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TERNI: sospesa licenza ad una discoteca dopo una maxi rissa scoppiata davanti al locale

Post n°74 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

Dopo i fatti avvenuti nel fine settimana scorso, una maxi rissa scoppiata davanti ad una discoteca di Borgo Bovio, il Questore di terni ha emesso il provvedimento di sospendere la licenza per 12 giorni.

La misura è stata emessa in base all’articolo 100 del TULPS, il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, ed è stata notificata oggi ai gestori del locale.

Il provvedimento è stato preso per ragioni di ordine e sicurezza, dopo che erano state arrestate due persone e due denunciate.

 

Numerosi anche gli esposti arrivati in questura da parte dei residenti della zona che hanno segnalato la presenza, soprattutto nelle ore notturne, di persone ubriache e moleste, sia italiani che stranieri, che bivaccano sui marciapiede, urinando e prendendosi a botte.

 
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NARNI: orari più ampi per la biblioteca comunale

Post n°73 pubblicato il 04 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

Cambiano gli orari della biblioteca comunale “Giovanni Eroli”, luogo della “Cultura” per antonomasia, amplia gli orari di apertura, per accogliere il   pubblico culturale e turistico.

La nuova immagine che l’Amministrazione Comunale vuole dare del centro storico e non solo passa per forza di cose nell’ampliamento delle ore di apertura al pubblico della biblioteca comunale.

Dopo i più che positivi risultati raggiunti, che hanno visto moltiplicarsi gli utenti ed i prestiti, l’assessorato alla Cultura e al Turismo, di concerto e con la collaborazione degli uffici comunali, ha deciso di ampliare l’orario di apertura al pubblico della biblioteca comunale, per dare la possibilità ai narnesi, agli studiosi e ai numerosi studenti universitari, e non solo, di poter avere un luogo dove studiare ed effettuare le proprie ricerche. In un periodo di crisi che invece farebbe immaginare una diminuzione dei servizi al cittadino il comune di Narni intende ampliare l’offerta culturale mettendo a disposizione ancora di più la sua importante biblioteca.

Dal lunedì 9 dicembre, tutte le settimane ed almeno per tutto il periodo scolastico, ci saranno altre due aperture pomeridiane, quindi dal lunedì al giovedì la biblioteca sarà accessibile dalle 8,30 alle 13,30 e dalle 15,15 alle 18,15. Il venerdì l’apertura sarà garantita dalle 8,30 alle 13,30.

Ricordiamo che all’interno della struttura, oltre a due postazioni internet gratuite, c’è la possibilità di fare ricerche spaziando fra una miriade di argomenti, soffermarsi a leggere gli ultimi arrivi della narrativa, consultare i quotidiani e i volumi universitari del corso di laurea in Scienze dell’Investigazione, studiare i numerosi testi di storia locale.

 

L’identità di una città e dei suoi cittadini passa, per forza di cose, attraverso la sua storia.

 
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TERNI: il Capitano Stefano Verlengia è il nuovo Comandante del Nucleo Informativo del Comando Provinciale

Post n°72 pubblicato il 03 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

Dal mese di Novembre il Comandante del Nucleo Informativo del Comando Provinciale Carabinieri di Terni è il Capitano Stefano Verlengia.

Il 42enne Ufficiale nativo di Pescara, laureato, sposato e padre di due figli, proveniente come ultima sede di servizio dalla Toscana, ritorna in Umbria dopo una precedente esperienza perugina durata circa vent’anni.

Il Capitano Verlengia ha avuto modo di ampliare la propria esperienza professionale reggendo Comandi in reparti di diversa natura in più regioni italiane.

E’ stato infatti impiegato in reparti sia dell’organizzazione Mobile che Speciale che Territoriale dell’Arma, affrontando problematiche afferenti i servizi di ordine pubblico e controllo del territorio nonché assumendo l’incarico di responsabile dei servizi di polizia giudiziaria volti al contrasto della criminalità comune ed organizzata.

Dal 1996, prima dell’arrivo a Terni, ha ricoperto vari incarichi, Comandante di Plotone di Compagnia Meccanizzata presso il 5° Battaglione Carabinieri “Emilia Romagna” di Bologna; Comandante del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Perugia; Ufficiale Addetto al R.O.S. - Sezione Anticrimine di Reggio Calabria; Comandante della Compagnia Carabinieri di Fano (PU); Comandante del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Prato.

Il Capitano Verlengia, che nella sua nuova veste di Comandante del Nucleo Informativo si occuperà della gestione del settore informativo dell’Arma a livello provinciale, degli accertamenti e verifiche inerenti il settore eversivo e terroristico nonché del monitoraggio delle problematiche economiche e sociali del territorio, è stato anche incaricato dal Comandante Provinciale di gestire i rapporti con la stampa.

Nel 2012 gli è stata conferita l’Onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Auguriamo al nuovo Capitano un in bocca al lupo e un buon lavoro.

 
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TERNI: presentato il calendario storico dell'arma 2015

Post n°71 pubblicato il 03 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

pubblichiamo il comunicato stampa del Comando Carabinieri inerente la presentazione del Calendario Storico dell'Arma 2015

Il filo conduttore che lega le tavole del calendario di quest’anno, è costituito dal tema: “Il Carabiniere e la famiglia”. 

Il calendario, attraverso una raccolta di lettere scritte dai Carabinieri ai familiari e di immagini di vita al di fuori del servizio, è dedicato a coloro che condividono in silenzio sacrifici e soddisfazioni dei militari dell’Arma. 

Nella prefazione riportata nella prima tavola del calendario, il Comandante Generale Gallitelli afferma che quella dell’Arma è una grande famiglia. Grande e numerosa. Una famiglia che vede genitori, coniugi, figli, condividere con il loro Carabiniere i sacrifici e le soddisfazioni di una vita certo non facile, ma estremamente bella e pulita, molto spesso vissuta tra le mura della stessa caserma.

“Con questo spirito – continua il Generale Gallitelli - abbiamo voluto leggere la storia dell’Istituzione, andando a scrutare l’aspetto più umano di alcuni Carabinieri. Dai loro manoscritti emerge chiaramente l’amore per la famiglia, cemento della coesione morale della più grande famiglia dell’Arma e alimento costante di quella straordinaria motivazione che ha scritto gloriose pagine di storia.

Quelle madri, quelle mogli e quei figli che hanno ricevuto quelle lettere non hanno solo trepidato per la sorte dei loro cari, ma hanno anche avvertito intimamente l’orgoglio di essere parte viva e pulsante di quella storia.

A quelle famiglie, alle nostre famiglie – conclude il Generale Gallitelli - va il nostro pensiero riconoscente”. 

Sempre nella prima tavola, in contropagina alla prefazione, è riprodotto un particolare dell’opera vincitrice del 1° Premio per la categoria “Pittura” del Concorso Artistico Nazionale indetto in occasione del Bicentenario di fondazione dell’Arma a simboleggiare il tramandarsi delle tradizioni tra le generazioni. 

Nella seconda tavola del calendario si mette in evidenza che il reclutamento dei Carabinieri ha da sempre tenuto conto della provenienza degli arruolandi, in particolare del profilo morale della famiglia di origine. 

La terza tavola è dedicata al racconto della battaglia di Pastrengo fatto dal Capitano Bernardino Morelli di Popolo in una lettera indirizzata alla moglie per comunicarle di essere sopravvissuto.

La battaglia di Pastrengo venne combattuta nel 1848 durante la prima guerra d'indipendenza. In quella circostanza i carabinieri diedero prova di coraggio con la famosa carica fatta da un reparto a cavallo di scorta al Re Carlo Alberto nel momento in cui gli austriaci si erano pericolosamente avvicinati alla postazione occupata dal Sovrano. Gli austriaci vennero respinti e l’episodio contribuì in modo determinante alla vittoria finale nella guerra.

Tra le altre cose che  il Capitano scrive alla moglie vi è anche che, letteralmente, “... la vita di campagna è faticosa ed è ciò che più mi spiace, poiché il pericolo del campo si affronta, ma  il mantenermi tre giorni interi con sola insalata senza aglio e con sola polenta senza sale, senza mai assaggiare pane o carne, è cosa che infastidisce e dimagrisce. È questa la sorte che mi toccò da tre giorni e da tre notti in qua”. 

La quarta tavola è ispirata alla lettera che il Comandante degli Squadroni dei Carabinieri a cavallo che combatterono la battaglia di Pastrengo scrisse alla madre dal fronte della Prima guerra di Indipendenza. In quella lettera, il Maggiore Alessandro Negri di Sanfront – così si chiamava quel Comandante- si rivolge alla madre dandole del lei e dicendole – tra l’altro – con orgoglio: “Il Re è contento dei miei Squadroni”. 

La quinta tavola è dedicata alla gloriosa storia del Capitano Chiaffredo Bergia che debellò numerose bande di briganti nel sud postborbonico e che per questo ricevette un gran numero di Medaglie al Valore Militare e Civile.

A sinistra è riprodotto il “Processo Verbale” relativo all’arresto da parte di Bergia dei componenti della banda Pomponio-D’Alena, la più temibile che terrorizzasse l’Abruzzo nel 1870.

E’ la sua vita privata invece ad essere poco conosciuta, così come la grande forza che egli seppe trarre dall’affetto ricevuto dalla moglie e dai figli, intensamente ricambiato. 

Nella sesta tavola è riprodotta la lettera inviata dal Capitano dei Carabinieri Alfredo Amenduni alla moglie dopo la battaglia di Adua del 1° marzo 1896, alla quale aveva preso parte quale Comandante di una Compagnia di Carabinieri.

Nella battaglia, combattuta durante la guerra di Abissinia tra l’esercito italiano e quello abissino, l’Italia riportò una pesante sconfitta che arrestò per molti anni le ambizioni coloniali sul corno d'Africa.

In questa lettera il Capitano Amenduni racconta del dolore provato nell’aver visto cadere molti dei suoi compagni di battaglia in un cruento combattimento corpo a corpo con le sciabole. 

La settima tavola è dedicata al sacrificio del Carabiniere Orazio Greco, che all’alba del 18 luglio 1915, nell’imminenza della battaglia del Podgora contro gli austriaci durante la Prima guerra mondiale, si portò sotto le linee nemiche per danneggiarne i reticolati. L’operazione riuscì, ma nell’azione il Carabiniere perse la vita.

Nelle sue tasche, al momento in cui furono composte le sue spoglie, venne trovato un biglietto diretto alla madre, sul quale si legge: “... tra poco attaccheremo il forte nemico. Se dovessi cadere non piangete, mandate gli altri fratelli quassù che ve n’è bisogno per la Patria”. 

Nell’ottava tavola, che è quella centrale, è descritta l’attenzione con cui veniva considerato il matrimonio di un Carabiniere nei primi anni dell’800.

Il Regolamento generale dell’epoca infatti recitava letteralmente: “Non è dubbio adunque che lo stato coniugale non si confà con quello di un militare, e specialmente d’un Carabiniere”.

E poi ancora: “... queste gravi considerazioni devono essere ben ponderate prima di determinarsi ad eleggere lo stato coniugale”. Queste gravi considerazioni erano la “... difficile convivenza delle famiglie nelle Stazioni, il maggiore incentivo a contrarre debiti, gli stretti doveri d’educazione, ed infine l’esistenza precaria”. Venivano poi elencate le necessarie autorizzazioni superiori e le condizioni indispensabili: “... le domande devono essere appoggiate a pezze legali constatanti che la prescelta appartenga ad onesta e decente famiglia, che sia d’ottimi costumi, e che possa disporre d’una dote di 5.000 lire”. Col tempo queste “precauzioni” sono state quasi del tutto stemperate, ma è rimasta invariata l’attenzione sulla necessità che il profilo morale del Carabiniere trovasse completezza anche nella sana ed esemplare vita famigliare. 

La nona tavola affronta l’argomento della Caserma.

Nel Galateo del Carabiniere, edito nel 1879 dal Capitano Gian Carlo Grossardi è scritto testualmente: “La caserma pel Carabiniere è la propria casa, è il luogo suo di residenza, ove deve passare i propri giorni e compiervi i suoi doveri”.

Passando a trattare della presenza nelle Stazioni dei militari sposati, l’autore afferma che: “... la famiglia di un militare che si rispetti deve usare della massima riservatezza, ed imponendo anche a sé stessa dei sacrifici”. L’essere i famigliari di un militare dell’Arma assegna anche ai familiari un ruolo gravoso: la condivisione dei valori e dei sacrifici propri del Carabiniere. 

La decima tavola parla del leggendario Carabiniere Lussorio Cau, divenuto famoso per le operazioni compiute nel contrastare il brigantaggio sardo alla fine dell’800.

L’impresa più memorabile è quella passata alla storia come la “Battaglia di Morgogliai”: un conflitto a fuoco, di non comuni proporzioni per il tempo, che vide contrapposti i Carabinieri a numerosi briganti. 

L’undicesima tavola è dedicata al Carabiniere Vittoriano Cimarrusti che nel 1935, allo scoppio del conflitto italo-etiopico, chiese di far parte di un Reparto di Carabinieri inviato a combattere in Somalia.

Dopo poco tempo che si trovava lì cadde eroicamente a soli 24 anni nel corso di un aspro combattimento e fu decorato di Medaglia d’oro al V.M. perché, nonostante ferito gravemente ad un braccio, rifiutò il ricovero nell’ospedale da campo e tornò sul luogo del combattimento dove fu ferito una seconda volta e – non più in grado di imbracciare l’arma - proseguì l’impari lotta con le bombe a mano prima di morire crivellato di colpi.

In occasione dello scoprimento di una lapide in suo onore, l’anziana madre del Caduto si rivolse al Comandante Generale dell’Arma dell’epoca dicendogli: “Signor Generale, sono fiera di aver dato alla Patria un brandello di me stessa, mio figlio Vittoriano. Non chiedo altro a Vostra Eccellenza che un’unica grazia: quella di poter rivedere le spoglie mortali del mio Vittoriano”.

Nella parte alta della tavola è riprodotta l’ultima lettera scritta da Vittoriano Cimmarrusti alla madre, due giorni prima di cadere in combattimento.

 

Nella dodicesima tavola si parla del V.B. Salvo D’Acquisto, che – come noto- morì fucilato dai nazisti per essersi incolpato di un attentato non commesso allo scopo di salvare la vita ad un gruppo di persone che erano state rastrellate per essere passate per le armi per rappresaglia.

Sullo stato di servizio di Salvo D’Acquisto, riprodotto sulla tavola, si legge “professione (prima dell’arruolamento): seminarista”.

Educato in un istituto salesiano, forse nella prospettiva della carriera sacerdotale, a 19 anni Salvo D’Acquisto si arruola nell’Arma dei Carabinieri, certo di trovarvi le condizioni per realizzare gli ideali che lo avevano orientato nella sua giovanile formazione religiosa.

Da un istituto dalla severità proverbiale transitò a un altro non meno significativo per la rigidità formativa: la Scuola Sottufficiali dell’Arma. Di lui si conosce poco, perchè poco è vissuto. Di lui nulla è stato raccontato, perchè nulla ebbe occasione di fare, tranne che amare i genitori, la madre in particolare, e i valori della famiglia, nel cui segno improntò i pochi anni vissuti. 

La tredicesima tavola è dedicata al Maresciallo Francesco Pepicelli, che aveva 37 anni quando scrisse il testamento, di cui nella tavola vengono riprodotte alcune pagine, forse consapevole della sorte che gli sarebbe toccata di li a poco.

Dopo l’8 settembre 1943 egli svolse un ruolo attivo nella Guerra di Liberazione, combattendo con la formazione militare clandestina dei Carabinieri. Viene  arrestato dalle “SS” il 18 marzo 1944 e condotto alla prigione di via Tasso, dove subisce torture di ogni sorta.

Il 24 marzo 1944 perde la vita nell’eccidio delle Fosse Ardeatine.

Questo è il messaggio che dedica alla moglie poco prima di morire: “Olga mia, quando leggerai queste mie parole, scritte forse tanti anni fà o solo da pochi, il mio corpo è immoto, la mia vita è spenta...”. Un terrificante presagio, serenamente e lucidamente accettato. 

Nella quattordicesima tavola è riprodotta la lettera inviata dal carcere di Regina Coeli al padre dal Tenente dei Carabinieri Romeo Rodrigues-Pereira, nell’inverno 1943-44.

L’Ufficiale era stato arrestato dai tedeschi a seguito di una delazione che lo indicava appartenere al Fronte Clandestino di Resistenza dei Carabinieri. Le sevizie cui viene sottoposto non scuotono in lui la fierezza, lo stoicismo e l’amore per la Patria, nè valgono a fargli rivelare i piani dell’organizzazione ed i nomi dei partecipanti. Né vale a farlo cedere l’arresto della sua compagna, la fedele Marcella, sposata tre anni prima.

Il Tenente Rodrigues-Pereira venne ucciso alle Fosse Ardeatine unitamente ad altri 11 commilitoni, tutti del Fronte Clandestino.

A sinistra della tavola è riprodotta la grande opera di Renato Guttuso dedicata all’eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui vennero massacrati 335 tra civili e militari italiani.

La quindicesima ed ultima tavola del calendario è dedicata alla Signora Santuccia Beni, che, tra figli, nipoti, pronipoti e cugini, ha avuto 12 familiari nell’Arma. Uno dei figli della donna, l’Appuntato Giuseppe Beni, in missione di scorta ad un convoglio nel Mediterraneo durante la Seconda Guerra Mondiale, scrisse un diario annotandovi, tra l’altro, pensieri diretti alla madre e agli altri fratelli in armi. Il 18 maggio 1977, a Porto San Giorgio (FM), anche la famiglia Beni ha pagato il suo tributo di sangue alla Patria, l’Appuntato M.O.V.M. “alla Memoria” Alfredo Beni cadde in un conflitto a fuoco con dei malviventi.  

 
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TERNI: svolta questa mattina la cerimonia di premiazione degli studenti del concorso artistico per i 200 anni dell’Arma

Post n°70 pubblicato il 03 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

Questa mattina presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Terni, si è tenuta la cerimonia di consegna degli attestati di partecipazione e merito agli studenti ternani che hanno preso parte, con le loro creazioni, al “Concorso Artistico per il Bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri”.

Il Comandante Provinciale, Col. Pier Luigi Felli, ha consegnato a nome dell’Istituto al Dirigente Scolastico del Liceo Artistico e Classico “O. Metelli” di Terni, Dott.ssa Maria Rita Chiassai, ed ai 12 studenti concorrenti, accompagnati dal professore Ennio Montariello, gli attestati di partecipazione al concorso. Le opere pittoriche e grafiche dei giovani ternani, due delle quali sono state anche giudicate fra le migliori a livello regionale ricevendo un ulteriore attestato di merito, oltre a farsi apprezzare per originalità e tecnica realizzativa, hanno inquadrato appieno le finalità del concorso: esprimere in base alla propria creatività, sensibilità e competenze, la personale riflessione culturale sul ruolo e sui valori dei quali l’Arma dei Carabinieri, da oltre 200 anni di storia, è custode.

Gli alunni che hanno ricevuto il prestigioso attestato sono:

Emma Bassetti, Chiara Battarelli, Benedetta Caponi, Imma Casamento, Valentina Giammarchi, Francesco Mencarelli, Clara Pantellini, Laura Patrocchi, Sara Squarcia, Federica Stufara ed infine Margaryta Skudna e Elena Starna, che sono le due studentesse che hanno ricevuto anche l’attestato di merito.

Il concorso artistico nazionale, dal tema “L’Arma dei Carabinieri: duecento anni di Storia. I valori senza tempo da preservare…ieri…oggi,…sempre.”, è stato bandito per l’Anno Scolastico 2013-2014, in occasione delle celebrazioni per il Bicentenario di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri, di concerto tra l’Arma, il Ministero dell’Istruzione e quello dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, ed era rivolto a tutti gli studenti degli ultimi due anni dei Licei Artistici e degli Istituti d’Arte che potevano concorrere presentando opere pittoriche, plastiche, grafiche, multimediali e di progettazioni di design. 

 

Discorso del Comandante Provinciale

 

“Volevo innanzitutto ringraziarvi della vostra presenza e porgervi il mio più caloroso saluto ed il benvenuto presso la nostra caserma dove ha sede il Comando Provinciale di Terni.

Da questo Comando, che può considerarsi alla stregua di un Centro direzionale, dipendono tutti i Reparti dei Carabinieri dislocati nelle varie località della Provincia che sono in totale 31, dove fanno servizio in totale circa 400 Carabinieri.

Come vedete i Carabinieri garantiscono una presenza capillare sul territorio, sia nei centri più grandi come Terni, Amelia, Orvieto e Narni, sia nei più piccoli paesi della provincia.

La ragione di questa capillarità sta nell’esigenza di garantire un servizio che sia il più possibile prossimo a tutti i cittadini: tra i compiti dei Carabinieri infatti non vi è solo quello di combattere la criminalità, ma anche quello di fornire ausilio ai cittadini per la risoluzione dei loro problemi di convivenza civile.

Il concorso a cui la vostra scuola ha partecipato è stato indetto in occasione delle celebrazioni per il Bicentenario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri, che ricorre proprio quest’anno.

I Carabinieri hanno sempre riservato una grande attenzione al mondo della scuola ed è un’attenzione che va al di là dell’attività che svolgiamo per prevenire i reati che vengono commessi ai danni degli studenti come quelli legati al fenomeno del bullismo ed allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’attenzione che riserviamo al mondo della scuola ha radici più profonde e riguarda la formazione delle più giovani generazioni alla cultura della legalità ed alla trasmissione dei valori fondanti della società civile, valori a cui si ispira quotidianamente l’Arma dei Carabinieri nello svolgimento dei suoi compiti d’istituto: e mi riferisco alla fedeltà alle Istituzioni, al rispetto della legge, al sacrificio, all’attenzione verso il prossimo e  alla solidarietà. Ma ce ne sono tanti altri.

Siamo fermamente convinti che questa opera di formazione e di sensibilizzazione debba necessariamente partire dalla scuola, dai giovani che un domani, diventando adulti saranno chiamati a decidere le sorti del nostro Paese e a diventare protagonisti della società.

E non a caso il tema del concorso a cui avete partecipato aveva per tema: l’Arma dei Carabinieri. Duecento anni di storia. I valori senza tempo da preservare…ieri…oggi…sempre.

Vi ringrazio quindi della vostra partecipazione a questo concorso.

 

E per rendere tangibile questa gratitudine vogliamo oggi procedere alla consegna degli attestati di partecipazione al concorso per tutti coloro che vi hanno preso parte e due attestati di merito ad altrettanti studenti che hanno superato le selezioni regionali ”. 

 
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PERUGIA: Raffaele Nevi sul rapporto della qualità della vita della nostra Regione e il dimensionamento scolastico

Post n°69 pubblicato il 03 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

pubblichiamo comunicati stmpa inviati dal presidente del grppo Forza Italia Regione Umbria 

La notizia, contenuta nel rapporto qualità della vita pubblicato su “Il Sole 24 ore”, che la Provincia di Terni perde 23 posizioni rispetto all'anno passato collocandosi al 62° posto in Italia è più di un campanello d'allarme che suona come un vero e proprio fallimento della classe dirigente locale e che non può e non deve passare sotto silenzio. A ben guardare le performance peggiori sono quelle relative all'ordine pubblico, dove si tratta di un vero e proprio tonfo con 42 posizioni perse rispetto al 2013, ai “servizi ambiente e salute”, dove Terni ha perso 27 posizioni trasportata in basso dall'indice Ecosistema urbano dove passa dal 28° al 42° posto in classifica. Solo il dato sul tasso migratorio è molto positivo con Terni che scala di 21 posizioni rispetto all'anno precedente ma non è detto che l'analisi della qualità di questo dato porti a conclusioni positive. Ma i dati forse più preoccupanti a mio avviso sono quelli relativi al tenore di vita dove Perugia ha recuperato 20 posizioni mentre Terni ne ha perse ancora 5 rispetto al 2013 collocandosi al 65° posto, tra le peggiori città italiane. Non meglio emerge dall'analisi il dato relativo ad “Affari e lavoro” in cui perde 15 posizioni rispetto al 2013. Da questo quadro emerge che c'è una questione dell'Umbria meridionale che deve essere affrontata mettendo in campo politiche diverse da quelle propugnate da chi Governa. Terni sta morendo e bisogna cambiare. Innanzitutto l'approccio culturale, e creare insieme alle forze vive della Città un nuovo inizio che non può che passare per un grande piano di ristrutturazione della Pubblica Amministrazione e di stimolo alle iniziativa privata. Terni deve diventare un luogo più attrattivo per chi vuole fare impresa e le istituzioni e la politica devono smettere di pensare che il futuro di Terni possa essere rappresentato solamente dal suo glorioso passato nell'industria “pesante”.

Occorre rendere più gradevole e viva la Città come si fece ai tempi di Ciaurro, investire sui talenti, sul merito, sulle competenze e sulle eccellenze che pure ci sono. Il problema principale è che siamo ricaduti nel grigiore e nella depressione culturale che ha caratterizzato Terni negli anni '70. Noi siamo disponibili a lavorare per questo ma siamo anche convinti che la politica non basta. Serve un sussulto anche degli attori economici e sociali. A cominciare da chi ha responsabilità di guidare enti, associazioni, fondazioni.

 

piano dimensionamento scolastico

Leggo con sempre maggior stupore che nonostante le critiche e le perplessità sollevate da insegnanti e genitori e, da ultimo anche da alcuni consiglieri del PD, la delibera di Giunta relativa al piano di dimensionamento scolastico elaborata dall'Assessore Riccardi sta proseguendo il suo iter e arriverà in Regione per il pronunciamento finale. 

 

Annuncio pertanto, a nome del Gruppo Consiliare di Forza Italia, che su questo tema faremo una battaglia durissima per scongiurare una riorganizzazione che sta suscitando malumori e aspre critiche.

 
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CALVI DELL’UMBRIA: la nuova piazza di Santa Maria Maddalena sarà intitolata a San Giovanni Bosco

Post n°68 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

La giunta comunale di Calvi dell’Umbria ha deliberato l’intitolazione della nuova piazza della frazione di Santa Maria Maddalena alla memoria di San Giovanni Bosco.

La decisione accoglie la petizione inviata dai residenti della zona con la quale si fa richiesta dell’intitolazione motivandola con l’importanza della figura del sacerdote molto legato alla frazione. Nella petizione si fa menzione della presenza di San Giovanni Bosco nella sua residenza estiva di Santa Maria Maddalena dove sollecitò e seguì personalmente i lavori di costruzione della chiesa del Sacro Cuore che si affaccia proprio sulla nuova piazza e che fu inaugurata il 27 aprile del 1882.

 

 Nella lettera si ricorda inoltre la visita del presule nel 1880 quando soggiornò diversi giorni nel locale seminario incontrando i giovani seminaristi e la cittadinanza. A memoria di questi fatti ogni anno il 31 gennaio la comunità religiosa locale celebra una santa messa. 

 
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SANGEMINI: Comune e Università di Roma La Sapienza progettano centro storico

Post n°67 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

Ripensare, qualificare e valorizzare il centro storico, partendo dalle esigenze di chi ci vive. E’ questo l’obiettivo che si pone il progetto “Studi e proposte per il centro storico-artistico del comune di San Gemini ed individuazione delle relazioni con il paesaggio storico circostante”, promosso dall’amministrazione comunale e dal gruppo di studio dell’Università La Sapienza di Roma che hanno dato vita ad un laboratorio aperto partito il 1 dicembre e che durerà fino al 6 all’ex convento di Santa Maria Maddalena. Il Laboratorio invita la cittadinanza a prendere consapevolezza del valore del centro storico di San Gemini, sia per la qualità architettonica che per la sua funzione di luogo d’incontro e di relazioni attraverso un percorso sperimentale di partecipazione. Il progetto richiede il coinvolgimento dell’intera cittadinanza chiamata ad interagire con i progettisti, convinti che la conoscenza locale rappresenti un valore aggiunto nella costruzione del progetto di riqualificazione di un luogo, indispensabile sia per individuare i problemi sia per definire le priorità d’intervento. L’intento che ci si propone è di raggiungere non solo i gruppi di cittadini più informati ed organizzati, ma anche gli abitanti che normalmente sfuggono alle consultazioni pubbliche - dai bambini, ai giovani, agli anziani, alle famiglie, ed alle persone che occasionalmente frequentano il centro storico. “La valorizzazione del centro storico – afferma il sindaco Leonardo Grimani - rientra tra gli obiettivi prioritari che l’amministrazione comunale sta portando avanti insieme ad un programma più ampio di revisione dello strumento urbanistico vigente e di realizzazione di programmi strategici intercomunali”.

 
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NARNI: approvato il Piano Locale Giovani

Post n°66 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
Foto di umbriaonline2014

Dopo un anno di intenso lavoro preparatorio, è stato approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Narni il Piano Locale Giovani.

Si tratta di uno strumento di pianificazione strategica rivolto alle giovani generazioni e costruito secondo un approccio multidisciplinare, che affronta le politiche giovanili da diversi punti di vista: formativo e  di sostegno all’inserimento lavorativo, culturale e di valorizzazione della creatività, di accesso al credito per l’autonomia abitativa, educativo per favorire una mentalità aperta e cosmopolita.

Il tratto distintivo del Piano è il coinvolgimento di tutti i soggetti che a vario titolo si possono ritenere responsabili – più o meno direttamente - dello sviluppo delle politiche giovanili. Sin dalla fase di progettazione e stesura, l’Assessorato ha sviluppato un articolato lavoro di indagine sul territorio con l’obiettivo di costruire un percorso di partecipazione attiva di tutte le parti sociali nella definizione delle scelte in materia di politiche giovanili. Così la Conferenza Partecipativa del 28 febbraio scorso è stato il primo atto attraverso cui istituzioni, associazioni, imprenditori hanno attivato un primo dialogo e confronto con i giovani. I risultati di quella giornata sono stati riassunti in un documento discusso in successivi incontri pubblici, fino ad una stesura definitiva del Piano elaborata da un gruppo di ragazzi selezionati con un bando.

Questo strumento consentirà al Comune di Narni anche di poter partecipare ad importanti bandi europei, dal momento che l’Europa tende sempre più a premiare progetti inquadrati dentro la logica della pianificazione strategica” – afferma l’assessore alle politiche giovanili Morelli -  “non è assolutamente semplice in questo momento di precarietà sociale ed economica coinvolgere i giovani in progetto che tenti di dare loro fiducia e speranza, ma rimane comunque un dovere istituzionale sforzarsi al massimo e con ogni strumento per creare occasioni di miglioramento della propria condizione personale”.

 


 
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TERNI: i vigili del fuoco festeggiano Santa Barbara

Post n°65 pubblicato il 02 Dicembre 2014 da umbriaonline2014
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Come avviene tutti gli anni, il 4 Dicembre, i Vigili del Fuoco festeggeranno la loro Santa Patrona, con celebrazioni religiose e saggi professionali, nelle tre sedi di servizio del Comando Provinciale: Terni via Proietti Divi, Orvieto e Amelia,.

A Terni, il Comandante Provinciale, Dott. Ing. Paolo Mariantoni, accoglierà le più alte cariche istituzionali della Città quali il Prefetto, il Sindaco, il Presidente della Provincia e tutti i rappresentanti Militari e Civili della Provincia.

La giornata di festa inizierà molto presto per i Vigili del Fuoco di Terni, al mattino con il picchetto d’onore con il doveroso omaggio al monumento a Stefano Picerno, Vigile del Fuoco Ternano ucciso 21 anni fa a Milano, vittima di un vile attentato, poi l’alzabandiera e la preghiera del Vigile del Fuoco recitata tutti insieme.

Le celebrazioni seguiranno con la partenza della staffetta podistica per le vie della città sino a raggiungere l’edicola dedicata a S. Barbara posta sulla sommità della salita che porta a Marmore dove, i vigili del fuoco, deporranno come tradizione un mazzo di fiori.

Alle ore 10.00 inizierà la cerimonia religiosa, officiata da S.E. il Vescovo di Terni Giuseppe Piemontese.

Al termine della S .Messa, Il Comandante Provinciale, terrà un breve discorso dove illustrerà il lavoro svolto dal personale del Comando di Terni.

A seguire si svolgerà il tradizionale saggio ginnico-professionale. 

Nel 2014 i vigili del fuoco di Terni sono stati impegnati su oltre 4000 interventi per soccorso tecnico urgente di cui, oltre 600 per incendi e più di 130 per incidenti stradali, ed i restanti suddivisi tra altre tipologie di intervento tra le quali: crolli, verifiche di stabilità, soccorsi a persona, recupero e salvataggio animali, vigilanze presso locali di pubblico spettacolo, apertura porta e ricerca a persona.

Particolare impegno è stato dedicato agli interventi per disinfestazione di calabroni, grazie ad una specifica convenzione stipulata con la Regione Umbria, le cui richieste d’intervento quest’anno sono state circa 350.

 

Infine molto attiva è stata anche l’attività amministrativa svolta dal Comando per l’espletamento delle pratiche di prevenzione incendi, con più di 1400 pratiche evase, e per la formazione degli addetti antincendio del personale dipendente di enti pubblici e ditte private.

 
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