Umbilicus Pop

Giara, trasparente


Ho in mente una giara.Una piccola giara trasparente, verde bottiglia.Sono seduta sul mio divano colorato, tra pareti colorate, finestra bianca, tapparella su, il mondo fuori e l’ingresso al mondo poggiato sul terrazzo. E fuori un divano vecchio e strampalato che userò per annusare l’aria dell’estate. Adesso sono su questo divano ed osservo la giara trasparente.La sento dentro e so che si chiama malinconia.Leggo:Gli angeli sono solo osservatori, incapaci di interazioni con il mondo fisico.Le coppie hanno in sé qualcosa di archetipico.La malinconia è silenziosa, non ha manie di protagonismo, è autonoma: non conosce il tempo, non conosce lo spazio.«Il tempo guarirà tutto. Ma che succede se il tempo stesso è una malattia?»*Ogni volta ne prendo un pezzo; la ripongo lì nella giara.E siccome non è tristezzaE siccome non mi preclude il sorriso.E siccome è parte integrante della vita stessa a volte.E siccome tutto ha un Senso.E siccome sono io, la lascio lì.A volte come amiche silenziose facciamo qualche tratto di strada insieme.«Come devo vivere? Forse non è per niente questo il problema: come devo pensare?».*Altre mi sbadiglia come un gatto sornione e va in letargo.Ed io sorrido, naturalmente. Anzi rido.Chi sono io?Davvero è una domanda tanto pericolosa? Mica.Non era l’esserci, non era il non esserci. C’è scritto nei Veda.E allora cos'é?Quello che non si può raccontare, niente cornici…una linea trasversale da qui a dove-non-si-può-dire-però-si-può-sentire.Una linea tra me, te e tutto il resto.Mi manchi tu. Mi manca l’altra metà del cielo. Mi manchi soprattutto perché non so se ti troverò mai e questo un po’ mi spaventa, se devo essere sincera. E anche questa l'ho messa nella giara; da lì occhieggia silenziosa. «Mi piacerebbe vedere la tua faccia, giusto per guardarti negli occhi e dirti quanto è bello essere qui... Quaggiù è bello fumare, prendere un caffè... e se lo fai insieme è fantastico.»*…L'acrobata aspira alla leggerezza dell'angelo e l'angelo quella leggerezza vuole perdere e anela a un peso che lo faccia aderire alla vita…Ho paura che nell’idea di amore io perda il contatto con la realtà e con quell’idea anzi mi faccia scudo…incapace di interazioni profonde con il mondo fisico. “Perché le due cose si possono scindere, scusa?”“ No.”“ Ah, ecco.”“Già, ecco.”“Lo conosci il sapore del dubbio?”“Sì…”“E che sapore ha?”“Sa di pelle e sa di stelle. Lascia tracce nell’iride e strane impronte ovunque ci si poggi con il corpo.”“Sei stupida”“Lo so.” "Allora, smetti?""...No. Piuttosto...sai cosa vorrei?""?""Un altro Zapatero...ché mi sono proprio rotta...!"  * Il cielo sopra Berlino, Wim Wenders“(...) è vero: si tratta della mia prima storia d'amore veramente bella.(…). Con 'Il cielo sopra Berlino' volevo andare oltre. Volevo mostrare qualcosa che fosse possibile, anziché insistere sul fatto che niente è possibile." (W. W.)