoperto d’oro con le mie primule e seminato di fedeltà con le mie viole mammole i boschi.Il mio carattere è schietto e la mia collera breve come quest’ acquazzone che bagnerà campi e città chiedendo perdono a tutti con un arcobaleno.La mia generosità verrà fuori nei desideri di nuovo, d’amore, nel languore e nella sensualità di gesti antichi e moderni. Nei cuori che riprenderanno a battere con forza, nella luce che ricomparirà negli sguardi degli amanti.La mia fragilità e la mia forza nelle gemme delicate che si trasformeranno in robustissime foglie piene di venature trasparenti e che rivestiranno i rami ancora spogli degli alberi mutandoli in microcosmi viventi popolati di cinguettii e ronzii.Terminerò in tre mesi, come sempre è stato, il mio capolavoro con certosino zelo. Aprirò migliaia di porte con chiavi d’argento. Soffierò brezze leggere che stordiranno piacevolmente gli animi.E poi andrò via silenziosamente. Così come sono arrivata. Con un sorriso e con un alone di mistero. Riprendendo a dormire nel mio letto di fiori.
Eccomi qui ...
Ho dormito per nove lunghi mesi aspettando di risvegliarmi al garrito delle rondini impazzite nel cielo azzurrino. Finalmente oggi posso stirarmi voluttuosamente, vestirmi di bruma e di nuvole, scuotere i miei lunghi capelli ramati, liberandoli dagli ultimi petali profumati, ed iniziare il mio paziente lavoro tra gli esseri umani.Il mio nome sa di poesia e di amore per la vita. E’ un nome antico che viene da terre lontane. Parla di splendore e di primati. Precede la pienezza dell’ estate. E’ rinascita e speranza nel mondo. Come quel filo d’erba verdissimo e tenerissimo spuntato tra la neve, primo soldato vittorioso di un intero esercito che coprirà e trasformerà questa landa in un tappeto morbido e soffice su cui poter camminare leggeri …Io sono La Primavera. Ho colorato di tinte pastello ciliegi, mandorli e peschi. Ho ricoperto d’oro con le mie primule e seminato di fedeltà con le mie viole mammole i boschi.Il mio carattere è schietto e la mia collera breve come quest’ acquazzone che bagnerà campi e città chiedendo perdono a tutti con un arcobaleno.La mia generosità verrà fuori nei desideri di nuovo, d’amore, nel languore e nella sensualità di gesti antichi e moderni. Nei cuori che riprenderanno a battere con forza, nella luce che ricomparirà negli sguardi degli amanti.La mia fragilità e la mia forza nelle gemme delicate che si trasformeranno in robustissime foglie piene di venature trasparenti e che rivestiranno i rami ancora spogli degli alberi mutandoli in microcosmi viventi popolati di cinguettii e ronzii.Terminerò in tre mesi, come sempre è stato, il mio capolavoro con certosino zelo. Aprirò migliaia di porte con chiavi d’argento. Soffierò brezze leggere che stordiranno piacevolmente gli animi.E poi andrò via silenziosamente. Così come sono arrivata. Con un sorriso e con un alone di mistero. Riprendendo a dormire nel mio letto di fiori.