Amref Italia migliora l’allocazione delle risorse Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 7 Aprile 2008Una donna africana percorre in media sei chilometri al giorno per trovare l’acqua per la propria famiglia. Nell’Africa sub-sahariana il 61% della popolazione rurale non ha accesso all’acqua pulita, la cui mancanza è causa dell’80% di tutte le malattie del continente. Sono i dati di Amref (African Medical and Research Foundation), la principale organizzazione sanitaria privata presente in Africa Orientale da oltre 50 anni. Fondata per iniziativa di un chirurgo inglese, l’associazione ha il suo quartiere generale a Nairobi e sedi nazionali in 20 Paesi, tra cui l’Italia. Dal 1957 opera anche attraverso i Flying Doctors («dottori volanti»), un team di chirurghi e medici specialistici che raggiungono gli ospedali di una vasta zona dell’Africa e che in media visitano 17mila pazienti l’anno effettuando più di 5.300 interventi. Dall’esame di bilancio di Amref Italia, relativo al periodo ottobre 2006 – settembre 2007, emerge, rispetto all’anno precedente, una lieve crescita dei proventi(+6,2%) che raggiungono una somma pari a 6.873.905 euro. Gli impieghi ammontano invece a 6.749.256 euro: il 70%, oltre 4,7 milioni di euro, è dedicato all’attività di missione.Gli oneri di promozione incidono per l’8,6% (570mila euro) e quelli di gestione per il 21,3% (1,4 milioni di euro).Sia i costi di promozione che quelli di gestione incidono in maniera leggermente superiore rispetto all’anno precedente, quando rappresentavano rispettivamente il 5,9% e il 18,9% delle uscite. Migliora invece l’allocazione delle risorse, dato che si registra un avanzo di 88mila euro, mentre era di oltre 300mila euro nel periodo ottobre 2005-settembre 2006.Il bilancio, sottoposto a revisione esterna, è disponibile online – sul sito www.amref.it – insieme con informazioni su tutte le iniziativa sostenute.Amref gestisce in tutto 140 progetti di sviluppo sanitario e impiega oltre 700 persone, per il 97% africani. Per quanto riguarda Amref Italia, è attualment impegnata in un progetto il cui obiettivo è raccogliere 100mila euro contro l’emergenza collegata alla mancanza di acqua pulita. Se l’iniziativa avrà successo, i beneficiari saranno oltre un milione di persone che vivono in Kenya, dove il problema principale è la siccità, in Tanzania, minacciata soprattutto dalla contaminazione delle acque, e in Nord Uganda dove ogni persona ha a disposizione meno di cinque litri di acqua al giorno (mentre il fabbisogno minimo sarebbe di 50 litri).L’organizzazione è da tempo impegnata anche nella lotta alla malaria, la malattia parassitaria che provoca circa 1,5 milioni di morti all’anno. Ogni 30 secondi un bambino muore di malaria e circa l’80% dei casi si registra in Africa; nel continente la malattia costa circa 12 miliardi di perdite in termini di Prodotto Interno Lordo. In Tanzania, per esempio, il 76% dele piccole vittime della malaria (bambini sotto i cinque anni) muore a casa e questo è dovuto sostanzialmente a re fattori: lontananza dagli ospedali, la scarsità di medicinali, mancanza di educazione sul tema.Nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con l’Unicef (Fondo per l’Infanzia delle Nazioni Unite), l’Undp (Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite) e la Banca Mondiale, ha fissato per il 2010 l’obiettivo di dimezzare il numero di morti e di malati e ha istituito la Giornata Mondiale della Malaria, che si celebra da allora il 25 aprile di ogni anno.Amref continua inoltre a operare in Kenya, nazione ancora paralizzata dopo la crisi seguita alle elezioni dello scorso dicembre. Nel Paese l’organizzazione sostiene 38 progetti che interessano quasi tre milioni di persone, il 10% della popolazione.
Post N° 114
Amref Italia migliora l’allocazione delle risorse Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 7 Aprile 2008Una donna africana percorre in media sei chilometri al giorno per trovare l’acqua per la propria famiglia. Nell’Africa sub-sahariana il 61% della popolazione rurale non ha accesso all’acqua pulita, la cui mancanza è causa dell’80% di tutte le malattie del continente. Sono i dati di Amref (African Medical and Research Foundation), la principale organizzazione sanitaria privata presente in Africa Orientale da oltre 50 anni. Fondata per iniziativa di un chirurgo inglese, l’associazione ha il suo quartiere generale a Nairobi e sedi nazionali in 20 Paesi, tra cui l’Italia. Dal 1957 opera anche attraverso i Flying Doctors («dottori volanti»), un team di chirurghi e medici specialistici che raggiungono gli ospedali di una vasta zona dell’Africa e che in media visitano 17mila pazienti l’anno effettuando più di 5.300 interventi. Dall’esame di bilancio di Amref Italia, relativo al periodo ottobre 2006 – settembre 2007, emerge, rispetto all’anno precedente, una lieve crescita dei proventi(+6,2%) che raggiungono una somma pari a 6.873.905 euro. Gli impieghi ammontano invece a 6.749.256 euro: il 70%, oltre 4,7 milioni di euro, è dedicato all’attività di missione.Gli oneri di promozione incidono per l’8,6% (570mila euro) e quelli di gestione per il 21,3% (1,4 milioni di euro).Sia i costi di promozione che quelli di gestione incidono in maniera leggermente superiore rispetto all’anno precedente, quando rappresentavano rispettivamente il 5,9% e il 18,9% delle uscite. Migliora invece l’allocazione delle risorse, dato che si registra un avanzo di 88mila euro, mentre era di oltre 300mila euro nel periodo ottobre 2005-settembre 2006.Il bilancio, sottoposto a revisione esterna, è disponibile online – sul sito www.amref.it – insieme con informazioni su tutte le iniziativa sostenute.Amref gestisce in tutto 140 progetti di sviluppo sanitario e impiega oltre 700 persone, per il 97% africani. Per quanto riguarda Amref Italia, è attualment impegnata in un progetto il cui obiettivo è raccogliere 100mila euro contro l’emergenza collegata alla mancanza di acqua pulita. Se l’iniziativa avrà successo, i beneficiari saranno oltre un milione di persone che vivono in Kenya, dove il problema principale è la siccità, in Tanzania, minacciata soprattutto dalla contaminazione delle acque, e in Nord Uganda dove ogni persona ha a disposizione meno di cinque litri di acqua al giorno (mentre il fabbisogno minimo sarebbe di 50 litri).L’organizzazione è da tempo impegnata anche nella lotta alla malaria, la malattia parassitaria che provoca circa 1,5 milioni di morti all’anno. Ogni 30 secondi un bambino muore di malaria e circa l’80% dei casi si registra in Africa; nel continente la malattia costa circa 12 miliardi di perdite in termini di Prodotto Interno Lordo. In Tanzania, per esempio, il 76% dele piccole vittime della malaria (bambini sotto i cinque anni) muore a casa e questo è dovuto sostanzialmente a re fattori: lontananza dagli ospedali, la scarsità di medicinali, mancanza di educazione sul tema.Nel 2000 l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in collaborazione con l’Unicef (Fondo per l’Infanzia delle Nazioni Unite), l’Undp (Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite) e la Banca Mondiale, ha fissato per il 2010 l’obiettivo di dimezzare il numero di morti e di malati e ha istituito la Giornata Mondiale della Malaria, che si celebra da allora il 25 aprile di ogni anno.Amref continua inoltre a operare in Kenya, nazione ancora paralizzata dopo la crisi seguita alle elezioni dello scorso dicembre. Nel Paese l’organizzazione sostiene 38 progetti che interessano quasi tre milioni di persone, il 10% della popolazione.