SPRINGFREESIA

Piccoli piaceri


15   dicembre    2008“ Colui che più ama più spende; colui che molto accumula molto perde. “( proverbio orientale )   Da qualche tempo considero fondamentale iniziare la mia giornata con una  buona prima colazione. Al momento costituita da caffellatte e biscotti secchi  o fette biscottate, stabile in classifica da ormai più di un paio d’anni. Con la saltuaria eccezione di un cornetto vuoto se ho voglia di esagerare. Sono, infatti, convinta che una colazione consumata senza troppa fretta e ben preparata  ti riconcili con lo stress di un risveglio forzoso, specialmente se hai davanti a te una lunga giornata lavorativa e non brilli d’ entusiasmo per questo.A onor del vero devo confessare di essere stata in passato poco sistematica in merito. C’ è stato un periodo della mia vita in cui il primo pasto della giornata consisteva in una tazzina di caffè poco zuccherato e basta. Senza la dolcezza di un pasticcino o la rilassatezza di una fetta biscottata burro e marmellata. Il piacere di latte e caffè al risveglio l’ho riscoperto una volta in attesa della mia prima figlia; quello che consideravo un “dovere” verso la bimba che aspettavo, e cioè nutrirmi in modo più adeguato, è diventato poco a poco un vero e proprio piacere e l’abitudine indotta dal mio istinto materno si è tramutata in aspetto consolidato della mia routine.Niente a che vedere con i tazzoni di latte e caffè d’orzo fumanti preparati da mia madre per la nostra colazione di figli, spesso lasciati a metà sul tavolo della cucina prima che, raccolti i libri, in una molla o una borsa a tracolla, corressi verso scuola alle superiori; e parimenti nulla a che spartire con i novelli latte e cioccolato in polvere con cereali anch’essi al cioccolato dei miei ragazzi.Sarà banale ma di questi tempi, col chiarore che di mattina si fa strada pian piano, quasi a fatica, attraverso il vetro della porta-finestra della cucina, il rito della prima colazione è uno dei pochi momenti della mia intensa giornata in cui posso permettermi il lusso di pensare con indulgente calma a cinque minuti di colloquio solitario con me stessa. Con l’odore penetrante della caffeina che si miscela alla dolcezza pacata del latte e dei biscotti. Prima di scendere in campo con la voglia di giocare al meglio questa partita quotidiana. Pregustando, tuttavia, l’istante in cui l’arbitro, con un fischio, ne segnerà, come ogni sera, il termine. Buon lunedì a tutti S.