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Provarci insieme
Post n°4214 pubblicato il 26 Febbraio 2026 da namy0000
Tag: ciaspole, disabilità, dual ski, esperienza, fisioterapisti, giochi invernali, insieme, neve, Persone, provare, sci, sport, volontariato 2026, FC n. 8 del 22 febbraio Quando la neve insegna a volare Ai Piani di Bobbio gli Inclusive Winter Games. Dual ski, ciaspole, biathlon e sci di fondo uniscono sport e cura per 45 ragazzi seguiti da La Nostra Famiglia: un’esperienza reale che restituisce fiducia a bambini e genitori Sulla neve il rumore è ovattato, come se il mondo avesse deciso di parlare piano per non disturbare i sogni. Poi arriva una risata, uno sci che taglia il bianco, un maestro che incoraggia, un ragazzo che guida un altro ragazzo. E capisci che non è solo sport: è un patto silenzioso tra fiducia e coraggio. Ai 1.700 metri di altitudine dei Piani di Bobbio (Lc), la prima edizione degli Inclusive Winter Games della Nostra Famiglia di Bosisio Parini (9-11 febbraio 2026), ha avuto il sapore delle imprese gentili. Quelle che non finiscono sui podi ma restano addosso. «Mi piace sentire la neve fresca che scorre sotto». Giulia ha nove anni appena compiuti e un compleanno festeggiato sugli sci. Lo dice con la naturalezza di chi non sa di star pronunciando una piccola poesia. Poco distante, Eleonora, undici anni, occhi accesi e una vita già piena di tentativi riusciti, sintetizza tutto con un sorriso: «Il dual ski mi è piaciuto tanto». In queste frasi brevi c’è il senso intero di tre giorni di sport, cura e relazione: la scoperta di un mondo che prima era cartolina e ora è esperienza. Quarantacinque ragazzi con disabilità seguiti dall’istituto sanitario, quarantacinque studenti di due scuole del territorio formati per essere guida, maestri di sci a condurre il dual ski come si tiene il timone di una barca fragile e preziosa. Una danza sulla neve dove nessuno è zavorra e nessuno è eroe solitario. È sport, sì, ma è anche educazione sentimentale collettiva, grammatica concreta del “fare insieme”. Accanto a Giulia c’è la mamma Emanuela, arrivata da Collegno (To). (…) «Non siamo mai stati sulla neve. Vederla divertirsi così è un’emozione». La famiglia di Eleonora invece arriva da lontano, Bielorussia. Oggi vive a Milano e lei ha nell’acqua la sua seconda pelle. Nuota da agonista, gareggia, ha provato quasi tutti gli sport. La mamma Tatiana racconta con una gratitudine che ha il passo lento delle cose importanti: «Quando aveva otto mesi non gattonava. Poi il carrellino, poi i passi, ora anche sciare. È una meraviglia». A guidare Eleonora c’è Carolina, studia al Liceo Bachelet di Oggiono (Lc). «Abbiamo scoperto un mondo», dice. E in quel “noi” c’è una generazione che impara a stare accanto alle persone, non alle disabilità. Ragazzi che temevano di non essere all’altezza e che invece si sono rivelati fratelli maggiori. Nessuna lezione frontale né teoria: solo corpi che si muovono insieme e sguardi che si allargano. (…) «Gocce di bene che hanno creato un fiume». «Mi commuove la gratuità con cui tanti operatori hanno donato il loro tempo libero». (…) le tracce sulla neve il vento le cancellerà. Quelle lasciate dentro, no. E forse il senso ultimo di questi Inclusive Winter Games sta proprio lì: ricordarci che il podio più difficile non è quello olimpico, ma quello invisibile della vita quotidiana, dove si sale un passo alla volta, spesso senza pubblico, ma con una medaglia che vale più di tutte: quella di averci provato, insieme. |


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