Bagliori, come pallide dita rosate lambivano, dopo una notte di pioggia, i grattacieli della metropoli.La stanza respirava dell'umido di quei corpi.D’un tratto sentii il lieve tepore di due mani sulle mie spalle.Assaggio. Leccata. Morso.Labbra soffici sulle pelle.Scivolose.Deliziose. Assuefacenti." Zitto ora! " La sua voce mi graffiò. Artiglio di tigre. " Non devi vedere quello che ho fatto per te! " Calda e appassionata.Corrotta e selvaggia.Sfregava la sua pelle contro la mia.La sentivo muoversi dietro di me.Bruciavo d'impeto. " Sono un'assassina. Non mi odiare per questo."Le conseguenze di un gioco delle tenebre sono inevitabilmente fatali per colui che perde.Non pensavo mi fosse più possibile piangere.La sentivo allontanarsi.Sapeva che mi avrebbe ucciso andandosene.Era sotto la mia pelle ma non nelle mie mani.Avvicinò sensualmente la sua bocca al lobo del mio orecchio, estrasse la sua lingua che come piuma vi si poso per un istante che a me parve un'eternità.Poi pronunciò la sua melopea, in quel silenzio assordante. " Nessuno sa quanto vorrei stringerle e pregare con loro. Per me. Per te. Nessuno sa quanto vorrei sentirle e vederle palmo a palmo sfiorarsi e far l'amore."Poi nuovamente." Sono un'assassina. Non mi odiare per questo."Mi liberai dalla sua morsa, mi girai, le strinsi le mani nelle mie, palmo a palmo ed entrai in lei.Scelsi di fare l'amore come ultimo desiderio.
Era sotto la sua pelle ma...
Bagliori, come pallide dita rosate lambivano, dopo una notte di pioggia, i grattacieli della metropoli.La stanza respirava dell'umido di quei corpi.D’un tratto sentii il lieve tepore di due mani sulle mie spalle.Assaggio. Leccata. Morso.Labbra soffici sulle pelle.Scivolose.Deliziose. Assuefacenti." Zitto ora! " La sua voce mi graffiò. Artiglio di tigre. " Non devi vedere quello che ho fatto per te! " Calda e appassionata.Corrotta e selvaggia.Sfregava la sua pelle contro la mia.La sentivo muoversi dietro di me.Bruciavo d'impeto. " Sono un'assassina. Non mi odiare per questo."Le conseguenze di un gioco delle tenebre sono inevitabilmente fatali per colui che perde.Non pensavo mi fosse più possibile piangere.La sentivo allontanarsi.Sapeva che mi avrebbe ucciso andandosene.Era sotto la mia pelle ma non nelle mie mani.Avvicinò sensualmente la sua bocca al lobo del mio orecchio, estrasse la sua lingua che come piuma vi si poso per un istante che a me parve un'eternità.Poi pronunciò la sua melopea, in quel silenzio assordante. " Nessuno sa quanto vorrei stringerle e pregare con loro. Per me. Per te. Nessuno sa quanto vorrei sentirle e vederle palmo a palmo sfiorarsi e far l'amore."Poi nuovamente." Sono un'assassina. Non mi odiare per questo."Mi liberai dalla sua morsa, mi girai, le strinsi le mani nelle mie, palmo a palmo ed entrai in lei.Scelsi di fare l'amore come ultimo desiderio.