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Anne Sexton, Love Poems

Post n°248 pubblicato il 03 Giugno 2009 da ms.spoah

Le ha chiamate Poesie d'amore.
Sono le sue poesie d'amore, scritte per raccontare e reinterpretare il suo personalissimo poema, quello da leggere a voce alta, a volte un copione che recita sé stesso; lucido, folle, consapevole, ironico.
Eppure, l'amore io non lo vedo e so dov'è.
Lo guardo allibita e gli cerco un nome che sia diverso. O un'altra forma che me ne spieghi il nome. Oppure che io trovi della forma il nome.

Ci penso e ci ripenso. Lo so e non l'afferro o l'afferro e poi mi sfugge.
E mi dico che sembra che quell'amore si eriga come tale quasi esclusivamente nell'amplesso e poi la lasci lì, da sola, a contemplare quello che è successo assaporandone il dolce e poi l'amaro...Sì, sì...di sicuro parecchie cose sono molto al di là dal capirle, io...Spero di arrivarci a breve, una buona volta...E' che sono abbastanza sicura che dio, un dio noumeno, sia parte inscindibile del sesso (e il signor Papa se la può suonare e se la può cantare finché vuole), sublimazione fisica e metafisica dell'amore...(che se l'autista dell'autobus avesse saputo che stavo snocciolando simili considerazioni magari si incazzava meno per la mia imprudenza), ma sono anche abbastanza sicura che è una consapevolezza che ci hanno succhiato via e forse in molti non riusciremo più a recuperarla. O forse no... Forse no.

Quell'amore in realtà ha una forma che appartiene a lei; è il suo suono, il suo canto, la sua conchiglia. L'eco di un rimpianto antico che la ingoia e poi la sputa. E lei lo ingoia e poi lo sputa. Lo sputa con violenza.
Violenza profonda dentro. Violenza sfacciata fuori.
Il suicidio è sempre solitario;
l'assassino è un joker con le mani sporche.
The Truth the Dead Know


Le Bachianas Brasileiras per la chitarra spagnola di Villa Lobos, il suo "magic tune".



Per mesi la mia mano è stata sigillata
in una scatola di latta.
(...)
Era grassa, molle, in certi punti cieca.
Assolutamente vulnerabile.
E tutto questo è metafora.
Una mano qualunque - solamente agognante
qualcosa da toccare
e che la tocchi.
(...)
Poi tutto questo divenne storia.
La tua mano trovò la mia.
(...)
le dita son ricostruite.
Danzano con le tue.
(...)

(da Il tocco)



 
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