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GIOVANI E L'ENNESIMO FALLIMENTO DELLA LEGA DI C


Un tempo la serie C veniva chiamata "Il cimitero degli elefanti" poichè era una categoria in cui svernavano volentieri trentenni (ed oltre) con poco altro da aggiungere rispetto ad un passato glorioso. Riferita la cosa nell'unica conferenza stampa annuale della Lega di C, il presidente Macalli s'inalberò promettendo che sarebbe cambiata la storia. Da allora in avanti il ragioniere dapprima tentò la carta dell'under 21 obbligatorio (era il classe 78) poi, dopo quanto successo al Padova (che giocò 3' senza under perse la partita, andò nei play-out e retrocesse in C2...), ci fu una levata di scudi generale. Qualche tempo dopo Macalli riprovò con 5 under da iscrivere nella lista consegnata all'arbitro ma nemmeno quella fu un'idea da prendere in considerazione, visto che Campana parlò addirittura di violazione delle regole sul mondo del lavoro. Perciò la Lega di C si è stancamente adeguata a tutti i voleri di sindacato calciatori e grandi società logicamente avverse alla regola degli under. Nonostante ciò la Mirop Cup è stata dominio azzurro da sempre complici i "prestiti" delle grandi squadre che stazionavano in C. Adesso, però, le cose sono cambiate. La serie C fatica a lanciare ragazzi e lo 0-6 in Croazia è emblematico. Lo stesso selezionatore Giorgio Veneri è stato emblematico. "Non ci sono più 86 in campo nè in C1 e nè in C2 - ha affermato il tecnico dell'under 21 di C - abbiamo vissuto ottime annate 82, 83 ed 84, ma adesso non c'è gente che gioca. Convochiamo i giocatori senza nemmeno sapere in che ruolo giocano". Contro la Slovacchia a referto 13 giocatori di C2 e 5 di C1. Solo il lecchese Ferrario titolare in campionato. "Il problema - riprende Veneri - è che dopo la Berretti i ragazzi preferiscono andare in serie D dove c'è la regola degli under obbligatori, così lì giocano almeno 30 partite mentre in C sarebbero confinati, bene che vada, in tribuna". Sembra superfluo aggiungere altro. LO SFASCIO CONTINUA