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Care&Share destina il 90% all’attività istituzionale


Articolo pubblicato su Il Sole 24 Ore del 23 giugno 2008Dodici euro al giorno è la cifra necessaria per garantire a oltre 200 bambini del ghetto di Rajarajeswari - a Vijayawada, in India - la quantità sufficiente di latte per crescere sani. Il programma Latte è uno dei tanti che l’organizzazione non governativa Care & Share ha avviato negli slum a sostegno dei bambini più poveri e bisognosi.L’associazione che opera in una zona dell’Indi9a, si finanzia principalmente attraverso la formula dell’adozione a distanza, con la quale sostiene circa 4mila piccoli. Tra questi ci sono anche 700 bambini di strada per i quali Care&Share ha costruito un piccolo villaggio con un ospedale e una scuola. Inoltre il sodalizio porta assistenza ai minori in prigione e interviene negli slum per garantire cure mediche e un aiuto per l’inserimento sociale di bambini e adolescenti in difficoltà.Dall’esame di bilancio, relativo al 2007, emergono proventi pari a circa 2,4 milioni di euro, di cui il 57% da adozioni a distanza. Il 37%, circa 890mila euro, è vincolato a progetti speciali, quali la costruzione di strutture per bambini sieropositivi oppure orfani a causa dell’Aids, o la casa rifugio dove i ragazzi di strada possono passare la notte. Il 5,7% delle entrate, circa 140mila euro, è invece dedicato ai cosiddetti progetti individuali, tra i quali rientrano l’acquisto di biciclette o l’apertura di libretti di risparmio a beneficio dei bambini adottati a distanza, cui viene garantito un aiuto di lungo periodo che, per le ragazze, può diventare la dote in vista del matrimonio.Il 91,2% delle uscite, poco meno di 2,2 milioni di euro, è dedicato all’attività istituzionale, mentre i costi di promozione incidono per l’1,2%, circa 30mila euro, e quelli di gestione per il 7% (168mila euro).Il bilancio è disponibile online, sul sito www.careshare.org, insieme con una relazione in cui si analizzano le attività svolte nel corso dell’anno.Tra queste figura anche il sostengo a portatori di handicap attraverso la fornitura di sedie a rotelle o la fabbricazione in un apposito laboratorio di grucce, tutori ed arti artificiali.Care & Share pubblica a questo proposito sul Web i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, secondo i quali il 10% della popolazione indiana potrebbe essere portatore di handicap fisico o mentale, una cifra superiore alla media dovuta al fatto che, per tradizione e per ragioni economiche connesse alla dote, il numero di matrimoni tra consanguinei è molto elevato.Negli slum, oltre al programma Latte, è attivo il progetto Libro, che prevede il gemellaggio tra scuole italiane e indiane. Inoltre, grazie all’acquisto di un’ambulanza che funge da clinica mobile, viene garantita la somministrazione dei vaccini contro polio, tifo, epatite B ed è possibile effettuare il test per l’HIV.Attraverso l’ambulanza si offre inoltre assistenza odontoiatrica a più di mille bambini e, per il prossimo futuro, l’obiettivo è quello di avviare un programma per somministrare medicine retrovirali alle donne in gravidanza che risultano essere sieropositive.Oltre a garantire cibo, medicine e scuola ai bambini l’intervento nei ghetti si è ampliato nel corso degli anni a un più generale sostegno alle famiglie.I ghetti – dove il tasso di analfabetismo è pari al 98% - sono infatti abitati da persone che, nella maggior parte dei casi, hanno abbandonato la campagna con scarse possibilità di trovare un lavoro in città. Care & Share interviene con l’acquisto di risciò, i tradizionali carretti locali per il trasporto di persone, grazie ai quali gli uomini possono guadagnare dalle 50 alle 75 rupie al giorno. Il contributo richiesto ai donatori per ogni carretto è di 185 euro. Per le donne vengono invece acquistate macchine da cucire e alle più giovani viene assicurata la formazione con corsi di sartoria e confezionamento.