SPRINGFREESIA

27 gennaio Giornata della Memoria . Ora e Sempre .


 "Le farfalle",  Margit Koretzová, Terezín, 1942–1944La farfallaL’ultima, proprio l’ultima,di un giallo così intenso, cosìassolutamente giallo,come una lacrima di sole quando cadesopra una roccia bianca- così gialla, così gialla! -l’ultima,volava in alto leggeraaleggiava sicuraper baciare il suo ultimo mondo.Tra qualche giorno sarà la mia settima settimana di ghetto...Ma qui non ho visto nessuna farfalla.Quella dell’altra volta fu l’ultima:le farfalle non vivono nel ghetto.Pavel Friedmann, da Vedem, 4.6.1942
Delle 140.000 persone che transitarono a Thieresienstadt, un Altersghetto conosciuto meglio come Terezìn, circa 15.000 erano bambini. Nel ghetto di Terezìn, grazie all’ interessamento di Jacob Edelstein, fu ai bimbi permesso di poter vivere in “case per l’infanzia”  se avevano tra i 10 e i 15 anni, o in “asili” se la loro età era tra i 5 e i 10 anni. Ciò li favorì nel poter continuare, sia pure clandestinamente,  a ricevere un minimo di istruzione e di educazione alla cultura ebraica. All’ attività didattica contribuì fattivamente la pittrice Friedl Dicker-Brandeis che, incoraggiando i bimbi e ragazzi ad esprimersi grafico-pittoricamente, intendeva canalizzare in energie costruttive le paure  le tensioni emotive di questi. Ai bambini era altresì permesso di poter periodicamente incontrare le famiglie di origine. Tali colloqui si trasformavano, tuttavia, in “obblighi morali e sofferenze” determinati dall’ essere testimoni del lento e progressivo deperimento fisico e morale dei loro familiari All’ indomani della Liberazione si contarono 1633 bimbi sopravvissuti.   Per approfondimenti clicca qui