Tu e il Paradiso

"MISSIONARIO DELLA MISERICORDIA"


Il beato Diego da Cadice (1743-1801) fu degno figlio di san Francesco d'Assisi nella devozione alla passione santissima di Gesù Cristo. Scrisse ad un suo confratello : « Se potrò giungere a qualche cosa nella casa di Dio, ha da essere meditando la passione e la morte del Signore ». Quando dal pulpito parlava della passione di Gesù Cristo, trasformava e trapassava l'anima dei presenti : « Fratelli, mirate Gesù crocifisso! I suoi occhi sono spentì, il suo volto è livido, la sua fronte insanguinata, la sua bocca serrata dal silenzio della morte; le sue braccia sono slogate, aperte per abbracciarci; nel suo petto è venuta meno la vita; i suoi piedi, inchiodati. Tutto questo perché? Per i nostri peccati », e così dicendo scoppiava in un dirotto pianto, e con lui tutto il popolo. Lo spettacolo più commovente era quando, dal pulpito, abbracciava il Crocifisso, tenendo con Gesù colloqui : ora rivolti contro se stesso, dandosi la colpa del deicidio; ora rimproverando l'uditorio, perché osava maltrattare ancora Gesù morto ; ora facendosi intercessore verso i poveri peccatori, strappando dal cuore di Gesù misericordia e perdono. Tornato in convento, trovava il suo rifugio ai piedi del Crocifisso, durante la notte. Dopo aver meditato un'ora sopra la Passione, dalle dieci alle dodici di notte cominciava la « via crucis » carico di una pesante croce, meditando i dolori del Redentore. L'idea di Gesù crocifisso non si dipartì mai dalla mente e dal cuore di fra Diego: a) lungo le strade, fissando gli occhi al crocifisso che pendeva dal suo petto, pensava che egli era colmato di onori, e Gesù d'improperi; b) durante i viaggi, meditava sulla passione del Signore; c) ai conviti che gli preparavano i suoi benefattori, non aveva cuore di mangiare, pensando che al suo Dio crocifisso fu negata una goccia di acqua;d) durante il giorno, benché la sete lo divorasse, pensava che non gli era lecito bere in presenza di Gesù assetato e moribondo; e) di notte, dove andava a dormire, aborriva e lasciava intatti i letti comodi, ricordandosi che Cristo ebbe una croce per letto e per guanciale; f) offeso, disprezzato e perseguitato, sentiva gioia immensa pensando che in quel modo, assomigliava al suo divin Salvatore;. g) nel deserto di Olvesa di Nostra Signora del Rimedio, convinse un eremita e ottenne che lo legasse ad una croce e gli desse da bere una bevanda amarissima; h) per assomigliare a Gesù crocifisso, si assoggettò a rigorosissime penitenze; i) portò sul petto, durante tutta la sua vita, una croce armata nella parte inferiore di punte di ferro, che ad ogni istante, col loro tormento, gli richiamavano gli strazi del divin Redentore. Vicino a morire, chiese che gli si leggesse il capitolo della crocifissione del Signore, mentre il Beato Diego si dava sul petto forti colpi e stendeva le braccia in forma di croce. Morì mormorando: « Gesù! Tu sai che ti amo! » .