I chiodi vuoti, incerti appesi al muro sono come spine nel cuore, le pareti bianche, come un quaderno non scritto e la luce diabolicamente alta definisce troppo freddamente la desolazione di quello che fu la linfa vitale dei nostri porgetti,dei nostri sogni... il nostro appartamento.Vago confuso, cerco cose da fare, ma per lo piu' sto davanti alla stufa, mi scaldo, le mani, i piedi....il cuore.Gli specchi inesorabilmente mostrano i segni del tempo, il pallore dell'inverno...il vuoto dell'anima.Che difficile andare al lavoro la mattina...In altri tempi sarei partito per nuove avventure, ti avrei cancellato a colpi di scalpello, avrei scavato fino a quando il sangue non fosse stato ancora rosso, denso...vivo. Oggi invece non ce la faccio, il futuro non ha più il segno dell'infinito e il colore di domani ha lo stesso colore di ieri. Arranco cecracndo di non odiarti, o meglio di non odiarmi, ma il silenzio mi assorda e mi riporta alla realtà della mi solitudineNuoto per dimenticare in fretta, per farmi prendere dalla stanchezza il prima possibile, mangio fuori, cammino a caso...penso penso ...pensoDicono che passerà... allora, per sicurezza, lascio la porta aperta.
sabati
I chiodi vuoti, incerti appesi al muro sono come spine nel cuore, le pareti bianche, come un quaderno non scritto e la luce diabolicamente alta definisce troppo freddamente la desolazione di quello che fu la linfa vitale dei nostri porgetti,dei nostri sogni... il nostro appartamento.Vago confuso, cerco cose da fare, ma per lo piu' sto davanti alla stufa, mi scaldo, le mani, i piedi....il cuore.Gli specchi inesorabilmente mostrano i segni del tempo, il pallore dell'inverno...il vuoto dell'anima.Che difficile andare al lavoro la mattina...In altri tempi sarei partito per nuove avventure, ti avrei cancellato a colpi di scalpello, avrei scavato fino a quando il sangue non fosse stato ancora rosso, denso...vivo. Oggi invece non ce la faccio, il futuro non ha più il segno dell'infinito e il colore di domani ha lo stesso colore di ieri. Arranco cecracndo di non odiarti, o meglio di non odiarmi, ma il silenzio mi assorda e mi riporta alla realtà della mi solitudineNuoto per dimenticare in fretta, per farmi prendere dalla stanchezza il prima possibile, mangio fuori, cammino a caso...penso penso ...pensoDicono che passerà... allora, per sicurezza, lascio la porta aperta.