Lei era su quella spiaggia adesso solitaria, a cogliere l’ultimo calore del sole sulla sabbia fina e a guardare il mare e le onde che le rimandavano, sommessi, un’idea di pace. Infinita e serena in tanta solitudine, coccolandola con brezza lieve ed odore salmastro.Chiuse gli occhi e fu allora che la vide per la prima volta. Il suo volto era tratteggiato pochissimo ma avvolto dalla luce, un‘aura di luce bianchissima e rassicurante. Fu un attimo, poi tutto riprese le sembianze di sempre: la spiaggia ormai spopolata, qualche rara figura sulla battigia, un cielo pieno di toni sfumati che salutava la sera.Non le restava che tornare a casa. Per scelta aveva deciso di trascorrere il finire di quella giornata da sola, lontana dai fasti e dal fragore della gente, delle stesse persone amiche che, ne era sicura, l’avrebbero accolta con affetto sincero. Aveva bisogno di riposare e di raccogliere le idee. Una cena frugale e poi a riposo. Si sentiva davvero stanca. Tanto stanca da addormentarsi di colpo come talvolta fanno i bambini.E fu allora che, prepotentemente, quell’immagine di donna sconosciuta le si ripresentò, popolando i suoi sogni; questa volta più nitida. Un volto fiero da gitana, capelli scuri con qualche filo argentato, sorridente. Con iridi straordinariamente di colore diverso: uno scuro, l’altro castano. Questa volta foriera di un messaggio speciale per lei. Fatto di immagini e non di parole: un bosco in cui filtrava, attraverso la chioma degli alberi altissimi, una luce trasparente e chiarissima, un secondo paesaggio colorato di azzurro e fatto di ampi spazi, frassini ed abeti, veicolando idee di solidità senza pesantezza, di amicizia e pacatezza … Si svegliò altrettanto bruscamente così come si era addormentata, ma con uno strano senso di compiutezza che la portò a riaddormentarsi dopo pochissimo.La mattina successiva si annunciò con una giornata gloriosa. La trascorse senza fretta, prendendosi i suoi spazi e dandosi tempi morbidi. Avrebbe indugiato ancora sulla spiaggia e di sera si sarebbe recata al mercatino etnico che sapeva allestito in una delle viuzze che portavano al mare. Le bancarelle erano davvero un tripudio di colore, illuminate a giorno e piene di infinita mercanzia: caffettani ricamati, oggetti di artigianato locale, marmellate e confetture e miele biologico, oggetti di modernariato e di antiquariato spicciolo…Ad un certo punto la sua attenzione fu attratta da un banco su cui diversi tipi di pietre dure facevano bella mostra di sé: c’erano quarzi, opaline, ametiste, turchesi sparpagliati sulla superficie di stoffa colorata con negligente ed artistica disinvoltura. Prese un sacchetto che ne conteneva alcune e avvertì il freddo delle pietre incise attraverso la stoffa leggera che a mala pena le celava.“ Sono rune celtiche, le spiegò il proprietario brevemente. “ Servono a predire il futuro …”Lei avvertì una sensazione strana di formicolio sulla nuca, come se qualcuno la stesse osservando con attenzione e desiderasse che lei se ne rendesse conto. Si voltò lentamente e fu allora che la vide, poggiata ad un tronco di un albero, poco distante dalla folla. La donna del mare, la donna del bosco di abeti e frassini si voltò e sparì tra due banchi nelle ombre della sera. E lei irrazionalmente accolse quel muto invito seguendola.La donna entrò nella stanza ricavata da un’abitazione di antica costruzione quasi a farle strada. Pochi e semplici elementi. Un divano non nuovissimo, ricoperto di cretonne fiorato, un mobile con la vetrinetta e un tavolino sulla cui superficie c’era a mala pena lo spazio per accogliere i tarocchi nel momento della predizione. Lei la seguì e sedette un po’ intimidita e suo malgrado affascinata. In attesa. Intimorita. La luce era soffusa e in qualche modo, tuttavia, rassicurante.La maga prese un sacchetto di stoffa leggera e le chiese cosa lei volesse sapere. Rispose che aveva bisogno di sapere del suo destino perché “sentiva” di essere in un momento cruciale della sua esistenza, a una specie di bivio a cui si era fermata incapace di prendere l’una o l’altra strada.La donna, allora, stese una pezza di tessuto bianco dall’orlo non rifinito e cominciò a estrarre le rune. E finalmente le parlò. “ Il tuo giorno sorge da nuovi orizzonti … Quanto in passato hai visto e vissuto ti farà entrare in un ciclo nuovo … Vedrai le persone che pensavi di conoscere bene in una luce nuova, piene di ricchezza e a te più vicine … Tu stessa sarai un’autentica sorpresa per te stessa … Le tue vele sono sospinte dal vento in poppa…osa, comunica, fai … Abbi fiducia in te stessa e vai per la tua strada…Di’ chi sei e quello che pensi senza temere di generare conflitti, sarai per questo largamente apprezzata … è Dagaz che te lo raccomanda “Lei si senti parlare e le chiese:“ A volte mi chiedo se ho la forza necessaria per tutto quello che mi aspetta … ““ … Non aver paura: parla , esprimiti : verrai ascoltata. La verità è alla tua portata, la persuasione la forza delle tue parole. Con te porti un’aura di positività: è Ansuz che te lo ricorda …Cambiamento attraverso la parola e il canto: raccoglierai quello che avevi seminato …”Si ritrovò all’aperto tra la gente, i suoni e l’odore dello zucchero filato. Se qualcuno le avesse domandato dove fosse precedentemente stata, non avrebbe, forse, saputo rispondere. Rientrata nel mercatino cercò invano il venditore di pietre dure ma non riuscì affatto a rintracciarlo pur rifacendo per più di una volta, avanti e indietro, lo stesso tragitto. Provò anche a chiedere al venditore di caffettani che non seppe che dirle, allargando filosoficamente le braccia per sedare la sua insistenza.Nel cielo estivo, beffardo, un quarto di luna crescente. Nell’ aria profumi di arancia e limone. Sul selciato il suo passo veloce che l'avrebbe portata da persone amiche.
Luna crescente
Lei era su quella spiaggia adesso solitaria, a cogliere l’ultimo calore del sole sulla sabbia fina e a guardare il mare e le onde che le rimandavano, sommessi, un’idea di pace. Infinita e serena in tanta solitudine, coccolandola con brezza lieve ed odore salmastro.Chiuse gli occhi e fu allora che la vide per la prima volta. Il suo volto era tratteggiato pochissimo ma avvolto dalla luce, un‘aura di luce bianchissima e rassicurante. Fu un attimo, poi tutto riprese le sembianze di sempre: la spiaggia ormai spopolata, qualche rara figura sulla battigia, un cielo pieno di toni sfumati che salutava la sera.Non le restava che tornare a casa. Per scelta aveva deciso di trascorrere il finire di quella giornata da sola, lontana dai fasti e dal fragore della gente, delle stesse persone amiche che, ne era sicura, l’avrebbero accolta con affetto sincero. Aveva bisogno di riposare e di raccogliere le idee. Una cena frugale e poi a riposo. Si sentiva davvero stanca. Tanto stanca da addormentarsi di colpo come talvolta fanno i bambini.E fu allora che, prepotentemente, quell’immagine di donna sconosciuta le si ripresentò, popolando i suoi sogni; questa volta più nitida. Un volto fiero da gitana, capelli scuri con qualche filo argentato, sorridente. Con iridi straordinariamente di colore diverso: uno scuro, l’altro castano. Questa volta foriera di un messaggio speciale per lei. Fatto di immagini e non di parole: un bosco in cui filtrava, attraverso la chioma degli alberi altissimi, una luce trasparente e chiarissima, un secondo paesaggio colorato di azzurro e fatto di ampi spazi, frassini ed abeti, veicolando idee di solidità senza pesantezza, di amicizia e pacatezza … Si svegliò altrettanto bruscamente così come si era addormentata, ma con uno strano senso di compiutezza che la portò a riaddormentarsi dopo pochissimo.La mattina successiva si annunciò con una giornata gloriosa. La trascorse senza fretta, prendendosi i suoi spazi e dandosi tempi morbidi. Avrebbe indugiato ancora sulla spiaggia e di sera si sarebbe recata al mercatino etnico che sapeva allestito in una delle viuzze che portavano al mare. Le bancarelle erano davvero un tripudio di colore, illuminate a giorno e piene di infinita mercanzia: caffettani ricamati, oggetti di artigianato locale, marmellate e confetture e miele biologico, oggetti di modernariato e di antiquariato spicciolo…Ad un certo punto la sua attenzione fu attratta da un banco su cui diversi tipi di pietre dure facevano bella mostra di sé: c’erano quarzi, opaline, ametiste, turchesi sparpagliati sulla superficie di stoffa colorata con negligente ed artistica disinvoltura. Prese un sacchetto che ne conteneva alcune e avvertì il freddo delle pietre incise attraverso la stoffa leggera che a mala pena le celava.“ Sono rune celtiche, le spiegò il proprietario brevemente. “ Servono a predire il futuro …”Lei avvertì una sensazione strana di formicolio sulla nuca, come se qualcuno la stesse osservando con attenzione e desiderasse che lei se ne rendesse conto. Si voltò lentamente e fu allora che la vide, poggiata ad un tronco di un albero, poco distante dalla folla. La donna del mare, la donna del bosco di abeti e frassini si voltò e sparì tra due banchi nelle ombre della sera. E lei irrazionalmente accolse quel muto invito seguendola.La donna entrò nella stanza ricavata da un’abitazione di antica costruzione quasi a farle strada. Pochi e semplici elementi. Un divano non nuovissimo, ricoperto di cretonne fiorato, un mobile con la vetrinetta e un tavolino sulla cui superficie c’era a mala pena lo spazio per accogliere i tarocchi nel momento della predizione. Lei la seguì e sedette un po’ intimidita e suo malgrado affascinata. In attesa. Intimorita. La luce era soffusa e in qualche modo, tuttavia, rassicurante.La maga prese un sacchetto di stoffa leggera e le chiese cosa lei volesse sapere. Rispose che aveva bisogno di sapere del suo destino perché “sentiva” di essere in un momento cruciale della sua esistenza, a una specie di bivio a cui si era fermata incapace di prendere l’una o l’altra strada.La donna, allora, stese una pezza di tessuto bianco dall’orlo non rifinito e cominciò a estrarre le rune. E finalmente le parlò. “ Il tuo giorno sorge da nuovi orizzonti … Quanto in passato hai visto e vissuto ti farà entrare in un ciclo nuovo … Vedrai le persone che pensavi di conoscere bene in una luce nuova, piene di ricchezza e a te più vicine … Tu stessa sarai un’autentica sorpresa per te stessa … Le tue vele sono sospinte dal vento in poppa…osa, comunica, fai … Abbi fiducia in te stessa e vai per la tua strada…Di’ chi sei e quello che pensi senza temere di generare conflitti, sarai per questo largamente apprezzata … è Dagaz che te lo raccomanda “Lei si senti parlare e le chiese:“ A volte mi chiedo se ho la forza necessaria per tutto quello che mi aspetta … ““ … Non aver paura: parla , esprimiti : verrai ascoltata. La verità è alla tua portata, la persuasione la forza delle tue parole. Con te porti un’aura di positività: è Ansuz che te lo ricorda …Cambiamento attraverso la parola e il canto: raccoglierai quello che avevi seminato …”Si ritrovò all’aperto tra la gente, i suoni e l’odore dello zucchero filato. Se qualcuno le avesse domandato dove fosse precedentemente stata, non avrebbe, forse, saputo rispondere. Rientrata nel mercatino cercò invano il venditore di pietre dure ma non riuscì affatto a rintracciarlo pur rifacendo per più di una volta, avanti e indietro, lo stesso tragitto. Provò anche a chiedere al venditore di caffettani che non seppe che dirle, allargando filosoficamente le braccia per sedare la sua insistenza.Nel cielo estivo, beffardo, un quarto di luna crescente. Nell’ aria profumi di arancia e limone. Sul selciato il suo passo veloce che l'avrebbe portata da persone amiche.