LU'LTIMO BACIO

Lettera da un tempo lontano


..."Fate l'amore a colori ! Vivrete meglio, vivrete di più!"   Il vecchio jingle della Techtronic  mi balenò improvvisamente in mente riportandomi indietro nel tempo. Le metropoli del Novecento erano un’esplosione di colori, di grafica, di annunci, ma adesso tutto era cambiato. Seduto al ventesimo piano di un ristorante di una Tokyo notturna e surreale, mi ritrovai  davanti a squisite pietanze italiane. Mentre fuori un caldo melenso ed appiccicaticcio di certo accompagnava i passanti, dentro l’aria condizionata dava un senso di piacevole frescura.  Dal mio tavolo riuscivo a scorgere perfettamente il display dell’orologio sul grattacielo di fronte che segnava le 21.30 esatte, quando, alle mie spalle, avvertii una presenza. Un raffinato tacchettio di passi femminili s’’annunciava da distanza remota. Ecco! Adesso avete presente di cosa è capace l’istinto di un maschio nel percepire a distanza un corpo femminile  senza peraltro poterne ammirare le forme?  Diamine ho una fervida immaginazione io, l’ho sempre avuta. Non la vedevo nel suo insieme, ma piuttosto come un videoclip,  anzi no, come una striscia di fumetti. Immaginai una collana di tiepide perle sottili ad ornare il collo di quella regina. Il Chianti accompagnava il mio filetto al pepe verde. Stavo decisamente bevendo un troppo. Sentivo di essere un uomo eccitato, la mia testa, i miei pensieri vacillavano, cosi come il mio sesso. Stavo diventando torbido e non era il vino che bevevo."Fate l'amore a colori ! Vivrete meglio, vivrete di più!"   Quel fottuto jingle mi strideva la mente.Quand’è che ho fatto l’amore l’ultima volta?  Il tacchettio si fece sempre più vicino.Pensai a quando lei avesse fatto l’amore l’ultima volta.  Come, dove e con chi. Sentivo crescere il desiderio ed il membro dentro i pantaloni palesava tutto il suo zelo. Mi passo di fianco e non riuscii a vedere il suo viso ma potei ammirare il suo corpo.  Ondulava con voluttà con un andatura in qualche modo consapevole della malizia che emanava. Gli occhi percorrevano in lungo ed in largo l'insenatura delle natiche ben tornite e divise da cio che doveva essere un sottile perizoma.  Stava dirigendosi alla toilette. La stavo scopando, cazzo se me la stavo scopando ed anche nel peggiore dei modi, stuprandola.  Alle sue spalle, sentivo il suo sesso umido dischiudersi sotto i colpi incessanti del mio.  Immaginavo i suoi occhi a mandorla. Stava in piedi con le mani ed il viso rivolte al muro e con il vestito tirato fin sopra i fianchi. Con una mano le tappavo la bocca affinché  non urlasse troppo e con l’altra le tiravo un capezzolo. Bastardo! Sembrava lo sussurrasse con piacere e ciò non fece altro che aumentare il mio ardore. Stavo valicando la soglia delle convenzioni e delle apparenze. Sentivo quel corpo che godeva di me ad un ritmo selvaggio e sconvolgente ed io la riempivo del mio piacere convulso. Scivolavo dentro di lei, la pelle umida e spudorata, con prepotenza facevo aderire il mio bacino piatto al suo culo tondo.L’orgasmo arrivò come fiume in piena. La sentivo godere di un piacere malato.Mi svegliai di soprassalto, imperlato di sudore. “ Maledetto incubo.”  La tv via cavo ancora accesa della mia camera da letto mandava in onda una vecchia pubblicità della Techtronic "Fate l'amore a colori ! Vivrete meglio, vivrete di più!"  Vivo nel 3008, il mondo è cambiato, tutto è grigio e nessuno ricorda più i colori.