ULTIMO AFFLATO

IL sogno e' solo uno scudo contro la solita monotonia della nostra vita,libera la nostra immaginazione dalle sue catene ed essa sovverte tutte le immagini del giorno e irrompe nella nostra serieta' d'adulti come se fosse il gioco allegro di un fanciullo.

 

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DA ROBERTO BENIGNI X MASSIMO TROISI

Non so cosa teneva "dint’a capa",
intelligente, generoso, scaltro,
per lui non vale il detto che è del Papa,
morto un Troisi non se ne fa un altro.
 
Morto Troisi muore la segreta
arte di quella dolce tarantella,
ciò che Moravia disse del Poeta
io lo ridico per un Pulcinella.
 
La gioia di bagnarsi in quel diluvio
di "jamm, o’ saccio, ’naggia, oilloc, azz!"
era come parlare col Vesuvio,
era come ascoltare del buon Jazz.
 
"Non si capisce", urlavano sicuri,
"questo Troisi se ne resti al Sud!"
Adesso lo capiscono i canguri,
gli Indiani e i miliardari di Hollywood!
 
Con lui ho capito tutta la bellezza
di Napoli, la gente, il suo destino,
e non m’ha mai parlato della pizza,
e non m’ha mai suonato il mandolino.

O Massimino io ti tengo in serbo
fra ciò che il mondo dona di più caro,
ha fatto più miracoli il tuo verbo
di quello dell’amato San Gennaro.

 

 

 

  Ho appena creato il mio blog.
  Presto inserirò i messaggi. Torna in un altro momento. Ciao

 
 

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Un blog di: Soffio_di_lnfinito
Data di creazione: 03/07/2008
 

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ECCO IL DOLCISSIMO TOTO'.

Ecco colui che divise l'umanita' in due categorie di persone: uomini e caporali.Per lui gli uomini erano quegli esseri costretti a lavorare tutta la vita, senza vedere mai un raggio di sole, senza la minima soddisfazione, sempre all'ombra di un esistenza grama. E i caporali erano coloro che sfruttano, tiranneggiano, che maltrattano, che umiliano. Esseri invasati dalla bramosia di guadagno, sempre al posto di comando, spesso senza avere l'autorita', l'abilita' e l'intelligenza per farlo, ma con la sola bravura delle loro facce toste, pronti a vessare il povero uomo qualunque."Siamo uomini o caporali?"...questa frase gli e' sempre servita come sistema metrico decimale per misurare la statura della gente. Non si trattava di una semplice battuta, nata, magari, spontaneamente sul palcoscenico, al di fuori del copione. Ne', tanto meno, gli nacque per annotare modi di dire di uso comune. La sua cappella, a dispetto di tutte le aspettative, non e' principesca,e' modestissima e tutta piena di bigliettini che tutta la Napoli povera, ancora oggi, continua a inviargli.

 

COMMOVENTE LETTERA DI TOTÒ

Noi ti ringraziamo nostro buon Protettore per averci dato anche oggi la forza di fare il più bello spettacolo del mondo.Tu che proteggi uomini, animali e baracconi, tu che rendi i leoni docili come gli uomini e gli uomini coraggiosi come i leoni, tu che ogni sera presti agli acrobati le ali degli angeli, fa' che sulla nostra mensa non venga mai a mancare pane ed applausi. Noi ti chiediamo protezione, ma se non ne fossimo degni, se qualche disgrazia dovesse accaderci, fa che avvenga dopo lo spettacolo e, in ogni caso, ricordati di salvare prima le bestie e i bambini.Tu che permetti ai nani e ai giganti di essere ugualmente felici, tu che sei la vera, l'unica rete dei nostri pericolosi esercizi, fa' che in nessun momento della nostra vita venga a mancarci una tenda, una pista e un riflettore. Guardaci dalle unghie delle nostre donne, ché da quelle delle tigri ci guardiamo noi, dacci ancora la forza di far ridere gli uomini, di sopportare serenamante le loro assordanti risate e lascia pure che essi ci credano felici. Più ho voglia di piangere e più gli uomini si divertono, ma non importa, io li perdono, un pò perchè essi non sanno, un pò per amor Tuo, e un pò perchè hanno pagato il biglietto. Se le mie buffonate servono ad alleviare le loro pene, rendi pure questa mia faccia ancora più ridicola, ma aiutami a portarla in giro con disinvoltura. C'è tanta gente che si diverte a far piangere l'umanità, noi dobbiamo soffrire per divertirla; manda, se puoi, qualcuno su questo mondo capace di far ridere me come io faccio ridere gli altri.

 

ORAZIONE FUNEBRE DI NINO TARANTO X UN PRINCIPE.

"Amico mio,questo non e' un monologo,ma un dialogo.La tua voce e' nel mio cuore.Nel cuore di questa Napoli che e' venuta a salutarti,a dirti grazie,perche' l'hai onorata,perche' non l'hai dimenticata mai,perche' sei riuscito dal palcoscenico della tua vita a scrollare di dosso quella cappa di malinconia che la avvolge.Tu,Amico mio,hai fatto sorridere la tua citta',sei stato grande,le hai dato la gioia,la felicita',l'allegria di un ora,di un giorno.Tutte cose di cui Napoli ha tanto bisogno.I tuoi napoletani,il Tuo pubblico e' qui.Ha voluto che il suo Toto' facesse a Napoli l'ultimo esaurito della sua carriera.E Tu,Tu maestro del buonumore,questa volta ci stai facendo piangere tutti.Addio Toto',adio Amico mio.Napoli,questa tua Napoli affranta dal dolore,vuole farti sapere che Tu sei stato uno dei suoi figli migliori e non ti scordera' mai.Addio Amico mio,addio Toto'."