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Trail Runner Questions

Post n°94 pubblicato il 17 Gennaio 2010 da Guidobix59
 

          Teste Perdute

 

Al di là della Maratona, parecchi runners trovano il loro potere magico.

Ma a quale costo?

 

In cima ad una collinetta con salvia disseminata a circa 540 m di altitudine, sopra il fiume Arkansas, presso Buena Vista in Colorado, ha sede la postazione di rifornimento del 30° miglio, lungo il percorso di gara della Collegiate Peaks 50 miles.

Io passai di qui in un giorno di gara trascinandomi a fatica con notevoli spasmi, con le gambe che sembravano riempite di sabbia bagnata. Ancora una volta ero andato troppo forte.

Quando cercai di mandare giù una banana, pensai ad Albert Einstein e perché avessi bisogno di una distrazione intellettuale (sebbene il dolore gastro-intestinale fosse relativo).

Il grande Einstein descrive l’infermità mentale come il fare la stessa cosa in continuazione aspettandosi risultati diversi.

Ho avuto qualche precedente alla Collegiate Peaks.

Nel 1999,2001,2003 e 2005, anni diversi con lo stesso copione: l’uomo affronta la gara, l’uomo non rispetta la gara, la gara dà un calcio nei denti all’uomo.

Perché insisto nell’andare così forte? Forse è l’ottimista che è in me o è l’ultraruner!?

Forse anche gli ultrarunners stanno bussando alla porta dell’infermità mentale, se non li hanno già lasciati entrare!

Altrimenti perché troveremmo tale piacere in monotone miglia, spesso percorse sugli stessi circuiti?

Durante le mie corse mattutine, benché io abbia un intero campionario di percorsi divertenti a mia disposizione, scelgo spesso lo stesso. Avrò percorso questo itinerario almeno 60 volte quest’anno e avrò visto le stesse mucche così spesso da essere a conoscenza dei loro pettegolezzi più piccanti.

QUESTA ADESSO E’ FOLLIA!

Ci sono ultramaratone di 24 e 48 ore che si svolgono su sentieri di 2 miglia. Ho visto delle foto e quei runners avevano la stessa espressione di Jack Nicholson in Shining.

Nel film Forrest Gump, Jenny rifiuta la proposta di matrimonio di Forrest, fa l’amore con lui e lo lascia il mattino dopo.

La sua fragile mente ha un crollo. Così decide di fare quello che vorrebbe fare un ultrarunner, in un tale stato di distruzione. Corre….per oltre 3 anni!!

Nella vita reale, Bill Finkbeiner ha corso la Leadville Ultramarathon 100 miles ben 25 volte! Cioè ha fatto 2500 miglia su sentieri rocciosi ad altitudini dove diverse specie di alberi non possono crescere, percorrendo l’equivalente della distanza fra Maine e Utah.

Una giuria di runners “normali” lo avrebbe trovato certamente malato di mente e lo avrebbe assolto con formula piena.

Prima della prima edizione della 100 miles di Leadville  nel 1983, quando la gente venne a sapere che Ken Chlouber, un vivace ex minatore, che aveva trascorso una infinità di giorni sotto terra, stava preparandosi ad una corsa di 100 miglia, gli dette del matto.

Naturalmente Chlouber potè sostenere che la sua follia lo aveva trattenuto dal diventare malato di mente!!

Il famoso libro Nato per Correre di Christopher McDougall, racconta diverse storie di ultraresistenza, comprese quelle della 14 volte campionessa della 100 miglia degli Stati Occidentali, Ann Trason.

La lettura di questo libro potrebbe essere richiesta a tutti gli studenti di psicologia. Un sabato mattina la Trason si fumò una 20 miglia. Dopo colazione si fece fuori un’altra 20 miglia. Come poteva concludere la giornata?

Con un’altra 15 miglia!

Per caso la Nike costruisce camicie di forza!?

Una volta io corsi per 21 miglia su un tapis-roulant. Il dott. Phil definirebbe ciò un grido di richiesta di aiuto. Ma cosa dire di Hal Koerner vincitore dell’ultima 100 miglia degli Stati Occidentali?

In poche parole ha corso su un tapis-roulant per 48  miglia.

Dean Karnazes, sicuramente il più pazzo degli ultrarunners, tentò di infrangere il record mondiale delle 48 ore su tapis (240 miglia). Egli fallì coprendone “solo” 211.

Benvenuti ad Insaneville!!

Un gran numero di ultrarunners, specialmente quelli della varietà ultra-distanza, si lamenta che la gente comune li descriva come dei folli.

Visti attraverso gli occhi di qualcuno cui piacciono corse da 10 km su strade pavimentate o da 2 miglia in un fine settimana, quelli qui menzionati, o quelli di migliaia di altri che stanno correndo oltre 42 km e 195 m, possono essere realmente definiti lavori da matti.

Alla 50 miglia Collegiate Peaks, che sci crediate o non, raggiunsi il gruppo e rimasi unito ad esso fino ad un finale rispettabile. A quel punto decisi che non avevo definitivamente perso la testa, dopo tutto. L’avevo semplicemente dimenticata da qualche parte, insieme al mio stomaco.

E questa fuga dalla realtà è qualcosa che può apprezzare ogni trail runner.

 

 

Garrett Graubins ha deciso di donare il suo cervello alla scienza, qualora ci fosse ancora qualcosa da scoprire, una volta terminata la sua carriera di ultrarunner.

Tradotto da Filippo Bressan

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