Decisione in accordo con l'editoreAldo Biscardi, il cui nome è uscito nelle intercettazioni che stanno sconvolgendo il calcio italiano, lascia La7. E' stato lo stesso conduttore del "Processo" ad annunciare l'addio, una decisione maturata in comune accordo con l'editore. "Con la puntata di lunedì sera - spiega Biscardi in una nota - si è conclusa trionfalmente la mia stagione televisiva e, con essa, il mio rapporto di collaborazione con La7".Aldo Biscardi e La7 si dicono addio. Quella di lunedì è stata l'ultima puntata del noto "Processo" sulla tv privata. Il noto giornalista, nella bufera per essere stato protagonista in alcune intercettazioni, se ne va (con il record di audience nell'ultima puntata) e si porterà con sè la sua "creatura". "Ringrazio sentitamente il pubblico - ha detto il conduttore - che con la sua partecipazione mi è stato vicino in maniera cosi' affettuosa e con un cosi' grande calore, dimostrato anche dalle migliaia di messaggi raggiunti in redazione nella sola serata di ieri nel corso della quale ho dato piena prova dell'infondatezza delle insinuazioni sul conto del 'Processo' che erano state strumentalmente costruite da parte di alcuni organi di informazione. D'accordo con il mio editore abbiamo deciso di assumere una pausa di riflessione al fine di valutare serenamente prossime eventuali occasioni di collaborazione. Questa fase della mia carriera che si apre da domani fornira' la giusta serenita' d'animo e l'opportuno distacco per programmare al meglio il mio prossimo futuro, vigilando su quanto sta accadendo nel mondo del calcio". Sono due le intercettazioni tra Aldo Biscardi e Luciano Moggi che gli inquirenti hanno inserito nel capitolo relativo al condizionamento operato da Moggi e da altri indagati di rilievo su trasmissioni televisive, tra cui 'Il processo di Biscardi", o singoli giornalisti, affinché venissero favoriti gli interessi della Juventus e degli "amici". La prima telefonata è stata intercettata il 6 dicembre 2004 ed è un botta e risposta tra Moggi e Biscardi: Biscardi: "Zeman lo faccio stanga' da Riva...". Moggi: "...ma vogliamola una bella cosa! Andiamogli addosso di brutto". La seconda telefonata è del 20 dicembre 2004, dopo la partita Juventus-Milan finita 0-0. Moggi: "I due episodi dei rigori, uno che c'era ed uno che non c'era! Allora, te non rompe tanto i coglioni...". Biscardi: "...l' unica moviola che ho fatto io, barando un po', come puoi immaginare, che Costacurta stava dentro l'area con i piedi fuori, ma con la mano che ha fatto il fallo da rigore, stava dentro l' area". Moggi: "...pero', guarda bisogna fa' assolve l' arbitro con formula ampia!". Biscardi: "Bertini... si', gli faccio mettere poco!". Moggi: "Niente...no, niente, niente, niente Aldo...taglia...taglia...taglia tutto. O dici che c'ha ragione l'arbitro oppure devi taglia' la moviola!". "Sarà Aldo Biscardi - spiega il Cdr dell'emittente televisiva - a decidere quando illustrare le motivazioni del suo gesto; l'azienda si è limitata a dire che 'si inseriscono nel contesto dell' attuale terremoto che ha investito il calcio italiano".
Calcio: Biscardi lascia La7
Decisione in accordo con l'editoreAldo Biscardi, il cui nome è uscito nelle intercettazioni che stanno sconvolgendo il calcio italiano, lascia La7. E' stato lo stesso conduttore del "Processo" ad annunciare l'addio, una decisione maturata in comune accordo con l'editore. "Con la puntata di lunedì sera - spiega Biscardi in una nota - si è conclusa trionfalmente la mia stagione televisiva e, con essa, il mio rapporto di collaborazione con La7".Aldo Biscardi e La7 si dicono addio. Quella di lunedì è stata l'ultima puntata del noto "Processo" sulla tv privata. Il noto giornalista, nella bufera per essere stato protagonista in alcune intercettazioni, se ne va (con il record di audience nell'ultima puntata) e si porterà con sè la sua "creatura". "Ringrazio sentitamente il pubblico - ha detto il conduttore - che con la sua partecipazione mi è stato vicino in maniera cosi' affettuosa e con un cosi' grande calore, dimostrato anche dalle migliaia di messaggi raggiunti in redazione nella sola serata di ieri nel corso della quale ho dato piena prova dell'infondatezza delle insinuazioni sul conto del 'Processo' che erano state strumentalmente costruite da parte di alcuni organi di informazione. D'accordo con il mio editore abbiamo deciso di assumere una pausa di riflessione al fine di valutare serenamente prossime eventuali occasioni di collaborazione. Questa fase della mia carriera che si apre da domani fornira' la giusta serenita' d'animo e l'opportuno distacco per programmare al meglio il mio prossimo futuro, vigilando su quanto sta accadendo nel mondo del calcio". Sono due le intercettazioni tra Aldo Biscardi e Luciano Moggi che gli inquirenti hanno inserito nel capitolo relativo al condizionamento operato da Moggi e da altri indagati di rilievo su trasmissioni televisive, tra cui 'Il processo di Biscardi", o singoli giornalisti, affinché venissero favoriti gli interessi della Juventus e degli "amici". La prima telefonata è stata intercettata il 6 dicembre 2004 ed è un botta e risposta tra Moggi e Biscardi: Biscardi: "Zeman lo faccio stanga' da Riva...". Moggi: "...ma vogliamola una bella cosa! Andiamogli addosso di brutto". La seconda telefonata è del 20 dicembre 2004, dopo la partita Juventus-Milan finita 0-0. Moggi: "I due episodi dei rigori, uno che c'era ed uno che non c'era! Allora, te non rompe tanto i coglioni...". Biscardi: "...l' unica moviola che ho fatto io, barando un po', come puoi immaginare, che Costacurta stava dentro l'area con i piedi fuori, ma con la mano che ha fatto il fallo da rigore, stava dentro l' area". Moggi: "...pero', guarda bisogna fa' assolve l' arbitro con formula ampia!". Biscardi: "Bertini... si', gli faccio mettere poco!". Moggi: "Niente...no, niente, niente, niente Aldo...taglia...taglia...taglia tutto. O dici che c'ha ragione l'arbitro oppure devi taglia' la moviola!". "Sarà Aldo Biscardi - spiega il Cdr dell'emittente televisiva - a decidere quando illustrare le motivazioni del suo gesto; l'azienda si è limitata a dire che 'si inseriscono nel contesto dell' attuale terremoto che ha investito il calcio italiano".