SPRINGFREESIA

Post N° 134


 Di grappoli d'uva e di volpi ... Cari amici,il pensiero peregrino di questa pigra e tarda mattinata di domenica è legato alla favola esopica della volpe e dell’uva.Quand’ero una bimba mi piaceva moltissimo ascoltarla narrata da mio padre e mi chiedevo spesso se quella volpe in spasmodica tensione verso il succulento grappolo d’uva fosse, alla fine, stata così felice di rinunciarvi. Mi sembrava una cosa piuttosto innaturale e poco affine al mio ego infantile di allora...Unica consolazione era pensare a un qualcosa di altrettanto appetitoso per lei, incontrato provvidenzialmente in brevissima successione, per lenire quel mancato senso di soddisfazione gustativa.A quarant’anni passati mi chiedo, talvolta, se paghi sempre e comunque la politica di guardare al bicchiere mezzo pieno: se, cioè, sia davvero un accontentarsi reale, convinto o, invece, una raffinata difesa della sanità del nostro io quella di convertire in positività negatività inaccettabili. E con un sorriso birichino lo chiedo anche a voiUn chicco d’uva e un abbraccio per chiunque lascerà qui di seguito il suo benevolo commentoS.
                                                               La volpe e l'uvaUna volpe dopo aver sognato di raggiungere un grappolo d' uva, si sveglia accorgendosi che quel grappolo esiste davvero. L'animale affamato tenta con grandi balzi di staccare il grappolo ma ogni sforzo è vano. Constatando di non poterla raggiungere, esclama: "tanto è ancora acerba!". La morale è che è facile disprezzare quello che non si può ottenereCiò che non posso aver, ecco ti dono. Esopo( libero adattamento da "Wikipedia the free encyclopedia" )