I can't believe the news todayI can't close my eyes and make it go away.Questi versi che aprono War consacrano gli U2 come band non indifferente alla contingenza. La canzone è Sunday bloody sunday, ancora oggi cantata nei concerti e che si conclude con l’urlato NO MORE di Bono, il sempiterno credo della band irlandese contro tutte le guerre. D’altronde erano anni in cui in Irlanda non si poteva far finta di niente. La questione dell’Ulster meriterebbe un capitolo a parte, ma questa non è la sede più adatta, anche se un riferimento ai sanguinosi fatti dell’Irlanda del Nord è d’obbligo. Sunday bloody sunday trae ispirazione dai sanguinosi fatti di Derry, in Irlanda del Nord, dove il 30 Maggio del ’72 un plotone di paracadutisti inglesi sparò causando molti morti e feriti su una folla di manifestanti che protestavano contro la reclusione preventiva, una norma a dir poco assurda poiché si basava solamente sul sospetto di stare dalla parte avversaria. E si, repubblicani e unionisti, cattolici e protestanti, all’epoca combattevano una vera e propria guerra, con i rispettivi eserciti (l’IRA da una parte e l’UDA dall’altra). Il bellissimo film di Neil Jordan “In the name of the father “, con un bravissimo Daniel Day Lewis, rende benissimo l’idea di quegli anni terribili rimasti indelebili nella memoria di Bono è Co. (riprenderà il tema in Pop a 15 anni di distanza da Sunday bloody sunday nella struggente Please , ma parleremo di questo disco tanto discusso in un’altra occasione).In War gli U2 analizzano prima la situazione della loro terra, ma pian piano il discorso si allarga a un concetto di “guerra” più generale. In an apartment on Times SquareYou can assemble them anywhere.Held to ransom, hell to payA revolution every day.U.S.S.R., D.D.R., London, New York, Peking.It's the puppets, it's the puppetsPull the strings, yeah.Fall, rise and...Fall, rise and...Say goodbye, say goodbye Say goodbye, say goodbye.It takes a second to say goodbyeSay goodbye, oh, oh, oh.Push the button and pull the plugSay goodbye
WAR
I can't believe the news todayI can't close my eyes and make it go away.Questi versi che aprono War consacrano gli U2 come band non indifferente alla contingenza. La canzone è Sunday bloody sunday, ancora oggi cantata nei concerti e che si conclude con l’urlato NO MORE di Bono, il sempiterno credo della band irlandese contro tutte le guerre. D’altronde erano anni in cui in Irlanda non si poteva far finta di niente. La questione dell’Ulster meriterebbe un capitolo a parte, ma questa non è la sede più adatta, anche se un riferimento ai sanguinosi fatti dell’Irlanda del Nord è d’obbligo. Sunday bloody sunday trae ispirazione dai sanguinosi fatti di Derry, in Irlanda del Nord, dove il 30 Maggio del ’72 un plotone di paracadutisti inglesi sparò causando molti morti e feriti su una folla di manifestanti che protestavano contro la reclusione preventiva, una norma a dir poco assurda poiché si basava solamente sul sospetto di stare dalla parte avversaria. E si, repubblicani e unionisti, cattolici e protestanti, all’epoca combattevano una vera e propria guerra, con i rispettivi eserciti (l’IRA da una parte e l’UDA dall’altra). Il bellissimo film di Neil Jordan “In the name of the father “, con un bravissimo Daniel Day Lewis, rende benissimo l’idea di quegli anni terribili rimasti indelebili nella memoria di Bono è Co. (riprenderà il tema in Pop a 15 anni di distanza da Sunday bloody sunday nella struggente Please , ma parleremo di questo disco tanto discusso in un’altra occasione).In War gli U2 analizzano prima la situazione della loro terra, ma pian piano il discorso si allarga a un concetto di “guerra” più generale. In an apartment on Times SquareYou can assemble them anywhere.Held to ransom, hell to payA revolution every day.U.S.S.R., D.D.R., London, New York, Peking.It's the puppets, it's the puppetsPull the strings, yeah.Fall, rise and...Fall, rise and...Say goodbye, say goodbye Say goodbye, say goodbye.It takes a second to say goodbyeSay goodbye, oh, oh, oh.Push the button and pull the plugSay goodbye