SPRINGFREESIA

Partenze Départs Departures Salidas


Partire è un po' morirePartire è un po' morirerispetto a ciò che si amapoiché lasciamo un po' di noi stessiin ogni luogo ad ogni istante.E' un dolore sottile e definitivocome l'ultimo verso di un poema...Partire è un po' morirerispetto a ciò che si ama.Si parte come per giocoprima del viaggio estremoe in ogni addio seminiamoun po' della nostra anima.E. Haracourt
"Partenza. Arrivo" di  canonizzata..tanguera Nel mio progetto esistenziale originario dev' esserci per forza una crepa sottilissima relativamente alle partenze intese come distacco, come separazione. E’ una cosa che mi porto dietro da tempo immemore con la rassegnazione pacata di una chiocciola che trascina con sé nel mondo la sua casa: compatta, munita dell’essenziale, ma tuttavia talvolta ben  pesante da sostenere.La mia vita è stata connotata generalmente in modo stanziale, sebbene in qualche circostanza abbia provato a spiccare il volo verso lidi lontani; ma poi ha prevalso la mia indole poco avventurosa e  una serie di fortunate ( o fortuite?) coincidenze  hanno fatto sì che io tornassi sui miei passi e ricominciassi il mio cammino dal punto in cui avevo abbandonato il seminato.Per un gioco altrettanto bizzarro del destino mi sono spessissimo trovata avviluppata in vicende e personaggi legati a partenze, scomparse annunciate o improvvise, allontanamenti, e devo purtroppo dire che ciò non mi ha permesso di affrontare la questione con maggior disinvoltura, anzi. Ogni volta e da piccolissima questi distacchi hanno rappresentato per me una vera e propria tragedia, metabolizzata con estrema fatica e sempre pronta a riaffiorare al minimo cenno, odore, associazione di pensiero, fisionomia umana similmente delineata. Come potrebbe essere in un cordone ombelicale che si saldi e poi venga di netto reciso nel medesimo punto, reiteratamente all’infinito.Ancora oggi da “ragazza cresciuta" trasformazioni di tal fatta non mi lasciano indifferente; le accetto perché ho imparato, razionalizzando, a farlo, ma non riesco a farmele  scivolarmi addosso come gocce di pioggia di un acquazzone estivo. E il dispiacere, sottile, c’è sempre. Diluito magari nel tempo dall’accettazione diligente di ogni lezione di vita che mi si presenti attraverso una coloritura ottimistica (  il  famoso e lungimirante bicchiere mezzo pieno ) o fatalistica  (   “c’est la vie !” ) o magico-animistica ( partenza come prologo di arrivo per me di qualcos’altro? ).Una faticaccia comunque la vediate.Un sorriso e sogni serenissimi  per tutti voi.S.