FIGLIOHa sguardo di miele e castagnee tacito sorriso protettomani di ramiche guardano alto.TintiSono impegnata in una megacorrezione di verifiche eseguite dai miei alunni. Del mio lavoro è la cosa che preferisco meno. In genere ho poca preferenza, comunque, per tutte quelle attività che mi impegnano staticamente , come ad esempio lo stiraggio: l’idea di restare impalata a passare e ripassare biancheria e camicie senza passo muovere è una cosa che mi fa decisamente impazzire…Ma torniamo a me , intenta nell’adempimento dei miei doveri scolastici. Sono in soggiorno ed ho aperto il tavolo a consolle che generalmente è collocato a parete sotto un enorme specchio. Il mio egocentrismo mi porta ad utilizzare quasi tutta la superficie sfruttabile del mobile. Sono lì a correggere e trasformare in percentuali che renderanno la mia valutazione maggiormente obiettiva compiti e compiti, decisa a farla finita per non trascinare ulteriormente questo dovere …- Mamma…Sollevo la testa interrogativamente; di fronte a me c’è mio figlio, il piccolo. Tra pochi giorni compirà 10 anni ma per me è ancora e comunque il piccolo di casa.- Dimmi, amore…- Non so che fare …, Abbassa gli occhi e assume quella che io chiamo l’espressione “pietosa”. So già dove voglia andare a parare. Gioco d’anticipo. - Potresti leggere un fumetto di Topolino…-… già letti e riletti tutti!, mi annuncia dondolandosi su un piede.- … allora potresti giocare con i Lego, propongo conciliante- Non ne ho abbastanza per costruire cose nuove…, so già quello che mi dirà e infatti …- … però potrei giocare al DS…- … ma se ci hai giocato fino a poco tempo fa, lo sai che starci troppo tempo ti fa male…, continuo a correggere le mie verifiche e fingo di essere super concentrata nelle mie cose. Lui resta un attimo fermo davanti a me, esitante, poi va via.Per pochi minuti, perché so che tornerà alla carica… E infatti …- … è che mi annoio e non so che fare…, Poggio la mia bic rossa sul foglio e lo guardo comicamente sconfortata. Lui è lì, il mio gatto pelliccioso ( lo chiamo così da sempre perché ha un sacco di capelli ), con i suoi occhioni scuri, intelligenti e sensibili nascosti dalle lenti, mordicchiandosi nervoso il labbro inferiore. Tenace e sfibrante come solo un torello cancerino possa esserlo…- Se mi fai correggere questi compiti per un altro po’, poi potremmo giocare a Monopoli…- …tu prometti e poi non mantieni …, mi replica con fare accusatorio. Ed ha ragione perché la mamma spesso non ha tempo, tra una cosa e l’altra, di giocare con lui.Quando ho saputo di aspettare un maschietto non nascondo di aver provato una leggera nota di disappunto. Chissà perché ero convinta che replicare con un’altra femminuccia potesse farmi rivivere emozioni e sentimenti provati con l’arrivo di mia figlia. Ma quando è nato questo bel bimbotto, ancora avvolto nella sua vernice caseosa, dopo un parto non proprio tranquillo, piangendo a squarciagola per rivendicare il suo pieno diritto a trovare conforto sul cuore della mamma, dopo che l’ostetrica, incautamente, aveva, invece, scelto di ripulirlo un po’ prima di portarmelo, dicevo a quel punto ho cambiato decisamente idea. Riconciliandomi col genere umano di natura maschile.Perché lui è il tipico uomo in erba. Affettuoso ma filibustiere, pronto a cogliere i miei umori del momento e ad accettarli con superiore magnanimità ma altrettanto pronto, con spietata sincerità, a sottolineare di me le tante incongruenze nella speranza di riportarmi alla ragione. Capace di gentilezze inimmaginabili ma altrettanto capace di portarmi il broncio fino a quando io non provi ad avvicinarlo e con un abbraccio, gli tenda il mio personale ramoscello di ulivo. Perché la mamma è capace di leggergli dentro, smascherando l’ultima marachella combinata, o sdrammatizzando con un po’ di solletico ( che lui non sopporta affatto ! ) qualche atteggiamento troppo serioso.Mio figlio.Ormai del tutto rassegnata metto da parte i miei lavori e lo raggiungo in cameretta.Lui è lì, mi sbircia in tralice con occhio tempestoso. Ma sono tempeste che lasciano il tempo che trovano, lievi increspature su un mare limpido che è pur sempre tavola piatta.- Gelato al limone e fragola?, è la mia proposta di riappacificazioneMi guarda come chi ti concede fiducia pur non essendo del tutto convinto di aver fatto un buon affare.- Ok, ma poi…- … poi giochiamo insieme. Ma solo un pochino, va bene? Quei compiti vanno corretti entro stasera.Lo prendo per mano e ci incamminiamo insieme in cucina. Fragola e limone per lui, caffè per la mamma.Con una coppa di gelato davanti ogni problema nella vita di bimbi e adulti si ridimensiona e diventa più gestibile, si sa.- Tanto lo sai che a Monopoli ti straccio…, mi annuncia sornione, pregustando la mia sconfitta piuttosto scontata a fronte del suo precoce e sviluppato senso degli affari.- Questo è da vedere!, gli replico.Ma so già come andrà a finire. " la canzone del bambino spagnolo ", [auro] su Flickr
Mother & Son
FIGLIOHa sguardo di miele e castagnee tacito sorriso protettomani di ramiche guardano alto.TintiSono impegnata in una megacorrezione di verifiche eseguite dai miei alunni. Del mio lavoro è la cosa che preferisco meno. In genere ho poca preferenza, comunque, per tutte quelle attività che mi impegnano staticamente , come ad esempio lo stiraggio: l’idea di restare impalata a passare e ripassare biancheria e camicie senza passo muovere è una cosa che mi fa decisamente impazzire…Ma torniamo a me , intenta nell’adempimento dei miei doveri scolastici. Sono in soggiorno ed ho aperto il tavolo a consolle che generalmente è collocato a parete sotto un enorme specchio. Il mio egocentrismo mi porta ad utilizzare quasi tutta la superficie sfruttabile del mobile. Sono lì a correggere e trasformare in percentuali che renderanno la mia valutazione maggiormente obiettiva compiti e compiti, decisa a farla finita per non trascinare ulteriormente questo dovere …- Mamma…Sollevo la testa interrogativamente; di fronte a me c’è mio figlio, il piccolo. Tra pochi giorni compirà 10 anni ma per me è ancora e comunque il piccolo di casa.- Dimmi, amore…- Non so che fare …, Abbassa gli occhi e assume quella che io chiamo l’espressione “pietosa”. So già dove voglia andare a parare. Gioco d’anticipo. - Potresti leggere un fumetto di Topolino…-… già letti e riletti tutti!, mi annuncia dondolandosi su un piede.- … allora potresti giocare con i Lego, propongo conciliante- Non ne ho abbastanza per costruire cose nuove…, so già quello che mi dirà e infatti …- … però potrei giocare al DS…- … ma se ci hai giocato fino a poco tempo fa, lo sai che starci troppo tempo ti fa male…, continuo a correggere le mie verifiche e fingo di essere super concentrata nelle mie cose. Lui resta un attimo fermo davanti a me, esitante, poi va via.Per pochi minuti, perché so che tornerà alla carica… E infatti …- … è che mi annoio e non so che fare…, Poggio la mia bic rossa sul foglio e lo guardo comicamente sconfortata. Lui è lì, il mio gatto pelliccioso ( lo chiamo così da sempre perché ha un sacco di capelli ), con i suoi occhioni scuri, intelligenti e sensibili nascosti dalle lenti, mordicchiandosi nervoso il labbro inferiore. Tenace e sfibrante come solo un torello cancerino possa esserlo…- Se mi fai correggere questi compiti per un altro po’, poi potremmo giocare a Monopoli…- …tu prometti e poi non mantieni …, mi replica con fare accusatorio. Ed ha ragione perché la mamma spesso non ha tempo, tra una cosa e l’altra, di giocare con lui.Quando ho saputo di aspettare un maschietto non nascondo di aver provato una leggera nota di disappunto. Chissà perché ero convinta che replicare con un’altra femminuccia potesse farmi rivivere emozioni e sentimenti provati con l’arrivo di mia figlia. Ma quando è nato questo bel bimbotto, ancora avvolto nella sua vernice caseosa, dopo un parto non proprio tranquillo, piangendo a squarciagola per rivendicare il suo pieno diritto a trovare conforto sul cuore della mamma, dopo che l’ostetrica, incautamente, aveva, invece, scelto di ripulirlo un po’ prima di portarmelo, dicevo a quel punto ho cambiato decisamente idea. Riconciliandomi col genere umano di natura maschile.Perché lui è il tipico uomo in erba. Affettuoso ma filibustiere, pronto a cogliere i miei umori del momento e ad accettarli con superiore magnanimità ma altrettanto pronto, con spietata sincerità, a sottolineare di me le tante incongruenze nella speranza di riportarmi alla ragione. Capace di gentilezze inimmaginabili ma altrettanto capace di portarmi il broncio fino a quando io non provi ad avvicinarlo e con un abbraccio, gli tenda il mio personale ramoscello di ulivo. Perché la mamma è capace di leggergli dentro, smascherando l’ultima marachella combinata, o sdrammatizzando con un po’ di solletico ( che lui non sopporta affatto ! ) qualche atteggiamento troppo serioso.Mio figlio.Ormai del tutto rassegnata metto da parte i miei lavori e lo raggiungo in cameretta.Lui è lì, mi sbircia in tralice con occhio tempestoso. Ma sono tempeste che lasciano il tempo che trovano, lievi increspature su un mare limpido che è pur sempre tavola piatta.- Gelato al limone e fragola?, è la mia proposta di riappacificazioneMi guarda come chi ti concede fiducia pur non essendo del tutto convinto di aver fatto un buon affare.- Ok, ma poi…- … poi giochiamo insieme. Ma solo un pochino, va bene? Quei compiti vanno corretti entro stasera.Lo prendo per mano e ci incamminiamo insieme in cucina. Fragola e limone per lui, caffè per la mamma.Con una coppa di gelato davanti ogni problema nella vita di bimbi e adulti si ridimensiona e diventa più gestibile, si sa.- Tanto lo sai che a Monopoli ti straccio…, mi annuncia sornione, pregustando la mia sconfitta piuttosto scontata a fronte del suo precoce e sviluppato senso degli affari.- Questo è da vedere!, gli replico.Ma so già come andrà a finire. " la canzone del bambino spagnolo ", [auro] su Flickr