Nuvole grigie, l'orlo della gonna scivola verso il ginocchio, minaccia di pioggia su questo cielo appassito, la mia mente mistura di una logica irrazionalità e di una ancora piu fottutissima ragione che mi schiaccia e mi immobilizza dentro questa mia essenza di donna. Complicate dissonanze che nemmeno il miglior Miles Davis riuscirebbe ad esternare con la sua tromba. Per gioco mi ritrovo seduta in questo negozio di stoffe, perennemente indecisa fra il caldo velluto dal color carminio e la fredda seta dalle grigie tonalità, e mi piace essere unica dentro occhi che mi bramano, mi è sempre piaciuto esser la prima della classe. Sento il ventre che pulsa al solo pensiero di quel maschio che aldida del bancone si affanna alla ricerca del miglior broccato per una signora di gran classe come me, mentre seduta su questo divano accavallo le gambe lasciando intravedere la trama lucente delle autoreggenti. Vedo brillare i suoi occhi di cenere e di sabbia, quando inavvertitamente sfiora le mie gambe al posare della stoffa sul mio grembo. Lo lascio fare e per un attimo mi faccio accarezzare da un pensiero insano. Mi scompongo allargando leggermente le gambe, sento la sua mano decisa che si insua fin sopra la balza alla ricerca di quel lembo di terra incontaminato e violato da pochi. Minuti interminabili in cui stava entrando nel mio cervello e mischiavo follia e ragione come fossero saliva e pensieri, ero in balia del mio buio. Ebbi la forza di riprendere coscienza richiusi la porta della pazzia e quella bastarda incredibile e fottutissima ragione torno a galla a ricordarmi che sono una signora di gran classe, mi alzai lasciandolo solo a ricordare la frenesia di un momento. E' cosi che tratto gli uomini.
Post N° 46
Nuvole grigie, l'orlo della gonna scivola verso il ginocchio, minaccia di pioggia su questo cielo appassito, la mia mente mistura di una logica irrazionalità e di una ancora piu fottutissima ragione che mi schiaccia e mi immobilizza dentro questa mia essenza di donna. Complicate dissonanze che nemmeno il miglior Miles Davis riuscirebbe ad esternare con la sua tromba. Per gioco mi ritrovo seduta in questo negozio di stoffe, perennemente indecisa fra il caldo velluto dal color carminio e la fredda seta dalle grigie tonalità, e mi piace essere unica dentro occhi che mi bramano, mi è sempre piaciuto esser la prima della classe. Sento il ventre che pulsa al solo pensiero di quel maschio che aldida del bancone si affanna alla ricerca del miglior broccato per una signora di gran classe come me, mentre seduta su questo divano accavallo le gambe lasciando intravedere la trama lucente delle autoreggenti. Vedo brillare i suoi occhi di cenere e di sabbia, quando inavvertitamente sfiora le mie gambe al posare della stoffa sul mio grembo. Lo lascio fare e per un attimo mi faccio accarezzare da un pensiero insano. Mi scompongo allargando leggermente le gambe, sento la sua mano decisa che si insua fin sopra la balza alla ricerca di quel lembo di terra incontaminato e violato da pochi. Minuti interminabili in cui stava entrando nel mio cervello e mischiavo follia e ragione come fossero saliva e pensieri, ero in balia del mio buio. Ebbi la forza di riprendere coscienza richiusi la porta della pazzia e quella bastarda incredibile e fottutissima ragione torno a galla a ricordarmi che sono una signora di gran classe, mi alzai lasciandolo solo a ricordare la frenesia di un momento. E' cosi che tratto gli uomini.