SPRINGFREESIA

Pane quotidiano


Consapevolezza è l'accettazione cosciente ed equilibrata dell'esperienza presente. Non è più complicato di così. È un aprirsi al momento presente per riceverlo, piacevole o spiacevole che sia, così com'è, senza afferrarlo per prenderlo, senza respingerlo per rifiutarlo. Sylvia Boorstein  Quando all’ennesimo sollecito di riparazione inoltrato al mio gestore telefonico mi sono sentita rispondere che il guasto era tale da richiedere una settimana e forse più, mi son cadute le braccia.Una settimana senza telefono fisso ( di cui io faccio uso e abuso! ) e senza adsl che ti da comunque la possibilità di collegarti su internet quando e come vuoi mi sono sembrate un’eternità.Specialmente considerando la questione di avere sparsa per metà Italia la mia famiglia di origine e di avere mio figlio in procinto di partire per un campo-scuola! Poi la ripresa. Imperativo categorico: mai perdere  la calma, qualsiasi cosa accada, e men che meno per un banale problema di telefonia fissa! Dedicandomi  alle tante cose da sistemare in casa, alle ultime mansioni di lavoro da ultimare prima di andare in ferie. E  tra l'altro, recuperando nel mio personale dimenticatoio o improvvisando di sana pianta, ho provato a fare una cosa che da tempo avrei voluto realizzare ma per cui mi mancavano, forse, tempo e spinta  supplementare: fare il pane.Avete capito bene: impastare, lavorare e trasformare farina, acqua, sale e lievito in una soffice pagnottina. Sembrerebbe facile ma non lo è affatto.  Dovrebbe trattarsi semplicemente di combinare questi ingredienti per ottenere un qualcosa di nuovo così parte, oggi, della nostra quotidianità da apparire quasi banale.E poi scoprire, invece, che di scontato non c’è proprio niente, soprattutto nel fare il pane.Intanto importantissimo diventa imbroccare il procedimento giusto. Impasto e lievitazione vanno fatti nel modo corretto, e con tanta tantissima pazienza, virtù, quest’ultima, di sicuro non estremamente presente nella mia “dotazione di serie”!Per la cronaca aggiungo anche di non possedere nessun tipo specialissimo di robot da cucina multifunzione, di quelli, per intenderci, che manca poco che si sostituiscano a te anche per andare a farti la spesa e che il frutto del mio lavoro è stato essenzialmente opera delle mie mani.Mescolare acqua, lievito, sale e   farina fino ad ottenere un composto omogeneo, né eccessivamente morbido, ma parimenti né troppo compatto. Mettere l’impasto ottenuto a riposo per farlo lievitare. Riprendere a lavorarlo e portarlo nuovamente a  lievitazione. Manipolarlo ancora, poi incidere la parte superiore con un taglio a croce. Cuocere in forno  a temperatura sostenuta per circa un’ora aspettando che continui a crescere. Sfornarlo  a cottura ultimata e aspettare che si raffreddi. Assaggiarne una fetta fragrante.Se ci pensate un attimo è un’ottima metafora della vita. Ogni cosa per arrivare al giusto compimento ha bisogno di tempi, cure e amore nella giusta proporzione. Non è detto che la fretta di arrivare ad una conclusione né un eterno procrastinare portino a  traguardi certi. Poi ci sono le variabili: la casualità, l’imponderabile ma anche i possibili errori di valutazione ( nello specifico una temperatura male impostata o anche un forno non perfettamente funzionante, l’ “errore umano”… ).Una perfettibilità a cui tutti tendiamo sempre pur non arrivando mai a raggiungerla. E comunque un prodotto finale ottenuto, nel bene e nel male. Con soddisfazione maggiore o minore da parte nostra.A questo punto “ l’ ingrediente segreto ” sta nel "sentire" di avere in tutti i modi provato ad agire per il meglio, a prescindere dal risultato riportato.Che, tradotto in una filosofia di pensiero positivo, suona più o meno così: “ Comunque vada sarà un autentico successo. Perché è opera tua e manifestazione del valore che porti dentro di te come Persona “Un abbraccio.Spring.
" How Bread is Made ",  Michael Kashialos