L'uomo che per primo mangiò un peperoncino doveva essere molto coraggioso, ma doveva avere assai più coraggio chi al primo fece seguire il secondo.Per strano che possa sembrare, questi frutti piccanti hanno provocato una conflagrazione culinaria un pò in tutto il mondo.Non solo in paesi mediterranei come l'Italia dove, specie al sud, dire cucina locale è diventato sinonimo di peperoncino piccante.Ormai in tutto il mondo il chili, come è comunemente chiamato, sta guadagnando sempre più campo.Il peperoncino, di cui ne esistono diverse specie e varietà, è originario delle Americhe ed occupava un posto importante nell'alimentazione degli indigeni dell'America Centrale, del Messico e delle regioni sudoccidentali degli Stati Uniti molto prima che Cristoforo Colombo mettesse piede nel nuovo mondo.Il peperoncino usci dalle frontiere del nuovo mondo insieme con i conquistatori spagnoli: i mercanti di spezie, infatti, capirono subito di avere tra le mani un importante articolo di scambio commerciale.I semi ed i frutti essicati attraversarono il Pacifico nel XV secolo, e ben presto si videro queste robuste piante crescere rigogliose in Cina, India, Pakistan ed Indonesia dove vennero rapidamente introdotte nelle varie cucine locali.La maggior parte dei peperoncini che si mangiano sono il frutto di piante arbustive dal fusto legnoso appartenenti al genere Capsicum, anche se di specie botaniche diverse, differiscono per dimensioni, colore, sapore e grado di picantezza.Ce ne sono di piccoli, come il chili pequin ( non più grosso di un pisello ) che i messicani mangiano come fossero noccioline quando bevono la birra, e di quelli lunghi fino a trenta centimetri, che si conservano per lo più in scatola.Ci sono quelli mediamente piccanti, come quelli di Cajenna, e quelli piccantissimi come i cerasiformi ( dalla forma di ciliegia ) specie entrambe diffuse nell'Italia meridionale.
Peproncini Piccanti, Tutti I Segreti
L'uomo che per primo mangiò un peperoncino doveva essere molto coraggioso, ma doveva avere assai più coraggio chi al primo fece seguire il secondo.Per strano che possa sembrare, questi frutti piccanti hanno provocato una conflagrazione culinaria un pò in tutto il mondo.Non solo in paesi mediterranei come l'Italia dove, specie al sud, dire cucina locale è diventato sinonimo di peperoncino piccante.Ormai in tutto il mondo il chili, come è comunemente chiamato, sta guadagnando sempre più campo.Il peperoncino, di cui ne esistono diverse specie e varietà, è originario delle Americhe ed occupava un posto importante nell'alimentazione degli indigeni dell'America Centrale, del Messico e delle regioni sudoccidentali degli Stati Uniti molto prima che Cristoforo Colombo mettesse piede nel nuovo mondo.Il peperoncino usci dalle frontiere del nuovo mondo insieme con i conquistatori spagnoli: i mercanti di spezie, infatti, capirono subito di avere tra le mani un importante articolo di scambio commerciale.I semi ed i frutti essicati attraversarono il Pacifico nel XV secolo, e ben presto si videro queste robuste piante crescere rigogliose in Cina, India, Pakistan ed Indonesia dove vennero rapidamente introdotte nelle varie cucine locali.La maggior parte dei peperoncini che si mangiano sono il frutto di piante arbustive dal fusto legnoso appartenenti al genere Capsicum, anche se di specie botaniche diverse, differiscono per dimensioni, colore, sapore e grado di picantezza.Ce ne sono di piccoli, come il chili pequin ( non più grosso di un pisello ) che i messicani mangiano come fossero noccioline quando bevono la birra, e di quelli lunghi fino a trenta centimetri, che si conservano per lo più in scatola.Ci sono quelli mediamente piccanti, come quelli di Cajenna, e quelli piccantissimi come i cerasiformi ( dalla forma di ciliegia ) specie entrambe diffuse nell'Italia meridionale.