SPRINGFREESIA

Quando Amore diventa altro


L’ L’ Amore è qualcosa d’ ineffabile. Difficile descrivere cosa accade quando due anime si incontrano e si riconoscono. Fondendosi in un unico corpo indivisibile, pensieri simili proiettati verso un unico orizzonte. Mani che si cercano e che si intrecciano, energie vitali che si combinano per creare qualcosa di nuovo e di irripetibile. Questo è il Bell’ Amore, quello a lettere maiuscole. Quello che sfida dimensioni di spazio e tempo e si propone all’ infinito spingendo lontano ogni sfumatura e accenno di razionalità che lo vorrebbero legato al qui e all’ ora.Cosa avviene quando tutto ciò si dissolve ritornando al singolare? Non è semplicemente un processo all’ inverso. Se così fosse, ogni cosa riprenderebbe la propria sembianza originaria, quell’ unico abbraccio farebbe posto a una stretta di mano amichevole e quelle  convergenze di parole, pensieri e azioni si scioglierebbero come velo di neve o brina al primo raggio di sole per combinarsi con semplicità diversamente e altrove. Ma la realtà è ben differente. E non occorre andare troppo lontano per leggere o apprendere di rapporti affettivi stabili che si concludono tragicamente. Tragedie annunciate e incredibilmente sottovalutate, che spingono madri e padri a soffocare istinti primordiali, che poco hanno a che fare con la razionalità pura o il sentimento, e a togliere scientemente la vita ai propri figli. O compagni che faticano a lasciar libere le proprie donne decidendo quindi di portarle via con sé. In una dimensione in cui non c’è più vita e di affetti e di emozioni e sentimenti. In cui il rancore o il senso di possesso ( che nulla hanno a che fare con Amore, Rispetto, Affetto ) crescono in modo inversamente proporzionale rispetto all’ indifferenza dell’ altro e alla sua volontà di andare per la propria strada.L’ Amore, quello vero e più autentico, non si nutre di imposizioni. Non è certamente costringere e legare. Paradossalmente è lasciar liberi. Di andar via ma anche di poter tornare. Responsabilmente e quindi, a queste condizioni, a ragion veduta. Non è inchiodare su una croce ma lasciare l’ altro  crescere accanto a te pian piano senza soffocarlo. Bello sarebbe poter crescere insieme nel riconoscimento e nell’ accettazione della propria e altrui diversità e unicità. Ma ciò che sovente accade è l’ esatto contrario. E allora la determinazione a eliminare psicologicamente o fisicamente chi non è più quello che pensavamo potesse essere porta a gesti estremi. Fatti di fragilità, di non accettazione dell’ evidenza dei fatti, di egocentrismo puro mascherato da amore incondizionato.Penso agli enormi cuori di plastica rossa ammiccanti intravisti in più di una vetrina del centro ridondante di gadgets e pensieri per S. Valentino. A questa festa oggi più che mai abusata  celebrata in un tripudio di amore esternato in ogni salsa con variazioni su tema: amore, amore, amore, amore … amore, appunto, e forse non Amore. Almeno per come intendo io quest’ accezione. E come, forse, non intenderanno più quelle due bimbe bionde, occhi azzurri, sbattute in prima pagina reiteratamente, forse troppo. Frutto di Amore  passato. Vittime di " amore " vendicativo presente.Un forte abbraccioLucia
" Promenade ", Marc Chagall