" Le ragazze sul ponte ", E. MunchE così siamo di nuovo qui. L’ una di fronte all’ altro, inaspettatamente. Seduta in riva al fiume ho aspettato pazientemente che di acqua ne scorresse e tanta ne è passata davanti ai miei occhi. Mi parli di quella passione che ti ha consumato per poi spengersi come fiamma di cerino in un pugno di neve. Di lei, della sua gelosia incessante e della sua serica tela di ragno che ha imprigionato la tua libertà e il tuo respiro. Tu, uomo fatto di aria e di vento, che non ha mai conosciuto legacci così sfrontatamente palesi prigioniero di una donna e delle sue fragilità. Ti guardo negli occhi come mai ho fatto in addietro finalmente libera di mostrarmi con la mia trasparenza di pensieri e sentimenti sedimentati e pian piano metabolizzati. Donna con poche ma importanti certezze in tasca. Donna liberta. E mi guardi anche tu, cercando di scorgere sul mio volto, nei miei gesti, nella mia aura un qualcosa che pensavi di ritrovare con facilità e che ora forse non c’è più. Trascinato in mare aperto dalla determinazione di queste acque che con moto incessante sono arrivate lontano. Guidate dal refolo possente della mia essenza di donna in continuo divenire. Di acqua sotto i ponti, ne sono più che certa, ne vedremo scorrerne altrettanta e nessuno di noi due sa a cosa porterà. Ti lascio un sorriso nella sera prima di andar via. Sul bavero della mia giacca il profumo lieve del tuo dopobarba, nel mio ricordo più recente l’ immagine seria del tuo bel viso.
" I miei complimenti", Marina Rei