Sentivo i giorni violenti dell’estate disperdersi fra lenzuola umide di desideri bagnati.L’aria fresca della notte solleticava la sua carne zoccola.Un budello di luna violentata dalle ombre oscure chiedeva elemosinandouna nuova scena.Nicole era plateale.La spiavo.La desideravo.La violentavo.Nudi d’anima a rincorrersi fra mura nemiche mentre ci ammanettavamo i polsi di intimità oscena e perversa. Fiato sulla pelle.Saliva sulle labbra.“ Puttana “ era il suo gioco preferito, cosi diceva mentre puntava i suoi occhi dentro il mio sesso in segno di sfida e con lo sguardo malizioso di chi sa di averti rubato per un solo minuto l’arte oratoria.Avrei potuto crederlo se non avessi visto la cieca gelosia impregnarle la fronte di paura e di rispetto per un sentimento che nemmeno conosceva.Amore per cosa?Amore per chi?Poggiai le mie labbra sulla sua bocca, ripensando al suo gioco prediletto.Avrei voluto farle male.Mi bacị con dolcezza infinita cogliendomi di sorpresa.Fu come uno scacco al re. Le mie mani afferrarono i suoi seni e subito la mia bocca scese liquida a deliziarsi di quei piccoli abissi di piacere. Tavola imbandita apparecchiata con le sue mani per me.Il suo ventre liquefatto di senso era il miglior vino.Mi ubriacava di gemiti mentre torceva il suo corpo sulla mia lingua.Si ubriacava di sussurri e di urla giocando sul mio sesso.M'insidiava e mi sconvolgeva. Era brava in quel gioco che solo lei conosceva.Amore per chi?Amore per cosa?
Amore per chi?Amore per cosa?
Sentivo i giorni violenti dell’estate disperdersi fra lenzuola umide di desideri bagnati.L’aria fresca della notte solleticava la sua carne zoccola.Un budello di luna violentata dalle ombre oscure chiedeva elemosinandouna nuova scena.Nicole era plateale.La spiavo.La desideravo.La violentavo.Nudi d’anima a rincorrersi fra mura nemiche mentre ci ammanettavamo i polsi di intimità oscena e perversa. Fiato sulla pelle.Saliva sulle labbra.“ Puttana “ era il suo gioco preferito, cosi diceva mentre puntava i suoi occhi dentro il mio sesso in segno di sfida e con lo sguardo malizioso di chi sa di averti rubato per un solo minuto l’arte oratoria.Avrei potuto crederlo se non avessi visto la cieca gelosia impregnarle la fronte di paura e di rispetto per un sentimento che nemmeno conosceva.Amore per cosa?Amore per chi?Poggiai le mie labbra sulla sua bocca, ripensando al suo gioco prediletto.Avrei voluto farle male.Mi bacị con dolcezza infinita cogliendomi di sorpresa.Fu come uno scacco al re. Le mie mani afferrarono i suoi seni e subito la mia bocca scese liquida a deliziarsi di quei piccoli abissi di piacere. Tavola imbandita apparecchiata con le sue mani per me.Il suo ventre liquefatto di senso era il miglior vino.Mi ubriacava di gemiti mentre torceva il suo corpo sulla mia lingua.Si ubriacava di sussurri e di urla giocando sul mio sesso.M'insidiava e mi sconvolgeva. Era brava in quel gioco che solo lei conosceva.Amore per chi?Amore per cosa?