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        <title>Un mondo nuovo</title>
        <description>Come creare un mondo nuovo</description>
        <link>https://blog.libero.it/Unmondonuovo/</link>
        <lastBuildDate>Tue, 10 Mar 2026 07:08:13 +0100</lastBuildDate>
        <generator>Libero Blog</generator>
        <category>Di Tutto un pó</category>
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            <title>&amp;quot;Eccomi&amp;quot;</title>
            <link>https://blog.libero.it/Unmondonuovo/16862032.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;2026, Lettera di don Massimo Donghi, parroco di Limbiate, &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;FC&lt;/em&gt; n. 10 del 8 marzo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;Un sacerdote nella malattia&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;Mese di agosto. Un dolore persistente per giorni al fianco. Chiami il medico. Ti fa una ecografia. E ti dice: &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;&amp;laquo;don Massimo, facciamo delle Tac&amp;raquo;. Esito: una lesione all&amp;rsquo;esofago. Un tumore avanzato e una serie di linfonodi sparsi nell&amp;rsquo;esofago e al fegato. Fulmine a ciel sereno. La rabbia, i pensieri, il pianto&amp;hellip; Mi sono anche arrabbiato col Signore: &amp;laquo;Cosa ho combinato in questi 30 anni che sono prete?&amp;raquo;. Nella mente un interrogativo: &amp;laquo;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;Perch&amp;eacute;?&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Inizia il mio percorso di terapia. Due chemio al mese, poi subentrano altri problemi. Cambio di terapia. Una pi&amp;ugrave; incisiva e aggressiva. Da due a tre chemio al mese. Quella che porto avanti oggi. Da prete, dopo la rabbia, come ho reagito a questa sorpresa della vita? Anzitutto ho comunicato alla mia comunit&amp;agrave; parrocchiale la mia malattia, senza silenzi o giri di parole. &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;Come avviene in ogni famiglia&lt;/strong&gt;. Sperimentando subito profonda vicinanza e affetto. Poi, alla festa della Citt&amp;agrave;, chiedo al mio Vicario episcopale di essere lui ad amministrarmi l&amp;rsquo;Unzione dei malati. Un momento davvero vissuto e partecipato. Per me, un momento di grazia. Perch&amp;eacute; &amp;egrave; stato un segno di fede nella presenza del Signore accanto alla mia vita fragile e &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;un gesto di condivisione profonda&lt;/strong&gt; con la mia comunit&amp;agrave;, che &amp;egrave; la mia famiglia. Da prete malato scopro dei doni in questo cammino in salita. Anzitutto &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;la pace nella preghiera&lt;/strong&gt;. Tra pensieri e paure ho riscoperto la preghiera come vero dono di pace e di consolazione. Ora, nella mia preghiera di abbandono &amp;egrave; forte e presente il dono della Vita eterna. Un altro dono sono i frutti del ministero, dell&amp;rsquo;essere prete. Messaggi, telefonate, visite da persone che da anni e anni non sento pi&amp;ugrave;, che ti incoraggiano a camminare. Ti promettono una preghiera. Ti offrono la disponibilit&amp;agrave; e il tempo per accompagnarti o darti una mano. Davvero una sorpresa per me. E qui non posso non ricordare la promessa di Ges&amp;ugrave; del centuplo &lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;(Marco 10,29-30)&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;. Infine, la &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;fraternit&amp;agrave; sacerdotale&lt;/strong&gt;. &amp;Egrave; un dono grande essere prete in un presbiterio, non solo ma con altri confratelli che si fanno presenti, ti chiamano, vengono a trovarti e pregano per te. C&amp;rsquo;&amp;egrave; una immagine biblica che mi accompagna: l&amp;rsquo;Annunciazione. Sperimento che la vita &amp;egrave; piena di annunciazioni, di sorprese che ti lasciano al momento senza parole, timoroso, pensieroso, sorpreso. Ma di fronte a queste ultime annunciazioni del cammino, il dono che chiedo e cerco di portare avanti &amp;egrave; &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;il mio &amp;ldquo;Eccomi&amp;rdquo;&lt;/strong&gt;. S&amp;igrave;, semplicemente, compiere un passo al giorno, sapendo che non si &amp;egrave; soli, ma che c&amp;rsquo;&amp;egrave; una comunione profonda col Signore e con la comunit&amp;agrave; che, in modi diversi, ti accompagna e cammina insieme. Un desiderio che mi accompagna da mesi e che ora riuscir&amp;ograve; a realizzare, grazie anche al consenso dell&amp;rsquo;&amp;eacute;quipe di medici che mi segue, &amp;egrave; andare in pellegrinaggio a Lourdes per chiedere semplicemente, per l&amp;rsquo;intercessione di Maria, di &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;custodire la pace nel cuore&lt;/strong&gt; in questo tratto di strada del mio cammino&lt;/span&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt; e&lt;/span&gt; di confermare il mio sereno &amp;ldquo;Eccomi&amp;rdquo;.&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>cammino</category>
        <category>comunione</category>
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        <category>Dolore</category>
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        <category>terapia</category>
        <category>testimonianza</category>
            <pubDate>Tue, 10 Mar 2026 07:08:12 +0100</pubDate>
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            <title>Storia di Paolo</title>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;2026, &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;FC&lt;/em&gt; n. 9 del 1 marzo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;Storia di Paolo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;Paolo, per esempio, era stato ricoverato da noi in condizioni molto gravi. Veniva dall&amp;rsquo;Ospedale pediatrico Meyer di Firenze con problemi cerebrali gravissimi. I genitori non lo avevano riconosciuto. La condizione era talmente grave che la durata di vita doveva essere di quattro giorni. Noi del Don Gnocchi ce ne siamo presi cura. &amp;Egrave; sopravvissuto all&amp;rsquo;operazione, poi &amp;egrave; rimasto presso il nostro centro d&amp;rsquo;eccellenza per la riabilitazione di Firenze, senza che venisse definita una scadenza. Io, ogni volta che mi recavo nel centro, lo andavo a trovare e lo vedevo nel suo letto, faticava a stare seduto e puntualmente si lasciava andare a destra o a sinistra. Un giorno vedo la dottoressa che lo aveva in carico, le dico: &amp;ldquo;Ciao, come va il nostro amico?&amp;rdquo;. E lei si mette a piangere. Io mi spavento: &amp;ldquo;Che &amp;egrave; successo?&amp;rdquo;. E lei: &amp;ldquo;Abbiamo trovato una coppia che lo ha adottato&amp;rdquo;. Le faccio vedere il video che ho nel telefonino. Guardi: qui per la prima volta mangia il gelato. Ecco un altro video: gli insegnano ad alzarsi. Ora &amp;egrave; cresciuto, cammina, va a scuola: si rende conto? Gli avevano dato quattro giorni di vita. &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;Operato&lt;/strong&gt;, &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;accompagnato&lt;/strong&gt;, &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;custodito&lt;/strong&gt;, &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;amato&lt;/strong&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>adottare</category>
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        <category>cura</category>
        <category>prendersi cura</category>
        <category>salute</category>
        <category>storie</category>
            <pubDate>Thu, 05 Mar 2026 16:28:51 +0100</pubDate>
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            <title>Un angelo della solidarietą</title>
            <link>https://blog.libero.it/Unmondonuovo/16861162.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;2026, &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;FC&lt;/em&gt; n. 9 del 1 marzo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;letter-spacing: .1pt; background: white;&quot;&gt;L&amp;rsquo;angelo della solidariet&amp;agrave; che vola in bicicletta.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;Renata Andolfi da Monza viaggia in tutto il mondo per portare affetto e amicizia&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;In bicicletta da Barcellona a Monza per raccogliere fondi destinati a scopi benefici. Protagonista di questa impresa ciclistica, una giovane nonna, classe 1965, che sta &amp;ldquo;scrivendo&amp;rdquo; un&amp;rsquo;eccezionale storia al femminile, unendo la passione per la bicicletta a quella verso coloro che si trovano in situazioni difficili. Renata Andolfi, due figli, fisioterapista e osteopata, vive a Monza, &amp;egrave; un sorriso che ti introduce in quella zona di luce dove l&amp;rsquo;eccezionale diventa norma. Una luce che arriva da una giovinezza vissuta in una famiglia torinese, con le porte sempre aperte al prossimo, vicino e lontano, che l&amp;rsquo;ha spinta a viaggiare per incontrare, imparare e condividere. Si &amp;egrave; dedicata al volontariato in tante associazioni, in Congo e in Kenya, dove mentre faceva il tirocinio come osteopata ha scoperto nel 2013, ai piedi del Kilimangiaro, la Divinity Foundation, con un ospedaletto dove partoriscono mamme in difficolt&amp;agrave;, e il Rescue Center, una fattoria che accoglie le bambine che hanno subito, o rischiano di subire, il calvario delle mutilazioni genitali. Da allora una nuova famiglia da sostenere. In questo percorso un giorno &amp;egrave; arrivata a salvarla la bicicletta. Si era dovuta fermare per problemi alle ginocchia, le ha offerto l&amp;rsquo;unica possibilit&amp;agrave; per non interrompere le sue avventure di &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;globe trotter&lt;/em&gt; della solidariet&amp;agrave;, diventando una ciclo-viaggiatrice. &amp;laquo;Andare in bicicletta mi ha liberato da tante zavorre e schiavit&amp;ugrave;. Ho acquisito una libert&amp;agrave; che mi fa lievitare, come se il mio corpo volasse. Quando pedalo sulle montagne mi pare di salire sempre pi&amp;ugrave; in alto, in una dimensione che crea con il cielo un&amp;rsquo;intimit&amp;agrave; ravvicinata&amp;raquo;. Quel cielo, oltre i 5 mila metri, Renata lo ha incontrato nei suoi viaggi sulle catene dell&amp;rsquo;Himalaya indiano, dov&amp;rsquo;&amp;egrave; andata nel 2019 con una Gravel Monster Salsa Fargo, uno zainetto e un&amp;rsquo;indomita determinazione. Vi &amp;egrave; ritornata nel 2022, quando &amp;egrave; partita da Dharamsala, la citt&amp;agrave; che ospita il Dalai Lama, destinazione la remota Valle dello Zanskar e del Ladakh. Nel 2024 &amp;egrave; stata in Tagikistan e Kirghizistan per raggiungere il Pamir, percorrendo mille chilometri &amp;laquo;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;fra orizzonti sconfinati, ghiacciai secolari, rocce che cambiano colore ad ogni curva; fra momenti di esaltazione e altri critici che mi hanno insegnato ad affrontare ogni imprevisto. Quando stavo per arrendermi, pensavo alle mie bambine e alle mamme africane salvate e da salvare&lt;/strong&gt;&amp;raquo;. Nel 2025 ha attraversato in solitaria l&amp;rsquo;Armenia, una delle esperienze pi&amp;ugrave; magiche che si porta nel cuore. &amp;laquo;&amp;Egrave; stato un continuo bagno di umanit&amp;agrave; che mi ha fatta sentire cittadina del mondo. Sia nei monasteri buddisti, dove sono stata ospitata, sia fra i nomadi, dove montavo la mia tenda, ho percepito una fratellanza universale che ha cambiato il mio sguardo&amp;raquo;. Molte le sue imprese anche in Italia. Ogni sera Renata invia a mamma Paola, classe 1939, il diario della giornata, completandolo con notizie storiche. Una collezione preziosa. Ma anche quando non viaggia, Renata, ospita migranti in fuga dalla guerra o dalla fame. Come i due &amp;ldquo;capitani&amp;rdquo; che arrivano dalla Guinea Conakry e sono sopravvissuti al deserto, ai lager libici e ai naufragi nel Mediterraneo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>angeli</category>
        <category>bicicletta</category>
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        <category>storie</category>
        <category>viaggiare</category>
            <pubDate>Wed, 04 Mar 2026 05:08:55 +0100</pubDate>
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            <title>Bene e Male</title>
            <link>https://blog.libero.it/Unmondonuovo/16860721.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;2026, &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;FC&lt;/em&gt; n. 9 del 1 marzo&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;Epstein&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;. Chi era costui?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;&quot;&gt;Mezzo mondo lo frequentava. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;&quot;&gt;Ma quale tipo di gente?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;;&quot;&gt;Ricchi, potenti, politici, famosi, e spioni, come spesso avviene in quei contesti degradati, oscuri ma certo noti ai servizi segreti. C&amp;rsquo;&amp;egrave; come un cattivo odore che si propaga. &lt;span style=&quot;color: #0070c0;&quot;&gt;Nel miscuglio di soldi, violenze e abusi di miliardari a danno di vittime assai meno difese, si manifesta il volto moralmente miserabile che talora pu&amp;ograve; assumere la ricchezza&lt;/span&gt;. &lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;Il senso abnorme di potenza, il pensiero di essere al di sopra dei comuni mortali, non sono solo stolti, mostrano decadenza civile, se intorno all&amp;rsquo;abusatore ruotano tante figure pubbliche, della politica e dell&amp;rsquo;economia; se vi si trovano, in un macabro sodalizio, magnati dell&amp;rsquo;industria e della finanza e pure uomini di cultura&lt;/strong&gt;&amp;hellip;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>bene</category>
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        <category>vizio</category>
            <pubDate>Sun, 01 Mar 2026 07:03:22 +0100</pubDate>
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            <title>Provarci insieme</title>
            <link>https://blog.libero.it/Unmondonuovo/16860436.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;2026, &lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;FC&lt;/em&gt; n. 8 del 22 febbraio&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;letter-spacing: .1pt; background: white;&quot;&gt;Quando la neve &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;insegna a volare&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;strong style=&quot;mso-bidi-font-weight: normal;&quot;&gt;&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;Ai Piani di Bobbio gli &lt;span style=&quot;color: red;&quot;&gt;Inclusive Winter Games&lt;/span&gt;. Dual ski, ciaspole, biathlon e sci di fondo uniscono sport e cura per 45 ragazzi seguiti da La Nostra Famiglia: un&amp;rsquo;esperienza reale che restituisce fiducia a bambini e genitori&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske06&quot;&gt;Sulla neve il rumore &amp;egrave; ovattato, come se il mondo avesse deciso di parlare piano per non disturbare i sogni. Poi arriva una risata, uno sci che taglia il bianco, un maestro che incoraggia, un ragazzo che guida un altro ragazzo. E capisci che non &amp;egrave; solo sport: &amp;egrave; un patto silenzioso tra fiducia e coraggio. Ai 1.700 metri di altitudine dei Piani di Bobbio (Lc), la prima edizione degli Inclusive Winter Games della Nostra Famiglia di Bosisio Parini (9-11 febbraio 2026), ha avuto il sapore delle imprese gentili. Quelle che non finiscono sui podi ma restano addosso. &amp;laquo;Mi piace sentire la neve fresca che scorre sotto&amp;raquo;. Giulia ha nove anni appena compiuti e un compleanno festeggiato sugli sci. Lo dice con la naturalezza di chi non sa di star pronunciando una piccola poesia. Poco distante, Eleonora, undici anni, occhi accesi e una vita gi&amp;agrave; piena di tentativi riusciti, sintetizza tutto con un sorriso: &amp;laquo;Il dual ski mi &amp;egrave; piaciuto tanto&amp;raquo;. In queste frasi brevi c&amp;rsquo;&amp;egrave; il senso intero di tre giorni di sport, cura e relazione: la scoperta di un mondo che prima era cartolina e ora &amp;egrave; esperienza. Quarantacinque ragazzi con disabilit&amp;agrave; seguiti dall&amp;rsquo;istituto sanitario, quarantacinque studenti di due scuole del territorio formati per essere guida, maestri di sci a condurre il dual ski come si tiene il timone di una barca fragile e preziosa. Una danza sulla neve dove nessuno &amp;egrave; zavorra e nessuno &amp;egrave; eroe solitario. &amp;Egrave; sport, s&amp;igrave;, ma &amp;egrave; anche educazione sentimentale collettiva, grammatica concreta del &amp;ldquo;fare insieme&amp;rdquo;. Accanto a Giulia c&amp;rsquo;&amp;egrave; la mamma Emanuela, arrivata da Collegno (To). (&amp;hellip;) &amp;laquo;Non siamo mai stati sulla neve. Vederla divertirsi cos&amp;igrave; &amp;egrave; un&amp;rsquo;emozione&amp;raquo;. La famiglia di Eleonora invece arriva da lontano, Bielorussia. Oggi vive a Milano e lei ha nell&amp;rsquo;acqua la sua seconda pelle. Nuota da agonista, gareggia, ha provato quasi tutti gli sport. La mamma Tatiana racconta con una gratitudine che ha il passo lento delle cose importanti: &amp;laquo;Quando aveva otto mesi non gattonava. Poi il carrellino, poi i passi, ora anche sciare. &amp;Egrave; una meraviglia&amp;raquo;. A guidare Eleonora c&amp;rsquo;&amp;egrave; Carolina, studia al Liceo Bachelet di Oggiono (Lc). &amp;laquo;Abbiamo scoperto un mondo&amp;raquo;, dice. E in quel &amp;ldquo;noi&amp;rdquo; c&amp;rsquo;&amp;egrave; una generazione che impara a stare accanto alle persone, non alle disabilit&amp;agrave;. Ragazzi che temevano di non essere all&amp;rsquo;altezza e che invece si sono rivelati fratelli maggiori. Nessuna lezione frontale n&amp;eacute; teoria: solo corpi che si muovono insieme e sguardi che si allargano. (&amp;hellip;) &amp;laquo;Gocce di bene che hanno creato un fiume&amp;raquo;. &amp;laquo;Mi commuove la gratuit&amp;agrave; con cui tanti operatori hanno donato il loro tempo libero&amp;raquo;. (&amp;hellip;) le tracce sulla neve il vento le canceller&amp;agrave;. Quelle lasciate dentro, no. E forse il senso ultimo di questi Inclusive Winter Games sta proprio l&amp;igrave;: ricordarci che il podio pi&amp;ugrave; difficile non &amp;egrave; quello olimpico, ma quello invisibile della vita quotidiana, dove si sale un passo alla volta, spesso senza pubblico, ma con una medaglia che vale pi&amp;ugrave; di tutte: quella di averci provato, insieme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/p&gt;</description>
        <category>ciaspole</category>
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        <category>dual ski</category>
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            <pubDate>Thu, 26 Feb 2026 15:01:22 +0100</pubDate>
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