UnPostoCheNonC'è

La vita degli altri


Un gioco che mi piaceva fare da bambina era guardare le luci accese dei palazzi,le finestre,i balconi e scovare qualche piccolo particolare che desse il via alla miafantasia per immaginare la vita che si svolgeva in una di quelle case.Oggi forse èl’unico gioco di quel tempo che ancora mi concedo.Ed è diventato una specie di anti-stress!Non si tratta però di un Grande Fratello versione “casalinga”,perché ioun grande occhio da gettare in quelle case non lo vorrei affatto.Potrebbe essere una gran delusione osservare che quelle luci fanno da sfondo a una donna triste,ad un anziano solo, a un bambino terrorizzato…Io respiro profondamente e immagino sempre un quadretto rilassante,caloroso,tremendamente avvolgente: 2 amanti appassionati,una mamma affaccendata in una torta,un nonno appagato dal suo passato e dal suo presente…E così mi incuriosisco sul colore di una parete,sulle piante dei balconi,sui giocattoli sugli armadi…
Una volta proprio in uno di questi momenti ho scoperto una scritta su una parete…ci ho messo un po’(da buona ficcanaso!),ma son riuscita a decifrarla! Ed è quella che ho messo su un box in qst blog: “ma qual è di pazzia segno + espresso che per altri voler perder se stesso??”Ecco,era particolarmente appropriata al momento che stavo vivendo,e così ho capito che forse quel gioco dovrò continuare a farlo per sempre…chissà…un giorno il mio destino cosa mi riserverà!