SPRINGFREESIA

Ritorno al passato


Vivi per il presente, sogna per l'avvenire, impara dal passato(Anonimo)Il tempo non esiste, è solo una dimensione dell'anima. Il passato non esiste in quanto non è più, il futuro non esiste in quanto deve ancora essere, e il presente è solo un istante  inesistente di separazione tra  passato e  futuro( sant'Agostino)Una giornata da dedicare ai suoi pensieri. Passati e presenti.Sheena premette l’interruttore che permetteva di schermare la calottina di spaceglass e l’atmosfera rarefatta di Marte si aprì ai suoi occhi in tutto il suo splendore emblematico.Niente lavoro da sistemare con urgenza per quella che, in un passato ormai lontano, avrebbe potuto definire una giornata di festa. Sicuramente si sarebbe recata nel suo fitolaboratorio per controllare l’ultima coltivazione introdotta e saggiare il grado di umidità verificando che si fosse mantenuto costante come la procedura prevedeva e raccomandava per un corretto svolgimento della stessa. Ma l’avrebbe fatto con calma. Godendosi la tranquillità del suo humanspot e meditando su qualche evento su cui la sua attenzione si era potuta soffermare solo per  pochi istanti nell’arco della settimana ormai trascorsa.Seppure tra numerose tempeste solari e il bombardamento continuo di radiazioni ultraviolette anche su Marte la settimana era scandita da sette giorni. Sheena guardò meccanicamente al suo digicalendar e ne lesse la data: 30 giugno 2028 dell’ era terrestre, 30 giugno  dell’anno decimo marziano.Di questi tempi a  Rivervalley, sua città natale, avrebbe potuto respirare quello che rimaneva del tempo estivo,  effetto serra permettendo. Ma non su Marte, non in  un luogo in cui non c’era un alternarsi stagionale tradizionale, fatto per lo più di ricordi di campi verdissimi che si riempivano di erba tenera a primavera e di sterpaglia in estate. Quei ricordi belli e particolari di cui non si era potuta liberare con estrema facilità nemmeno attraverso quella che qualcuno aveva definito “fuga”, prontamente corretto da una qualche sua precisazione in cui aveva argomentato di “innovazione” e “cambiamento” necessari. Quel qualcuno  che aveva anche  disapprovato con asprezza la sua scelta di diventare colona in un territorio per la maggior parte ancora  sconosciuto assieme a pochissimi altri che, come lei, avevano accettato in  tempo esiguo di trasferirsi su Marte.Per oltrepassare, sperimentandole, nuove frontiere di vita alternative a quelle ancora in uso in madrepatria; una Terra ancora luminosa nella sua grandeur ma inesorabilmente condannata a un lento progressivo, inarrestabile decadimento.Le  albe e i  tramonti di Sheena, come pure l’alternarsi del giorno e della notte, avevano assunto un’unica colorazione uniforme fatta di toni arancio più scuri o più chiari, ma questo non l’aveva turbata né aveva intaccato il suo forte istinto di sopravvivenza.La vita le aveva precocemente insegnato, e lei era stata pronta a cogliere quell’ insegnamento e l’aveva fatto proprio, che non vi era niente di eterno o duraturo e che tutto era modificabile secondo una tempistica generalmente non prevedibile a  cui toccava, per la maggior parte delle volte, adeguarsi. Con consapevolezza estrema e mai fatale rassegnazione.Indossò la sua tuta celeste di similseta e mise da parte i resti della sua frugale prima colazione, fatta di alimenti biologici che lei, si ripetè mentalmente  con malcelato orgoglio, aveva contribuito a coltivare e a fare in modo che potessero definitivamente  attecchire. Lo specchio le rimandò l’immagine giovanile di una donna con cui la vita era stata generosa, permettendole di  continuare a mostrare una freschezza tanto esteriore quanto interiore che rifletteva sicuramente serenità d’animo e amore per la vita.Nel laboratorio-serra fu accolta dal profumo dei fiori e dalla fragranza delle erbe aromatiche che, di sua iniziativa, aveva deciso di provare a far crescere accanto alle molte erbe mediche piantate da John,  suo collega biologo e compagno d'avventura.Un John che si era  da poco sorpresa a guardare con occhi nuovi, piacevolmente stupita di questo.Un John, che accortosi del suo arrivo, si era voltato lentamente e le aveva sorriso.
" Waimea Woman " di Xapa su flickr