Z O O R O P A

//NEL MONDO DEGLI U2


Da oggi comincia il viaggio nel mondo U2.Affronterò i temi che la band irlandese ha trattato nel corso della sua carriera, utilizzandoli poi come spunto per proporre interessanti discussioni.Alla fine di ogni articolo ci sarà una domanda rivolta a tutti voi che visitate il blog.Dite la vostra, fatevi sentire.Oggi parleremo del rapporto tra musica e problemi sociali.Gli U2 hanno affrontato questo tema per la prima volta nel 1984. L'album di quell'anno, THE UNFORGETTABLE FIRE, ruota attorno al sempre più vasto problema della droga che ormai stava deteriorando le vie di Dublino (e di tutto il mondo) in quei decenni. Ma quelle non sono esplicitamente canzoni contro la droga. Sono semplicemente sulla droga. "Una bella giornata.... getta al vento la tua vita". Non ti dicono né di farne uso, né di evitarla. Narrano solo storie, reali o immaginarie, che lasciano all'ascoltatore il dovere di intenderle al giusto modo. Di quell'album spicca senza dubbio Bad, un vero e proprio capolavoro, capace di migliorarsi ulteriormente se suonata dal vivo.Il gruppo tornò sul tema anche tre anni dopo, con il meraviglioso The Joshua Tree (uno dei due capolavori della band). Il disco non parla solo di droga, sia chiaro. Anzi, ad essere precisi l'album parla dell'America, dei suoi lati positivi e delle sue rovine, dei suoi paesaggi indubbiamente evocativi (tra i quali il deserto, che ricorre spesso) e del razzismo, ancora oggi vivo soprattutto nel sud degli Stati Uniti.E parla anche di amore.Qui di seguito riporterò la traduzione di Running to stand still, un brano sulla droga contenuto in The Joshua Tree."E lei si svegliòda dove giaceva, immobileDisse: devo fare qualcosa, capire dove stiamo andandoSalire su un treno a vaporeLasciare questa pioggia battenteMagari sfuggire al buio della notteCantando Ha La La La De Day...Dolce il peccatoMa amaro il gusto che ho in boccaVedo sette torriMa solo una via d'uscitaE dovrai piangere senza lacrimareParlare senza emettere vociUrlare senza un grido, lo saiHo bevuto il veleno, dalla corrente avvelenataE poi mi sono fatto trasportare via da quiCantando Ha La La La De Day...E lei corre lungo le stradeCon occhi dipinti di rossoSotto la pioggia, sotto il ventre nero di una nuvolaMi conduce oltre una portaOro bianco e perle rubate al mareE' una furiaE' una furia e la tempesta si scatena nei suoi occhiPatirà il gelo dell'agoCorre per rimanere immobile"Dite la vostraAl giorno d'oggi è sempre più difficile trovare canzoni di un certo tipo. Gli anni '90 hanno sottolineato l'inizio di una sorta di "epoca del menefreghismo assoluto" (almeno nella musica), dove i temi più importanti, che caratterizzavano le composizioni di un tempo, hanno lasciato spazio alle leggerezze dei brani che sentiamo tutt'oggi. Con questo non voglio dire che le canzoni di oggi siano "di serie B", anzi, nella musica è giusto che si parli di tutto. Deve essere così. Però sono quasi scomparse quelle "opere" impegnate che hanno fatto la fortuna di grandi gruppi del passato. Secondo voi, la musica potrebbe veramente aiutare a riflettere? Dovremmo quindi tornare a parlare di cose un po' più serie, almeno ogni tanto, nelle canzoni?