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Esperienza religiosa

Post n°3697 pubblicato il 08 Gennaio 2022 da namy0000
 

Capire, nell’esperienza religiosa, spesso è un empito emotivo: improvvisamente tutto diventa chiaro; così la sperimentò il tormentato ateo Paul Claudel e tanti altri. Evidentemente, in tutti noi è presente una disposizione religiosa”.

“Dobbiamo andare alla ricerca del Dio che in Gesù Cristo è andato alla ricerca dell’uomo”.

Il viaggio alla ricerca di Dio-Amore non ha mai fine: Dio-Amore ci mette in questione, ci interroga incessantemente. «Adamo dove sei?».

Chi cerca Dio-Amore non si lascia distogliere dalla corsa perché gli altri vi hanno rinunciato, né da precipizi, da selve o da macchie, e neppure dalle spine che lo graffiano, e dalle ferite, sinché non giunga al Crocifisso. “Come potrai, tu, venire da me? Io non ho chiavi, per farti uscire, per farti entrare in questo nostro mondo”.

“Nel suo Amore, Dio è andato in cerca dell’uomo. Lo ha visitato nella notte. Ha instillato nel suo inconscio uno struggente desiderio di lui. Gli si è dato conoscere in sogno, perché l’uomo, destatosi, lo cerchi anche di giorno”. “Dio, nel suo Amore, ci ha cercati e toccati per primo, ha instillato nelle nostre narici la traccia del suo Amore. E ora noi non possiamo fare a meno di Alzarci e andare in cerca dell’Amato del nostro cuore. La nostra ricerca di Dio-Amore è una storia d’Amore”. “Se rinunciamo alla ricerca di Dio-Amore, ci accontentiamo di cose da nulla: allora plachiamo la nostra fame (spirituale) con delle ‘carrube’ destinate ai porci”. “Solo chi con la stessa vita salvaguarda la domanda su Dio-Amore può aiutare coloro per i quali l’orizzonte si è offuscato o ristretto”.

«Questa è la Vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e Colui che ha mandato, Gesù Cristo» (Gv 17,3). Vita vera, vita in tutta la sua pienezza, una nuova qualità di vita, una nuova intensità esistenziale. La vita eterna non è la vita dopo la morte, ma la vita che già qui sulla Terra partecipa dell’eternità che già ora è profumata da Dio-Amore; la vita in cui Cielo e Terra divengono una cosa sola, in cui Tempo ed Eternità si toccano, in cui Dio-Amore e Uomo peccatore si uniscono, si fondono.

“Per Carl Gustav Jung l’archetipo più forte che esista è Dio-Amore. Quando l’immagine di Dio-Amore  è malata, anche l’uomo finisce per ammalarsi”.

“Vedere Gesù porta a conoscere Dio-Amore, ad aver parte alla sua vita eterna e al suo Amore”.

Io non posso parlare dell’immagine di Dio-Amore ma della mia esperienza di Dio-Amore.

Una esperienza religiosa matura, adulta, è fare esperienza di un Dio-Amore che mi lascia respirare, che mi dona la libertà, che mi rende vivo, vitale.

In che misura la nostra esperienza di Dio-Amore ha cambiato la nostra immagine personale?

“Alla porta del mio cuore, perpetuamente agitato, bussa la quiete”. (Anselm Grün, Apri i tuoi sensi a Dio).

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