22 dicembre 2008“Chi si bagna nelle stesse onde non è mai bagnato dalla stessa acqua. “( proverbio orientale ) C’è sempre qualcosa di sconcertante nel trovarsi di fronte a chi crede, a oltranza, di avere sempre ragione. Un po’ come lottare contro un muro di gomma; una cosa qualunque non riuscirà affatto a penetrarlo o a scalfirlo minimamente, infrangendosi contro uno schermo di pura intransigenza. Sono queste, in genere, le persone che trasformano ogni presunto torto subito in una personale crociata in difesa della credibilità e della bontà delle idee da essi espresse e professate. Che agiscono molto spesso “per principio” e che sempre per principio sono pronte a travolgere tutto quello che si frapponga alla loro avanzata; un po’ come un carro armato alle grandi manovre.L’imponderabile è un concetto per loro inesistente. Tutto è regolato, ne sono ben certi, secondo un’ideale di prevedibilità che non è sicuramente di questo mondo ma che pure loro si ostinano a perseguire. E, ovviamente, il concetto di dialogo da loro assimilato a quello di monologo.C’è stato un tempo in cui, da buona impulsiva quale sono, avrei provato con ogni mezzo e strenuamente a contrastare questo blocco di granitiche certezze ma adesso no, ora mi rendo conto che non è possibile lottare contro quello che spesso è un coacervo di ostinazione-rigidità-poca comprensione o sensibilità. E siccome anche di questa mia riflessione vorrei fornire uno spunto propositivo, concludo dicendo che, qualunquisticamente, forse la strada migliore da seguire sia quella di far finta di soccombere. Dare la ragione a chi ragione non ha. E con un’ alzata di spalle proseguire per la mia strada, se necessario anche da sola ma leggera come una piuma …
Scuciture
22 dicembre 2008“Chi si bagna nelle stesse onde non è mai bagnato dalla stessa acqua. “( proverbio orientale ) C’è sempre qualcosa di sconcertante nel trovarsi di fronte a chi crede, a oltranza, di avere sempre ragione. Un po’ come lottare contro un muro di gomma; una cosa qualunque non riuscirà affatto a penetrarlo o a scalfirlo minimamente, infrangendosi contro uno schermo di pura intransigenza. Sono queste, in genere, le persone che trasformano ogni presunto torto subito in una personale crociata in difesa della credibilità e della bontà delle idee da essi espresse e professate. Che agiscono molto spesso “per principio” e che sempre per principio sono pronte a travolgere tutto quello che si frapponga alla loro avanzata; un po’ come un carro armato alle grandi manovre.L’imponderabile è un concetto per loro inesistente. Tutto è regolato, ne sono ben certi, secondo un’ideale di prevedibilità che non è sicuramente di questo mondo ma che pure loro si ostinano a perseguire. E, ovviamente, il concetto di dialogo da loro assimilato a quello di monologo.C’è stato un tempo in cui, da buona impulsiva quale sono, avrei provato con ogni mezzo e strenuamente a contrastare questo blocco di granitiche certezze ma adesso no, ora mi rendo conto che non è possibile lottare contro quello che spesso è un coacervo di ostinazione-rigidità-poca comprensione o sensibilità. E siccome anche di questa mia riflessione vorrei fornire uno spunto propositivo, concludo dicendo che, qualunquisticamente, forse la strada migliore da seguire sia quella di far finta di soccombere. Dare la ragione a chi ragione non ha. E con un’ alzata di spalle proseguire per la mia strada, se necessario anche da sola ma leggera come una piuma …