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Post n°4209 pubblicato il 11 Febbraio 2026 da namy0000
2026, don Antonio Mazzi, Avvenire, 7 febbraio Il bullo è un ragazzo che non sa più sognare Il 7 febbraio si celebra la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Ma diciamocelo chiaramente: una data sul calendario non basta se il giorno dopo torniamo a ignorare il grido silenzioso dei nostri ragazzi. Il bullismo non è una bravata, ma non è nemmeno un destino segnato. Spesso mi chiedono perché un adolescente si trasformi in un carnefice digitale o da corridoio. La risposta è amara: il bullo è un ragazzo che non sa più sognare. La violenza, quella fisica o quella spietata di un clic, nasce dal vuoto educativo che abbiamo creato noi adulti. Abbiamo riempito i giovani di oggetti, lasciandoli soli davanti agli schermi. Il cyberbullismo è figlio di questa assenza, di questa solitudine: è facile colpire quando non vedi le lacrime della vittima. Il bullo non è un leader; è un fragile che urla il suo bisogno di essere visto. Dobbiamo tornare a educare ai sentimenti. Ai genitori dico: non regalate smartphone per tappare i buchi del silenzio. Alle scuole: meno programmi, più ascolto. Solo ridando un sogno a questi giovani trasformeremo la rabbia in energia pulita. Ma attenzione: io non cerco colpevoli. Non servono solo punizioni, serve una comunità che sappia ancora guardare nel cuore dei ragazzi. |
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