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La speranza è contagiosa
Post n°4206 pubblicato il 07 Febbraio 2026 da namy0000
Tag: chiamata, malattia, medico, pazienti, prete, professione, sacerdote, sacerdozio, samaritano, speranza 2026, Dr. Don Carlo Ambrosio S., FC n. 6 del 8 febbraio Ho avuto il desiderio di essere medico sin dalla mia infanzia. Giocavo ad essere medico, tanto che mi avevano messo come soprannome quello del nostro medico condotto. Era un modo di giocare, ma anche un segno di ciò che volevo fare nella vita. Quando, poi, ho intrapreso la professione medica, non l’ho fatto come una vocazione, ma come scelta consapevole di aiutare gli altri. Eppure, è proprio curando i miei pazienti che ho scoperto la vera essenza della mia professione: essere come il buon Samaritano! Ricordo un paziente che aveva perso ogni speranza di guarire dalla sua malattia cronica. Ma nonostante tutto, lui continuava a sorridere e a trovare gioia nelle piccole cose. Mi ha insegnato che la speranza non è solo una questione di circostanze, ma di scelta. Un’altra paziente, una giovane donna con un disturbo bipolare, mi ha mostrato come la fede e la speranza possano essere una fonte di forza incredibile. Anche nei momenti più bui, lei continuava a credere in un futuro migliore e a lavorare per raggiungerlo. Questi pazienti mi hanno “convertito” alla speranza. Mi hanno mostrato che anche nella situazioni più difficili c’è sempre una ragione per sperare. E, proprio in quel momento, ho sentito la chiamata al sacerdozio. Ho capito che la mia vocazione era di esercitare il mio ministero sacerdotale attraverso la professione medica, portando la luce della speranza e della fede a chi ne aveva bisogno. L’11 febbraio, in occasione della trentaquattresima Giornata Mondiale del malato, voglio, dopo 31 anni di ministero sacerdotale, continuare a vivere appieno la compassione del Samaritano, che ama portando il dolore dell’altro. La casula della mia prima Messa, ricamata da suore di clausura, reca il simbolo di Cristo Medico e del Buon Samaritano, un richiamo costante a essere come Lui, che si è fatto prossimo a noi nel bisogno. Spero di poter essere uno strumento di Dio per portare un po’ di luce nelle vite delle persone che incontro, e di amare come il Samaritano, portando il dolore dell’altro come mio. La speranza è contagiosa, e io sono grato di averla contratta dai miei pazienti. |


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