7 dicembre 2008“ E’ più facile proteggersi i piedi con i sandali che ricoprire di tappeti tutta la terra “( proverbio indiano ) Tra una settimana esatta qui da noi si voterà per eleggere un nuovo consiglio regionale.Ogni mattina, prima di recarmi al lavoro, aggiorno la mia conoscenza visiva dei tanti canditati alle ambite poltrone scrutandone il look e l’espressione con un misto di curiosità disincantata e divertimento.Sui tabelloni in libera esposizione aspiranti politici in giacca e cravatta, con sorriso istituzionale stampato in viso e occhiali di prammatica. A seguire quelli in pullover e camicia, casual and easy style, espressione da brave persone capitate lì ( ma guarda un po’! ) quasi per caso e poi gli “irriducibili”, tutti d’un pezzo, sguardo serio che buca l’obiettivo, professionale, distaccato e poco empatico, da “tecnici della situazione”, pronti a qualsiasi cosa pur di ristabilire ordine e legalità.Le signore non sono da meno, realmente calate, sia pure con toni diversi, nel physic du role di perfette donne dell’ establishment con un’ immagine ricalcata fedelmente su quella dei loro compagni di avventura: tailleur sobrio e poco appariscente, camicetta sapientemente slacciata fino-al-punto-giusto-e-non-oltre, abbigliamento trendy ma non troppo. E poi sguardi accattivanti e familiari, seduttivo-ammiccanti al punto giusto, sorrisi a bocca spalancata da ragazze della porta accanto in puro stile pubblicitario anni 60 …E il dubbio, malizioso, che questa Fiera delle Vanità fatta di personaggi in loco stra-conosciuti, o neofiti alla prima tornata, somigli sempre più a una selezione per un reality show diventa via via sempre più consistente … Una strizzatina d’occhi e un bacio.S.
Collezione di figurine
7 dicembre 2008“ E’ più facile proteggersi i piedi con i sandali che ricoprire di tappeti tutta la terra “( proverbio indiano ) Tra una settimana esatta qui da noi si voterà per eleggere un nuovo consiglio regionale.Ogni mattina, prima di recarmi al lavoro, aggiorno la mia conoscenza visiva dei tanti canditati alle ambite poltrone scrutandone il look e l’espressione con un misto di curiosità disincantata e divertimento.Sui tabelloni in libera esposizione aspiranti politici in giacca e cravatta, con sorriso istituzionale stampato in viso e occhiali di prammatica. A seguire quelli in pullover e camicia, casual and easy style, espressione da brave persone capitate lì ( ma guarda un po’! ) quasi per caso e poi gli “irriducibili”, tutti d’un pezzo, sguardo serio che buca l’obiettivo, professionale, distaccato e poco empatico, da “tecnici della situazione”, pronti a qualsiasi cosa pur di ristabilire ordine e legalità.Le signore non sono da meno, realmente calate, sia pure con toni diversi, nel physic du role di perfette donne dell’ establishment con un’ immagine ricalcata fedelmente su quella dei loro compagni di avventura: tailleur sobrio e poco appariscente, camicetta sapientemente slacciata fino-al-punto-giusto-e-non-oltre, abbigliamento trendy ma non troppo. E poi sguardi accattivanti e familiari, seduttivo-ammiccanti al punto giusto, sorrisi a bocca spalancata da ragazze della porta accanto in puro stile pubblicitario anni 60 …E il dubbio, malizioso, che questa Fiera delle Vanità fatta di personaggi in loco stra-conosciuti, o neofiti alla prima tornata, somigli sempre più a una selezione per un reality show diventa via via sempre più consistente … Una strizzatina d’occhi e un bacio.S.