" Ragazza che legge", P.A. Renoir Da bambina e poi da ragazza la lettura è stata spesso il mio punto di fuga preferito. Ho iniziato a leggere piuttosto precocemente e di tutto, dai classici della letteratura italiana e straniera rubati dalla biblioteca di mio padre a romanzi di narrativa moderna, manuali, libri di bon ton, enciclopedie mediche, annuari e molto altro ancora. La mia passione, tuttavia, le opere di narrativa.Il mio palmizio preferito era una vecchia dondolo nello studio di mio nonno; lì passavo buona parte del mio tempo libero di ragazzina volando di fantasia e immaginando calate nel reale descrizioni di penna di persone, ambienti e anime. Spesso il paragone con la routine quotidiana non reggeva e allora era il tempo per partire per un altro viaggio di fantasia e un’ altra narrazione. Non mettevo limiti alla provvidenza; tutto serviva allo scopo; quello di conquistare, un pezzetto alla volta, la mia “educazione alla parola”, con un occhio particolare al mondo dei sentimenti: chiari e cristallini, colorati vivacemente o dipinti a tinte fosche, complessi e farraginosi o lineari nella loro semplicità .Prima che le cose della vita mi chiamassero a gran voce mostrandomi a tutto tondo la sua tangibilità, pregi e difetti. Spingendomi a dare spessore alla “parola”, a concretizzarla, ad agirla. Buon weekend e un bacio S.